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Rosolino: non si può dire no a Papa Francesco

Il campione di nuoto, Massimiliano Rosolino, ha aderito a We Run Together, l’asta sportiva promossa da Papa Francesco per sostenere gli ospedali di Bergamo e Brescia, in prima linea nella lotta al coronavirus. In dono la sua cuffia e una giornata di allenamento nel Centro sportivo delle Fiamme Gialle a Castelporziano

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Da bambino Massimilano Rosolino era chiamato “il cagnaccio” per un temperamento forte e uno stile del tutto personale nel nuotare. Di quel tempo resta una personalità spiccata e un entusiasmo travolgente, che profuma di napoletanità. La paternità lo ha comunque cambiato. Due bimbe – ha raccontato – lo hanno completato. “Torni a essere – ha spiegato - quel bambino dietro al blocchetto di partenza che ha paura della gara, però questa volta davanti a te non c’è una competizione, ma un’esperienza straordinaria”. Lo sport è la metafora della sua vita, la gara una semplice parentesi, mentre il rispetto dell’avversario, il superamento dei propri limiti e la dedizione sono le chiavi per leggere quanto accade ogni giorno.

Riprendiamoci la vita aiutando gli altri

Nel 2000 campione olimpico a Sydney, la sua seconda casa, perché la mamma è australiana e ha vissuto lì fino all'età di sei anni. Nel 2001 è campione mondiale a Fukuoka nei 200 metri misti, tra il 1995 e il 2008 è stato quattordici volte campione europeo e 60 volte ha conquistato medaglie nei Giochi olimpici, nei campionati mondiali ed europei. Oggi è anche un noto personaggio televisivo. A We Run Together ha donato la sua cuffia e una giornata di allenamento nel Centro sportivo delle Fiamme Gialle a Castelporziano.

Ascolta l'intervista a Massimiliano Rosolino

R. – Papa Francesco, mi verrebbe da dire, detta legge, ma nel senso buono e affettivo della cosa. Abbiamo vissuto eventi dove l'incertezza ha dominato, l’incertezza di una ripresa, il timore di avere qualcuno che non stesse bene. Ovviamente le zone di Bergamo e Brescia sono state colpite in modo feroce dal Covid-19, una cosa che si vede soltanto nei film. Non bisogna dare soltanto respiro al momento stesso dell'emergenza ma bisogna cercare di allungare il periodo di solidarietà, soprattutto adesso che stiamo cercando di riprenderci le nostre vite.

Come hai vissuto personalmente questa emergenza? Come in famiglia, con le tue bambine perché è stato difficile spiegare ai figli…

R. – Sì certo, io sono ottimista di natura, bisogna avere fiducia nelle istituzioni, bisogna comunque cercare di cavalcare la voglia di rifarsi, di riprendersi come ci insegna lo sport. I bambini sono la dimostrazione che quello che succede oggi viene quasi dimenticato, perché un momento difficile, un capriccio viene il giorno dopo superato con euforia, gioia e gioco. Siamo stati in famiglia, abbiamo pranzato tutti insieme, ci siamo anche tenuti in forma, perché lo sport ha aiutato. La pecca è stata lo studio a distanza, perché è veramente dura tenere i bambini davanti ad un tablet, un computer, un dispositivo per fare delle lezioni on-line soprattutto dopo due mesi. I bambini hanno veramente energie pazzesche.

Già in passato hai partecipato ad iniziative di Athletica Vaticana, anche alla Preghiera del maratoneta

R. – E’ stata un’esperienza bellissima con la gioia, di unirsi, di dare il massimo e gustarsi ogni passo. Molti ricorrono alla preghiera nel momento del bisogno e invece è un momento di unione. Era la Corsa dei Santi, ci siamo riuniti e poi ognuno è andato per la propria strada come è giusto che sia.

Rosolino in Piazza san Pietro  alla Corsa dei Santi, il momento di preghiera
Rosolino in Piazza san Pietro alla Corsa dei Santi, il momento di preghiera

Tu sei un campione amato non solo in Italia ma in tutto il mondo per i tuoi successi. Oggi che la tua carriera agonistica è ferma, come guardi al passato? Che cosa racconti alle tue figlie?

R. – La parola contagio fa paura in questo periodo, ma a me piace contagiare con le emozioni che ovviamente non posso solo legare a quelle provate vent’anni fa – perché era il 2000 quando ho vinto – nella mia routine quotidiana lo sport non deve mai mancare, come non devono mancare i valori, l’educazione, l’unione. Spero che dopo tanti anni, a settembre, si possa riprendere alla grande la scuola, ma anche le attività sportive per i più piccoli, perché le due cose devono viaggiare insieme: l’educazione e lo sport.

L'allenamento di Rosolino con don Vincenzo Puccio di Athletica Vaticana
L'allenamento di Rosolino con don Vincenzo Puccio di Athletica Vaticana

Ad Athletica Vaticana, a We Run Together ha aderito anche Alex Zanardi. Ti chiedo un pensiero per lui, in questo momento di grande difficoltà. Zanardi è emblema di dedizione, di un amore per la vita senza limiti

R. – Assolutamente! Alex non suscita pietà, perché sa emozionare, quando lo vedi gareggiare non ti fa tenerezza, ti fa impressione. Io l’ho visto fare il mezzo Ironman, una sfida di 1800 metri a nuoto, 90 km in handbike e finire con altri 20 km di corsa. E’ sempre arrivato con il sorriso, qualsiasi cosa facesse, sempre con il sorriso e la serietà. Chi ama lo sport ha in comune la gioia di fare quello che piace, insieme a persone che ci vogliono bene. Per me lui è un invincibile. Speriamo che lo possa dimostrare.

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Massimiliano Rosolino
01 luglio 2020, 08:00