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“Aggiungi un posto a tavola”: l’idea di un atleta azzurro per l’asta solidale

Fabrizio Donato, triplista e lunghista azzurro, capitano degli atleti italiani, offre una cena a casa sua per l’asta benefica “We Run Together” voluta dal Papa a sostegno degli ospedali di Bergamo e Brescia

Fabio Colagrande – Città del Vaticano

In prima fila tra i campioni impegnati a dare un contributo a “We Run Together”, l’asta benefica voluta da Papa Francesco e promossa da Athletica Vaticana, non poteva non esserci Fabrizio Donato, il capitano della nazionale italiana di Atletica leggera e delle Fiamme Gialle, che con il ‘Cortile dei Gentili’ e la Fidal Lazio organizzano l’evento. Il triplista e lunghista azzurro, bronzo olimpico a Londra nel 2012 e oro europeo outdoor a Helsinki nello stesso anno e indoor a Torino nel 2009, vanta 23 titoli di campione italiano. Sposato con un’atleta, la velocista Patrizia Spuri, Donato è stato già protagonista con la sua squadra di altri eventi di solidarietà organizzati con Athletica Vaticana, come il pranzo natalizio del 2019 per le famiglie del Dispensario di Santa Marta in Vaticano. Quale ambasciatore del Gruppo Atletica delle Fiamme Gialle, assieme alla collega Carolina Visca e a una piccola rappresentanza di altri atleti, il pluricampione azzurro è stato ricevuto in udienza da Papa Francesco il 20 maggio scorso. In quell’occasione, il Pontefice ha voluto promuovere personalmente l’asta di beneficenza “We Run Together”, a favore delle strutture ospedaliere di Bergamo e Brescia, sottolineando il valore del "correre insieme" come modo per sostenersi l'un l'altro. Ai microfoni di Radio Vaticana Italia, Fabrizio Donato ricorda l’emozione di quel giorno.

Ascolta l'intervista a Fabrizio Donato

R.- È stato un evento, a dir poco, eccezionale. Onestamente, non mi aspettavo neanche di avere questa occasione. Già altre volte avevo incontrato il Santo Padre ed era stato toccante ed emozionante, ma questa volta è andata un pochino oltre, onestamente. Forse perché eravamo in un ambiente non molto grande ed eravamo una piccola rappresentanza: è stato veramente un incontro unico, indescrivibile che è difficile da spiegare. Posso solo confermare che è stata un’emozione unica…

Ha potuto verificare direttamente l'interesse del Papa per questa iniziativa benefica…

R.- Eh, sì! E mi ha anche sorpreso… Per quanto potessi immaginare che era un’iniziativa che gli stesse a cuore, non pensavo fino a questo punto. Non mi sarei mai aspettato questo interessamento così forte ed espresso in una maniera così spontanea e naturale che mi ha veramente spiazzato.

In quell’occasione, Francesco ha anche dimostrato l'interesse che ha per la sua squadra podistica: Athletica Vaticana… Sembrava coinvolto sue nelle attività…

R.- Eccome! Direi che sembrava quasi che il Papa fosse lui l’atleta, onestamente! Talmente era coinvolto nelle attività degli atleti, talmente era preso, che ho avuto la sensazione che a un certo punto ci volesse dire: “Datemi un paio di scarpette che corro anche io!”. Questa è stata veramente l’impressione che mi ha dato il Papa e non vi posso nascondere che a raccontarlo… mi sto emozionando.

Che significato ha per un atleta pluricampione, medagliato olimpico come lei, partecipare con una propria offerta a questa asta?

R.- Appena mi è stato accennato che c’era questa possibilità, ovviamente non ci ho pensato due volte. Ho voluto partecipare subito, d’istinto. È ovvio che per i ruoli di rappresentanza che ricopro, sono in qualche modo un esempio, sono un'immagine dello sport, dell’atletica italiana. Sono il capitano delle Fiamme Gialle, sono il capitano della Nazionale italiana di Atletica leggera e fa parte un po’ del mio DNA tendere la mano per aiutare chi ne ha bisogno. È un po’ la filosofia della nostra società quella di aiutare, quella di fare beneficenza. Molto spesso la facciamo un po' di nascosto, ma, ripeto, è nel nostro DNA. Aiutare il prossimo e fare beneficenza fa parte del modo in cui le Fiamme Gialle e Fabrizio Donato intendono lo sport. In più, in questo caso, l'idea di mettere in palio un qualcosa che mi riguardasse nell'intimo, che mi permettesse di raccontarmi al vincitore, di fargli toccare con mano la mia esperienza di atleta, è un qualcosa che mi piace e mi gratifica.

Lei ha una responsabilità in più perché partecipa anche come capitano della Nazionale di Atletica leggera… Cosa significa avere questo incarico, questo onore?

R.- Aggiunge poco a quello che sono perché fondamentalmente è una cosa che faccio con il cuore, spontaneamente, che ho già fatto e che rifarei. È chiaro che qui il livello si è alzato e questa iniziativa è un qualcosa di veramente straordinario. Ma come ho detto prima partecipare a questo genere di eventi fa parte della mia vita, della mia etica: partecipare e cercare di aiutare il prossimo e chi ha bisogno. A maggior ragione in questo caso, considerando il periodo difficile della pandemia in cui, non solo in Italia, ci sono persone che hanno veramente sofferto. È il minimo che io potessi fare, onestamente.

Davvero curioso il suo contributo all’asta: lei ha messo in palio una cena a casa sua a Castel Porziano, con tutta la famiglia: sua moglie, la velocista Patrizia Spuri, e le figlie. Com’è nata questa idea?

R.- (ride) Beh… Onestamente, è un’idea nata con lo staff delle Fiamme Gialle. Abbiano cercato di mettere in palio qualcosa che fosse originale, unico e potesse incuriosire e allo stesso tempo fosse legato al progetto “We Run Together” e alla beneficenza. Perciò ho pensato che condividere un pasto - una cena o un pranzo - con chi ama l’atletica o lo sport in generale e con chi vuole darci una mano, fosse veramente un segno particolare. Mi è sembrato bello condividere il pasto, che è un momento di vita familiare, fortemente simbolico anche dal punto di vista cristiano. Mi è parso che si sposasse benissimo con l’asta.

Ma chi cucinerà?

R.- (ride) Questa è una bella domanda! Proverò a far assaggiare ai vincitori dell’asta qualche mia piccola prelibatezza, anche se ho la fortuna di avere una moglie che è una cuoca bravissima. Poi, ovviamente, ci sarà proprio l’aiuto di mia moglie che spero faccia la differenza, come sempre del resto.

L’asta si svolge in sostituzione del Meeting internazionale "We Run Together – Simul Currebant", inizialmente previsto per il 20 e il 21 maggio 2020 a Castelporziano e poi rinviato per la pandemia. Quanto le è dispiaciuto non aver potuto partecipare a quella manifestazione?

R.- Tanto, tantissimo. Anche perché per l'occasione avremmo organizzato una staffetta che avevamo chiamato dei “campioni”, anche se forse non è la definizione più adatta. Sarebbe stata infatti più che altro la staffetta degli amici: tanti amici, amici olimpionici, amici medagliati di diverse altre squadre, atleti con disabilità e non, atleti con alle spalle storie diverse, tutti insieme per correre, trascinare gli altri e aiutare il prossimo. Quella staffetta era una cosa che stavo sognando da diverso tempo. Purtroppo il destino ha deciso diversamente e la cosa mi dispiace, però in un futuro ci rifaremo senz’altro…

Il ricavato dell’asta andrà agli infermieri e agli operatori sanitari di due strutture ospedaliere di Bergamo e Brescia, in prima linea nella battaglia contro il Covid: sono stati loro i veri campioni in questi mesi?

R.- Decisamente sì! Sembrano frasi fatte ma chi ha veramente lottato, sono stati quegli infermieri, quei medici che hanno dato anima e corpo per combattere una battaglia per cui forse eravamo impreparati. Abbiamo dimostrato, ancora una volta, che in Italia abbiamo delle eccellenze importanti. Questa esperienza ci ha raccontato che siamo bravi, siamo forti e soprattutto siamo capaci di fare squadra nei momenti di difficoltà.

14 luglio 2020, 08:00