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Bambino Gesù: un centro trapianti a livello europeo e mondiale

Oltre mille i trapianti effettuati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma dal 1986 ad oggi. Il dottor Luca Dello Strologo: “Un traguardo davvero importante per una realtà, come la nostra, che si è costruita nel corso del tempo”

Chiara Colotti – Città del Vaticano

Un cuore destinato ad un bimbo di 11 mesi nel 1986. È stato questo il primo trapianto effettuato presso l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede. E da allora la lista dei bambini che hanno ricevuto una seconda possibilità di vita si è allungata sino a raggiungere quota 1002. “Oggi siamo il centro pediatrico trapianti più grande d’Italia e uno dei migliori a livello europeo e mondiale”, afferma Luca Dello Strologo, responsabile dell’Unità di Clinica del Trapianto Renale del Bambino Gesù.

Ascolta l'intervista a Luca Dello Strologo

Un centro d’eccellenza

Grazie ai passi avanti della medicina e alla messa a punto di tecniche sempre più sofisticate, il Bambino Gesù vanta una percentuale di sopravvivenza dei pazienti trapiantati in costante crescita. Una percentuale, a 5 anni dall’intervento, che si attesta all’88% per chi ha ricevuto un cuore nuovo, al 98% e al 96% rispettivamente per reni e fegato. Numeri che parlano da soli, questi: “Non ci sono molti centri che mostrano risultati paragonabili ai nostri”, rimarca il dottor Luca Dello Strologo.

All’avanguardia nei trapianti

Il Bambino Gesù è l’unica struttura sanitaria pediatrica, a livello europeo, in grado di rispondere alle necessità di ogni tipo di trapianto. “Abbiamo messo a punto tecniche - spiega lo specialista - che ci consentono di realizzare trapianti combinati di più organi”. Ma la cosa che contraddistingue e rende unico l'Ospedale del Papa è che qui anche i bambini con situazioni cliniche estremamente gravi e complesse hanno la possibilità di tornare ad una vita normale. “Nella fase di selezione - precisa Dello Strologo - non rifiutiamo bambini cosiddetti ‘difficili’, bambini con ritardi o con handicap importanti. Facciamo sempre tutto ciò che è nelle nostre possibilità”. Oltre alla ricerca sui tumori e all'accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti, all'attività trapiantologica è dedicata la campagna "Il futuro è una storia di bambini", lanciata in occasione dei 150 anni della fondazione. 

“Mi piace tanto il messaggio che avete scelto per il vostro anniversario: 'Il futuro è una storia di bambini'. E stando con i bambini noi impariamo a frequentare il futuro, che è un atteggiamento molto importante. Ci vuole coraggio per frequentare il futuro. (Papa Francesco)”

I bambini al centro

Qui i piccoli pazienti ricevono non solo cure sanitarie all’avanguardia, ma anche un’attenzione del tutto speciale. “Il bambino - prosegue Dello Strologo - viene preso in carico in quanto tale e, insieme a lui, la sua famiglia”. Al Bambino Gesù si punta al reinserimento sociale completo dei più piccoli. Per lo specialista, “effettuare un trapianto di rene non significa togliere un bambino dalla dialisi, ma ripristinare quelle condizioni che gli consentono di crescere, di andare a scuola e, quando sarà grande, di avere una vita relazionale e lavorativa normale”.

Il segreto del successo

“Il nostro lavoro – sottolinea Dello Strologo – è un lavoro di équipe, un canto corale”. Un intervento così delicato come un trapianto, per avere successo richiede “la coordinazione dell’intero corpo medico ed infermieristico”. Accanto a tutto ciò, “è necessario - conclude lo specialista - avere delle competenze eccellenti che vengono alimentate e migliorate senza sosta. Ma la cosa fondamentale resta sempre il gruppo”.  

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22 novembre 2019, 06:53