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Jurkovič: tecnologia e proprietà intellettuale, nessuno sia lasciato indietro

Profondo apprezzamento della Santa Sede per l'impegno per la proprietà intellettuale è stato espresso dall’arcivescovo Ivan Jurkovič al direttore della Wipo, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, durante la sua assemblea

Roberta Barbi - Città del Vaticano

Una “testimonianza di cura e amore verso il prossimo, fino al punto dell’esaurimento e non di rado a discapito della loro salute”: così l’arcivescovo Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu di Ginevra, loda i lavoratori di tutto il mondo impegnati in prima linea nella lotta alla pandemia da Coronavirus all’assemblea della Wipo, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, una delle agenzie delle Nazioni Unite.

Protezione della proprietà intellettuale

Il presule ha manifestato anche il profondo apprezzamento della Santa Sede al lavoro dell’attuale direttore, Francis Gurry, per il suo “impegno per la proprietà intellettuale in generale, per la sua leadership e per i risultati ottenuti”.  Tra questi, lo storico trattato per facilitare l'accesso alle opere pubblicate da persone ipovedenti e con disabilità, cioè il Trattato di Pechino sulle prestazioni audiovisive, siglato nel 2015.

“La Santa Sede riconosce il ruolo del sistema di protezione della proprietà intellettuale nella promozione della produzione letteraria, scientifica o artistica”, ricorda l’Osservatore permanente, sottolineando le dimensioni etiche e sociali che uniscono in modo unico il coinvolgimento della persona umana e la sua azione. “La sfida eccezionale che l’intera famiglia umana si trova attualmente ad affrontare dimostra che la grandezza della risposta deve essere all'altezza della crisi e deve essere multilaterale, con tutti i Paesi che mostrano solidarietà alle comunità più vulnerabili e alle nazioni”.

La crisi attuale ha anche messo in evidenza la necessità di comunicare la complessità della proprietà intellettuale e di collocarla nel contesto dell’innovazione tecnologica e della creatività. La Delegazione della Santa Sede è, inoltre fiduciosa in merito al fatto che il nuovo strumento di ricerca ‘Patentscope’ per il Covid-19 elaborato dalla Wipo rappresenterà uno strumento fondamentale per la diffusione delle informazioni nella lotta globale alla pandemia. Uno strumento che costituisce “una risposta pratica che fornirà a scienziati, ingegneri, responsabili delle politiche di salute pubblica e attori dell'industria, una fonte di informazioni facilmente accessibile e condivisa, che ha l’obiettivo di migliorare l'individuazione, la prevenzione e la cura di malattie come il nuovo Coronavirus”.

Le sifde del futuro

“Nei prossimi anni, la trasformazione digitale e l'intelligenza artificiale presenteranno nuove sfide: l'Onu e le sue agenzie devono adeguarsi”, prosegue monsignor Jurkovič sottolineando come questi scenari siano in continua evoluzione e come, in particolare, l’intelligenza artificiale non sia “neutrale”, ma sia il risultato di molte discipline coinvolte, ognuna delle quali comporta una specifica area di responsabilità. “Come ricorda Papa Francesco: ‘Ragioni solide devono essere alla base della promozione e del perseverante perseguimento del bene comune, anche quando non è evidente alcun vantaggio immediato’”.

Nel ricordare come lo scopo comune debba essere garantire lo sviluppo di queste tecnologie emergenti affinché siano utilizzate eticamente e per il bene dell'umanità e dell'ambiente, il presule sottolinea le questioni che alla Santa Sede stanno maggiormente a cuore: “Il raggiungimento di un accordo su uno strumento giuridico internazionale, che garantisca l'effettiva protezione delle risorse genetiche, del sapere tradizionale, delle espressioni culturali, tradizionali e del folklore. Il ruolo cruciale svolto dalle comunità indigene, richiede un diverso modello di sviluppo che tenga conto anche del loro particolare legame tra persona umana e ambiente”.

La Santa Sede, dunque, ritiene fondamentale che la discussione debba non solo favorire l'opzione preferenziale in favore di poveri, emarginati ed esclusi, ma anche considerare il loro ruolo di guida: "Gli ultimi devono essere riconosciuti e stimati proprio come gli altri, ognuno con i suoi sentimenti, scelte e modi di vivere e di lavorare. Altrimenti, il risultato sarebbe, ancora una volta, un piano elaborato da pochi per pochi, un mero consenso valido solo sulla carta o comunque una pace transitoria per una minoranza".

Aggiornamento dei sistemi

Sul tema della protezione della radiodiffusione, l’Osservatore permanente sottolinea che gli Stati membri della Wipo devono continuare a lavorare all'aggiornamento dell'attuale sistema internazionale, all’interno di un quadro di riferimento che tenga in dovuta considerazione gli sviluppi tecnologici. “Il sistema del diritto d'autore deve continuare a svolgere il suo ruolo essenziale di incentivazione alla creatività e di premio all'innovazione e, allo stesso tempo, tenendo conto degli interessi più ampi della nostra società, come l'istruzione, la ricerca, l'accesso alle informazioni e ai contenuti creativi”.

Promuovere la qualità e l'accessibilità dell'istruzione, dunque, deve essere una priorità per ogni Stato membro, perché questa “ha un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone a scoprire i propri talenti e il proprio potenziale e a utilizzarle al servizio dell'umanità: ogni persona ha qualcosa da offrire alla società e deve essere in grado di fornire il suo contributo. Le sfide che la nostra famiglia umana deve affrontare oggi sono globali, in un senso più ampio di quanto spesso si pensi. Attraverso l'educazione, è possibile anche formare le menti a una visione più ampia, in grado di guardare lontano”.

07 maggio 2020, 12:38