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Un vademecum per vivere il Natale

Prepararsi al Natale con i padri della Chiesa. Un’omelia di San Giovanni Crisostomo, pronunciata prima di diventare Patriarca di Costantinopoli, è alla base di un volume della Libreria Editrice Vaticana con la prefazione del cardinale Comastri

Eugenio Bonanata – Città del Vaticano

Si rinnova la tradizione della Libreria Editrice Vaticana di accompagnare i principali eventi liturgici dell’anno con una pubblicazione che aiuti il lettore a scoprire il significato profondo della ricorrenza. L’ultimo volume del genere, nell’ambito della collana ‘Vita nello Spirito’, s’intitola ‘La Meraviglia del Natale’: è a cura di Lucio Coco ed è basato su un’antichissima omelia di San Giovanni Crisostomo pronunciata nel 386 (76 pagine – 6,50 Euro). A firmare la prefazione, l’arciprete della Basilica di San Pietro, il cardinale Angelo Comastri che in un’intervista a Vatican News parla del valore dell’iniziativa editoriale.

La data del Natale

“Una felice idea”, afferma il porporato a proposito del libro sottolineando i pregi dell’omelia in questione. In primo luogo essa rappresenta una testimonianza che la festa del Natale venne subito sentita come una festa di gioia, di speranza e di luce. Inoltre, conferma la convinzione che Gesù fosse nato in dicembre, perché – spiega – quello è il mese in cui venne diffuso l’editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutto l’Impero, e Maria e Giuseppe si misero in viaggio spinti proprio da quel decreto imperiale.  

Un messaggio rivoluzionario

Nel corso dell’intervista il Cardinale Comastri argomenta alcuni passaggi contenuti nella prefazione in cui osserva che da tempo è in atto “una subdola operazione per trasformare il Natale in una festa senza il Bambino”, nonostante proprio da questo Bambino sia partita la più grande e benefica trasformazione dell’umanità. “Davanti alla Natività – dice – bisogna fermarsi, riflettere e aprire il cuore di fronte alla grande lezione che è ancora attuale e che è ancora vera: la lezione di Betlemme”.

Intervista al card. Comastri

Questione di scelte

Secondo Comastri, l’unica cosa da fare per rimettere al centro questo messaggio è “sintonizzarsi con le scelte di Betlemme”: quella dell’amore, della povertà e dell’umiltà, come sottolineato da Papa Francesco nella lettera apostolica ‘Admirabile Signum’ pubblicata in occasione della sua recente visita a Greccio. “Con la Natività è entrata nel mondo una luce che attraversa tutta la storia”, avverte il cardinale che cita diversi pensatori - come Benedetto Croce ed Emanuele Kant – i quali hanno riconosciuto nel cristianesimo e nel Vangelo l’unica novità della storia nonché la sorgente della nostra civiltà.

Fatti incredibili

Nella prefazione si segnala il tentativo di rivisitare il Natale. “Recentemente – scrive Comastri - alcune insegnanti italiane hanno pensato di togliere il nome di Gesù da una canzone di Natale per sostituirlo con la parola ‘virtù’: il nome di Gesù evidentemente dava fastidio. Altre insegnanti – aggiunge – sono arrivate a sostituire la storia vera del Natale di Gesù con la favola di Cappuccetto Rosso: questo gesto è didatticamente inqualificabile perché mette sullo stesso piano la storia e la favola. Eppure è accaduto!".

Senza Gesù

Tuttavia, appena ci si allontana da Gesù finisce la civiltà dell’amore. Comastri evoca le confidenze di Svetlana Stalin, la figlia del dittatore del secolo scorso, secondo la quale la ferocia di suo padre aveva una sola causa. ‘Mio padre – ha affermato la donna - aveva voltato le spalle a Gesù e al Vangelo. E quando è morto, l’ultimo sguardo che ha dato era in coerenza con la sua vita: uno sguardo di odio verso tutti quelli che gli stavano accanto’. Un processo che per Comastri è evidente anche oggi. “Senza Gesù – conferma – diventa quasi impossibile parlare anche di pace: il Papa l’ha ricordato in Giappone, quando ha detto che è una follia addirittura preparare le armi atomiche”.

La donna e la sessualità

Dunque una ‘lezione’ molto potente quella offerta dal Bambino di Betlemme che si riflette su ambiti centrali della vita di tutti i giorni. Il cardinale Comastri si sofferma ad esempio sul valore della figura femminile. “La decisione di Dio di coinvolgere una donna nel più grande mistero della Storia, che è l’Incarnazione del Figlio di Dio, esalta la grandezza della donna, la grandezza potenziale di ogni donna”. Un altro tema evidenziato è la sessualità. “Vediamo che la sessualità è staccata dall’amore: è soltanto un gioco dei corpi, è avvilita. Invece – conclude – la sessualità deve essere il linguaggio fisico dell’amore”.

 

19 dicembre 2019, 07:00