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‘Come seme che germoglia": il racconto di 12 preti a confronto con il dolore

A Palazzo Pio, sede della Radio Vaticana, la presentazione del volume edito dalla Libreria Editrice Vaticana. “Come seme che germoglia. Sacerdoti nella malattia”. L’autore è Vittore De Carli, a scrivere la prefazione il cardinale Angelo Comastri. Dodici le storie raccontate da cui emerge la fatica dei protagonisti di fronte al manifestarsi della malattia, ma anche le opportunità che essa rappresenta

Adriana Masotti - Città del Vaticano

L’autore di “Come seme che germoglia. Sacerdoti nella malattia” è Vittore De Carli e con lui alla presentazione del libro sono intervenuti, in Sala Marconi, fra Giulio Cesareo, responsabile editoriale della LEV; monsignor Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma e delegato per la Pastorale Sanitaria; Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi. 

Il sacerdote di fronte alla malattia

Come vivere il proprio sacerdozio quando non si è più giovani e nel pieno delle forze, oppure quando la malattia o l’handicap frenano il fisico, riducono l’autonomia personale, richiedono l’assistenza degli altri? E come una comunità può vivere la presenza e il rapporto con un sacerdote fragile o ammalato? Dodici le storie raccontate in questo volume di altrettanti sacerdoti che, in età giovanile o matura, hanno dovuto fare i conti con gravi problemi di salute o con la disabilità. Vittore De Carli, giornalista, dal 2011 presidente dell'UNITALSI Lombarda, offre al lettore la descrizione del cammino che hanno vissuto o stanno vivendo questi presbiteri, fatto di luci, gioie, consolazioni, ma anche di fatiche, solitudini, amarezze, dubbi, perfino di angosce e momenti di crisi. De Carli, spiega ai nostri microfoni  che alla base dell'idea del suo libro c'è il sentimento di gratitudine verso i sacerdoti, a partire da quelli conosciuti da cui sente di aver ricevuto tanto:

Ascolta l'intervista a Vittore De Carli

L'accompagnamento del sacerdote da parte della comunità


Fra Giulio Cesareo, si augura che questo libro " Sia davvero un dono: per i sacerdoti stessi che si sono raccontati rileggendo nel Signore la loro situazione di infermità e debolezza; per gli altri sacerdoti che leggeranno queste pagine, perché siano incoraggiati e sostenuti nel loro ministero; per tutti noi lettori, perché sia fonte di ispirazioni su come leggere e vivere con la grazia dello Spirito Santo il male che ci attacca, individualmente o nella persona dei nostri cari". Monsignor Paolo Ricciardi sottolinea nel suo intervento la particolare difficoltà per un sacerdote di confrontarsi con la malattia, perchè spesso solo o perchè il limite appare addirittura una contraddizione alla chiamata di Dio alla vita sacerdotale, generalmente ricca di attività e di impegni:

Ascolta l'intervista a mons. Paolo Ricciardi

Alla presentazione di questa sera, moderata da Anca Martinas, giornalista di Vatican News, erano presenti anche alcuni dei 12 sacerdoti di cui il volume racconta l'esperienza. Quella di Don Francesco Cristofaro, nato con una paresi spastica è la prima di queste storie. La conclusione del suo intervento in Sala Marconi colpisce. Oggi, dice, quello che voglio è essere il sorriso di Dio, e lo è realmente: 

Ascolta l'intervista a don Francesco Cristofaro

Don Maurizio Praticello, noto per il suo impegno a difesa dell'ambiente e della salute della sua gente nella cosiddetta "Terra dei fuochi", ha conosciuto un periodo di grande sofferenza legato al manifestarsi improvviso di un male oscuro, la depressione. Anche di lui si parla nel libro e stasera descrive personalmente quello che ha vissuto e i frutti del dolore superato grazie anche all'aiuto di alcune persone della sua comunità che hanno saputo stargli vicino:

Ascolta l'intervista a don Maurizio Patricello

Infine la testimonianza di don Andrea Giorgetta, ordinato sacerdote nel giugno scorso. Deve fare i conti con la fragilità dettata dalla malattia ai polmoni di cui soffre, e con i limiti che il male gli impone. Il suo desiderio è quello di dare speranza con la sua vita agli altri sacerdoti ammalati o ai giovani in difficoltà. Vuol dire a tutti che Dio chiama ciascuno senza guardare la carta d'identità o la cartella clinica e che tutti devono puntare in alto perchè Dio ci è sempre accanto:

Ascolta l'intervista a don Andrea Giorgetta
05 dicembre 2019, 19:00