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Santa Sede all’Osce: allarme corruzione, Paesi operino con trasparenza

Trasparenza, onestà, rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini: sono questi i modi con cui contrastare la corruzione, che rischia di dilagare soprattutto ora, in tempo di pandemia da coronavirus. A lanciare l’allarme e a richiamare i Paesi ad una buona governance è la delegazione della Santa Sede presso l’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), guidata da monsignor Janusz Urbańczyk

Isabella Piro - Città del Vaticano 

Videoconferenza preparatoria oggi al 28.mo Forum economico e ambientale dell’Osce, sul tema “Promuovere la sicurezza, la stabilità e la crescita economica, prevendendo e combattendo la corruzione attraverso l’innovazione, l’aumento della trasparenza e la digitalizzazione”. Tra gli interventi quello della delegazione della Santa Sede presso l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che ha posto l'accento su diversi aspetti della lotta alla corruzione, incluso il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. A causa della pandemia da Covid-19 – si legge nella dichiarazione vaticana – abbiamo visto cambiamenti sociali, economici e ambientali tangibili”. Ed essi richiedono “a livello personale, nazionale e internazionale, una maggiore attenzione alla lotta alla corruzione”, la quale “rappresenta una grande minaccia” perché “genera instabilità e si estende a molti aspetti della dimensione economica e umana".

Corruzione : ferita che danneggia tutti

“È innegabile – continua la dichiarazione - che la corruzione, essendo una delle ferite più laceranti del tessuto sociale, crei gravi danni, sia dal punto di vista etico che economico. Essa, infatti, dà l'illusione di guadagni facili e veloci, ma in realtà danneggia tutti, minando la fiducia reciproca, offuscando la trasparenza e portando a dubitare dell'affidabilità stessa dell'intero sistema giuridico e sociale”. Di qui, il richiamo a quanto affermato da Papa Francesco il 18 marzo 2019, nell’udienza ai funzionari della Corte dei Conti, ricevuti in Vaticano: “La corruzione avvilisce la dignità dell’individuo e frantuma tutti gli ideali buoni e belli. La società nel suo insieme è chiamata a impegnarsi concretamente per contrastare il cancro della corruzione nelle sue varie forme”.

Priorità nell'azione di governo

Chi fa parte della pubblica amministrazione, dunque – è richiamo della Santa Sede all’Osce – “ha il dovere critico di operare con trasparenza e onestà, favorendo così un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Il crollo di questa fiducia è, infatti, una delle manifestazioni più gravi della crisi della democrazia”. Al contempo, la delegazione vaticana si dice consapevole del fatto che “di fronte ad una crisi sanitaria senza precedenti, la priorità dei governi è, ovviamente, la tutela della salute e della sicurezza”. Tuttavia, sono proprio le azioni di contrasto e di risposta al virus Covid-19 che “possono esporre a potenziali rischi ed opportunità di corruzione e di violazioni delle relative norme di contrasto”. Soprattutto in questo tempo di pandemia, dunque, “è necessario rimanere vigili”.

Pandemia come opportunità

Infine, la Santa Sede riflette sul fatto che, “nonostante rappresenti una sfida per tutta la comunità internazionale, l’emergenza globale da Covid-19 potrebbe fornire anche una reale opportunità” per “cercare soluzioni nuove ed innovative di contrasto alla corruzione”. L’auspicio è che tali soluzioni “non siano divisorie, politicizzate o parziali, ma cerchino veramente il bene comune e lo sviluppo umano integrale di tutti”

15 giugno 2020, 13:24