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Donna indigena Amazzonia (Guilherme Cavalli Cimi Donna indigena Amazzonia (Guilherme Cavalli Cimi  (@Cimi)

Sinodo, suor Betlinski: riconoscere il ruolo della donna in Amazzonia

La religiosa, appartenente alle Francescane Angeline, parla dell'impegno delle donne nelle comunità cristiane in Amazzonia: "Sono loro che si prendono cura del popolo, insegnano il Vangelo e portano conforto"

Federico Piana – Città del Vaticano

Uno sguardo femminile sul Sinodo per l’Amazzonia, giunto alla sua conclusione, arriva da suor Marlene Fatima Betlinski, delle Francescane Angeline. Responsabile dell’amministrazione generale di ben 37 comunità rurali nell’area pastorale di Santa Clara, in Brasile, e da sempre al fianco degli indigeni amazzonici, suor Marlene è al Sinodo come rappresentante dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali. A Radio Vaticana-Vatican News spiega che la partecipazione femminile ai lavori sinodali è stata importante e qualificata. “E’ stata un’esperienza positiva anche perché la ricerca dei nuovi cammini si è concretizzata con la presenza di suore e laiche. Un momento alto di ascolto e riflessione per tutti”, dice.

Ascolta l'intervista a suor Marlene Fatima Betlinski

Qual è la situazione delle donne nelle comunità indigene?

R.- E’ questa: a lavorare di più sono sempre loro, anche nelle comunità cristiane. Sono le donne che si prendono cura del popolo, però il loro ruolo non è ancora riconosciuto. Di fatto, non è ancora riconosciuta la leadership delle donne.

Che ruoli concreti ricoprono in queste comunità cristiane?

R.- Ad esempio, si occupano del lavoro di formazione e di catechesi con  popolazioni indigene. Ma sono anche ministri della Parola durante le celebrazioni domenicali, insegnati o addette alle pulizie della chiesa. Fanno un po’ di tutto.

Si può dire, allora, che le donne sono le colonne portanti delle comunità...

R.- Non c’è dubbio. Sono le donne, per fare un altro esempio concreto, che conducono i mariti in chiesa, che li convincono a partecipare alla vita ecclesiale. Sono davvero il motore delle comunità. Le donne fanno di tutto per restare unite alla propria realtà ecclesiale.

Secondo lei, quali sarebbero i passi da compiere per dare un nuovo ruolo alla donne in Amazzonia?

R.- Prima cosa, occorre un riconoscimento ufficiale, con l’attribuzione di  nuovi ministeri, come accade già per gli uomini. E poi il diaconato femminile.

Perché crede che il diaconato femminile sia importante?

R.- Perché, in verità, le donne, in un certo senso, già fanno questo servizio di diaconato in Amazzonia ma non è ufficializzato. Eppure noi donne lo facciamo con servizi di carità, di ascolto, di preghiera. Dal Sinodo sono nate varie proposte aspettiamo quanto dirà il documento conclusivo.

 

 

26 ottobre 2019, 13:42