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 Torrione di Niccolò V, sede dello Ior Torrione di Niccolò V, sede dello Ior  (© Vatican Media)

De Franssu: “Lo Ior di oggi è completamente rinnovato”

Sul quotidiano economico italiano Il Sole 24Ore la prima intervista del presidente dell’Istituto in carica dal 2014

Vatican News - Città del Vaticano

«La riforma delle finanze e dello Ior è un processo voluto e avviato da Papa Francesco. Noi operiamo cercando di fare il nostro dovere al meglio, e in silenzio». Lo ha detto Jean-Baptiste Douville de Franssu, presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, in carica dal luglio 2014, nella prima intervista dalla nomina, realizzata a Carlo Marroni per il quotidiano economico italiano Il Sole 24 Ore. De Franssu, francese, 56 anni, assieme al direttore generale Gian Franco Mammì e sotto la vigilanza della Commissione cardinalizia, ha portato avanti in questi anni la riforma dell’Istituto che oggi, sulla base di certificazioni, risulta conforme alle norme e alle prassi internazionali. Il presidente dello Ior è intervenuto anche sull’inchiesta della magistratura vaticana dei giorni scorsi che ha portato alla sospensione di quattro dipendenti della Segreteria di Stato e del direttore dell’Aif, pur precisando che l’intervista era stata concordata prima che scoppiasse il caso.

«Non c’è nessuna guerra - spiega de Franssu rispondendo a una domanda sull’ipotesi che l’inchiesta sia il frutto di uno scontro interno - Siamo semplicemente pubblici ufficiali che hanno applicato la legge, ottemperando all’obbligo di segnalare – proprio a tutela delle istituzioni - anomalie riscontrate durante l’operatività quotidiana». Il presidente ha anche precisato che «non c’è nessun attacco all’Aif, e neppure alla Segreteria di Stato, naturalmente. Noi non abbiamo denunciato persone o singoli uffici. Si è trattato di una segnalazione contro ignoti a tutela delle istituzioni. Poi la magistratura fa le sue indagini. E aggiungo un elemento che è da dare per scontato: per tutti vale la presunzione di innocenza, sempre».

De Franssu, commentando l’avvenuta adesione dell’Istituto al circuito SEPA («un marchio di sicura garanzia»), ha quindi spiegato: «Lo Ior di oggi è completamente rinnovato rispetto a solo qualche anno fa, in termini di governance, controlli interni, competenze professionali disponibili e servizi resi alla clientela. I risultati sono soddisfacenti e l’obiettivo di oggi è quello di continuare, affinare e perfezionare quanto fatto, soprattutto a beneficio dei clienti. La riforma, intesa come miglioramento costante, continua. La direzione della trasparenza e della legalità non viene mai abbandonata, mai. E il cliente è pienamente tutelato dal nostro lavoro».

Rispondendo a una domanda sulla missione dell’Istituto, il presidente ha spiegato: «La missione rimane quella di essere al servizio della Chiesa in tutto il mondo. Non dimentichiamo che oggi, con un’unica sede ed un organico di poco più di 100 persone, lo Ior raggiunge ben 112 paesi e che spesso, in aree geopoliticamente critiche, prive o carenti di servizi finanziari affidabili ed efficienti, è l’unico referente per le congregazioni che operano sul territorio». De Franssu smentisce di aver mai pensato di cambiare nome allo Ior e offre le ragioni per le quali le congregazioni religiose dovrebbero affidare la gestione dei loro risparmi all’Istituto: «Guardi dove siamo: un tassello dentro il cuore della cristianità. Le ragioni per servirsi di noi sono due, su tutte. Innanzitutto nel nostro lavoro rispettiamo i principi della fede cattolica e della Dottrina Sociale della Chiesa».

«In secondo luogo - ha continuato il presidente - i nostri guadagni (per il 2018 utile di 17,5 milioni, ndr) vanno all’azione pastorale del Papa. È quindi utile ribadire che quando una congregazione, o in generale un cliente, lavora con lo Ior contribuisce finanziariamente in maniera diretta e concreta all’operato del Santo Padre e non a logiche esclusivamente economiche tipiche di una banca. In più - ha concluso -vorrei aggiungere un accenno alla qualità dei nostri servizi, ai costi decisamente molto bassi e alle griglie etiche dei nostri investimenti, sempre più accurate e complete per garantirne la massima aderenza ai principi etico-cattolici».

10 ottobre 2019, 09:56