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Donne in Vaticano: continua a crescere la presenza femminile

Il numero di dipendenti donne in Vaticano è in costante aumento. Nel 2019 erano in 1.016, il 22% del personale totale. Il dato risulta da una indagine di Vatican News condotta negli uffici del personale della Santa Sede in occasione della Giornata internazionale della donna dell'8 marzo. Il numero di donne in posizione di vertice in Vaticano e in Curia non è mai stato così alto come oggi

Gudrun Sailer - Città del Vaticano

Negli ultimi dieci anni sono cresciuti sia il numero assoluto che la percentuale di donne all’interno della totalità del personale a servizio del Papa e della Santa Sede. Nel 2010, sotto il pontificato di Benedetto XVI, erano impiegate 4.053 persone, di cui 697 donne, circa il 17%. Nel 2019 invece, la Santa Sede e la Città del Vaticano assommavano insieme 4.618 dipendenti, di cui il 22% (1.016) donne. Ciò che colpisce particolarmente in questo decennio è l'aumento del numero di donne che lavorano presso la Santa Sede, cioè la Curia romana con tutte le sue entità che aiutano il Papa nell'amministrazione della Chiesa universale. Nel 2010 erano 385 le donne che lavoravano presso la Santa Sede, nel 2019 erano già 649, per cui la loro quota del personale totale della Santa Sede è passata nell'ultimo decennio dal 17,6 a più di 24%.

Nello Stato della Città del Vaticano, invece, l'aumento della presenza femminile negli ultimi dieci anni è stato più debole e ha interessato soprattutto le posizioni meno qualificate, come il personale di vendita nei musei. Con un'eccezione di rilievo: nel 2016 Papa Francesco ha nominato la storica dell'arte italiana Barbara Jatta direttrice dei Musei Vaticani. La decisione ha fatto scalpore anche nel mondo dell'arte internazionale, poiché nessun altro museo di queste dimensioni e importanza ha una donna al timone. Le collezioni d'arte dei Papi sono tra i cinque musei più visitati al mondo.

Quattro donne al vertice

Ma soprattutto presso la Santa Sede, Papa Francesco ha portato più donne in posizioni di rilievo. Il livello più alto che le donne in Curia hanno raggiunto finora è quello di sottosegretario, una figura che appartiene alla squadra dirigenziale di un dicastero, composta di solito da tre a quattro membri. Francesco ha raddoppiato il numero delle sottosegretarie, passando da due a quattro. Nel gennaio 2020, l'ultima nomina di questo tipo, l'italiana Francesca Di Giovanni è diventata Sottosegretario nella Sezione per i Rapporti con gli Stati, un incarico di nuova creazione.

Nel 2017 Francesco ha nominato due sottosegretari contemporaneamente all’interno del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, Gabriella Gambino e Linda Ghisoni. Entrambe sono madri di famiglia con figli, una novità per il Vaticano a questi livelli di responsabilità. La religiosa spagnola Carmen Ros Nortes lavora come sottosegretaria presso la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, terza donna già a svolgere questa funzione. Colei che la precedeva, Enrica Rosanna, è stata nominata da Papa Giovanni Paolo II nel 2004, una sorpresa per molti osservatori: fino ad allora i sottosegretari erano sempre stati sacerdoti.

Donne leader in Curia, triplicate in dieci anni

Anche nel Dicastero delle comunicazioni vaticane, dove il numero di laici è elevato rispetto ad altre unità della Santa Sede, due donne occupano posizioni di leadership. La slovena Natasa Govekar è a capo del Dipartimento teologico-pastorale, la brasiliana Cristiane Murray è vicedirettrice della Sala Stampa vaticana. Alla fine del 2019, un totale di otto donne, e con Francesca Di Giovanni ora nove, sono in posizioni di particolare responsabilità nella Santa Sede, al di sopra del decimo livello retributivo in Vaticano. Dieci anni fa erano solo tre. In altre parole, il numero di donne che occupano posizioni di alta responsabilità nella Curia romana è triplicato in dieci anni.

Non tutti i prefetti devono essere sacerdoti

In tutto, cinque dei 22 uffici più importanti della Curia (Segreteria di Stato, Segreteria economica, tre Dicasteri, nove Congregazioni, cinque Consigli, tre Tribunali) hanno ora donne nella squadra dirigente. Nessun Pontefice ha mai nominato un leader donna al vertice di un dicastero. Che anche il prefetto non debba necessariamente essere un sacerdote, ma in alcuni casi può anche essere un laico - e quindi una donna - è stato dimostrato da Papa Francesco nel 2018 quando ha nominato il laico Paolo Ruffini prefetto del Dicastero per la Comunicazione. Francesco aveva anche dichiarato la propria apertura a una donna come prefetto della Segreteria per l'Economia, anche se alla fine ha scelto un sacerdote - il gesuita Juan Antonio Guerrero Alves - per succedere al cardinale George Pell.

Papa Francesco, che taglierà il traguardo dei sette anni di Pontificato tra pochi giorni, ha ripetutamente affermato che la Chiesa cattolica ha bisogno di più donne in posizioni di leadership. Nel suo territorio, in Vaticano e nella Curia romana, sta gradualmente preparando il terreno per questo. Tuttavia, Francesco sottolinea sempre anche che le nomine da soli non bastano: le donne sono più, "misticamente più" di una posizione anche di rilievo della Chiesa cattolica. Su questo si dovrebbe riflettere in modo ancora più approfondito, dice Papa Francesco.

Nota: In questa panoramica sono incluse le figure del personale delle Pontificie Opere Missionarie. Invece rimangono esclusi i dati della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli. Entrambe le unità appartengono alla Santa Sede, ma ognuna ha una propria amministrazione. Dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli tuttavia si sono potute determinare le cifre per il 2019. Secondo questi dati, vi lavorano 55 donne, che corrisponde al 20,4% delle donne.

07 marzo 2020, 08:29