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Sandri nella Moschea di Al-Aqsa: siamo fratelli nella dignità umana

A Gerusalemme il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, cardinale Leonardo Sandri, ha visitato i luoghi tra i più sacri all’Islam, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dell’incontro tra san Francesco e il sultano d’Egitto Al-Malik Al-Kamil

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La visita a Gerusalemme alla Moschea di Al-Aqsa è stato uno dei momenti più significativi della visita del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, in Terra Santa, dal 30 settembre al 4 ottobre, su invito della Custodia francescana di Terra Santa, per le celebrazioni degli 800 anni dell’incontro tra san Francesco e il sultano d’Egitto Al-Malik Al-Kamil.

La visita alla Cupola della Roccia

Giovedì 3 ottobre il porporato argentino, accompagnato dal nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico in Palestina, monsignor Leopoldo Girelli e dal Custode di Terra Santa padre Francesco Patton ha visitato la Cupola della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa, luoghi tra i più sacri all'Islam. Quindi ha partecipato ad un incontro all'interno della Biblioteca situata sull'area delle moschee. Il primo a prendere la parola è stato Azzam Al-Ahmad, responsabile del Waqf (l’organizzazione che si prende cura degli edifici islamici a Gerusalemme), che ha sottolineato la storicità dell'incontro in corso, inquadrandolo nel contesto della visita di Papa Francesco avvenuta nel maggio del 2014, quando ha parlato del "continuo sostegno della Chiesa e della Santa Sede allo Status Quo dei santuari islamici e cristiani". 

L’incontro nella biblioteca della spianata delle moschee

Nel suo intervento il cardinal Sandri ha ringraziato la Casa Reale di Giordania per aver favorito l'incontro e le autorità locali, il Gran Mufti di Gerusalemme Muhammad Ahmad Hussein, il Waqf di Gerusalemme e Ramzi Khoury, presidente del Comitato Presidenziale per gli Affari della Chiesa. Il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali ha citato l'impegno firmato di Papa Francesco a Rabat, in Marocco, il 1 aprile 2019, per confermare la volontà della Santa Sede a sostenere e preservare la Città Santa di Gerusalemme come "patrimonio comune dell'umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo". Nel suo discorso il cardinale ha sottolineato quanto sia essenziale il lavoro dei francescani, "grazie all'esperienza maturata nel corso di otto secoli di presenza" che permette loro di operare in vari campi al fine di far conoscere e promuovere la Terra Santa al di fuori dei suoi confini.

L'intervento del cardinal Sandri nella biblioteca delle moschee
L'intervento del cardinal Sandri nella biblioteca delle moschee

La richiesta di perdono di san Giovanni Paolo II

Un rappresentante del Gran Mufti di Gerusalemme ha preso poi la parola salutando i presenti ed evidenziando l'importanza della convivenza tra cristiani e musulmani in questa terra, citando la prossimità del Cristianesimo all'Islam come scritto nel Corano. Ad una domanda sulla rilettura storica da parte della Chiesa Cattolica di alcuni episodi del passato, come le Crociate, il cardinale ha risposto indicando il luogo ove si era radunati, una biblioteca, con la necessità quindi di studiare e approfondire la riflessione su alcuni eventi del passato, sempre inserendoli nel contesto storico in cui erano accaduti. Il porporato ha invitato tutti anche a rileggere il discorso di san Giovanni Paolo II del 12 marzo 2000, con le note "richieste di perdono" il cui valore profetico è ancora attuale “ma forse non sempre ha trovato ascolto ed accoglienza in tutti gli interlocutori coinvolti”.

Padre Patton: la Custodia e i luoghi cari all’Islam

Il custode di Terra Santa padre Patton ha ricordato il pellegrinaggio di pace di san Francesco avvenuto 800 anni fa, molto importante per il fondatore dell'Ordine dei Frati Minori. "La sua esperienza qui in Terra Santa - ha detto il custode - lo spinse a dare a noi Frati Minori delle indicazioni preziose per vivere qui in modo pacifico e mettendoci al servizio di tutti per amore di Dio, ciò che abbiamo cercato di fare lungo questi otto secoli" con la valorizzazione di alcuni luoghi cari anche all'Islam. 

Sandri: nella dignità umana siamo tutti fratelli

La visita si è conclusa con lo scambio di alcuni doni: il cardinal Sandri ha consegnato una medaglia del pontificato di Papa Francesco, sulla quale è visibile l'iscrizione "se date misericordia riceverete misericordia", e ha ricevuto un piatto tradizionale con la raffigurazione della Cupola della Roccia. Così il porporato ha poi commentato, al microfono di Silvonei Protz, inviato di "Vatican News", l’incontro:

Ascolta l'intervista al cardinal Sandri

R. - L’apertura a tutti gli uomini, soprattutto a quelli che soffrono di più, è una dimensione concreta, evangelica del pontificato di Papa Francesco. Perché siamo tutti fratelli nella dignità umana, pur essendo di religioni differenti. Riconoscere la dignità della persona umana, i suoi diritti, e tutto quello che dobbiamo fare per migliorare la situazione di chi soffre di più, è un mandato evangelico. Quindi il gesto profetico di san Francesco, 800 anni fa, ha aperto tante strade e dovrà essere, per noi cristiani, seguito con dedizione, con prudenza, con apertura, e con grande speranza nella forza di Dio.

Un gesto che si traduce anche nel documento di Abu-Dhabi…

R.- E’ il documento sulla fraternità umana, su quella che è l’impronta di Dio in ogni uomo, che ci fa fratelli uno dell’altro, senza guardare alle differenze che possono esserci, di razza, di sesso, di religione.

La visita al presidente d'Israele
La visita al presidente d'Israele

Le visite ai presidenti di Israele e Palestina

Al termine della giornata, a Gerusalemme, il cardinal Sandri ha incontrato nella sua residenza, il presidente di Israele, Reuven Rivlin, e poi a Ramallah, nel palazzo presidenziale, il presidente palestinese Abou Mazen. La delegazione era composta anche dal delegato apostolico monsignor Girelli, dall'amministratore apostolico della Diocesi Patriarcale di Gerusalemme dei Latini monsignor Pizzaballa, con l'ausiliare monsignor Marcuzzo, il custode di Terra Santa padre Patton e il vicario padre Jasztal con il consigliere Faltas. Il cardinale Sandri in entrambi i colloqui ha portato il saluto e l'augurio di Papa Francesco, contestualizzando la sua visita nell'ambito delle celebrazioni per l'ottavo centenario del pellegrinaggio di pace in Terra Santa da parte di san Francesco, e per questo esprimendo l'auspicio che si possano “sempre cercare e percorrere le strade possibili per la pace e la riconciliazione, a beneficio dell'intera area mediorientale e nella promozione della presenza originaria dei cristiani nell'area che vogliono continuare a contribuire al progresso e al bene comune”.

Ultima tappa oggi, la Messa nella festa di san Francesco

Con il presidente Rivlin in particolare, si è soffermato sul venticinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede e sull'esperienza vissuta il giorno precedente presso l'area del sito del Battesimo al Giordano. Al presidente Abu Mazen ha rivolto una parola riconoscente per il decreto sulle adozioni che implementa l'Accordo Fondamentale con la Santa Sede, e la gratitudine e l’auspicio che si continui il supporto ai cristiani in Palestina, in particolare al Patriarcato Latino di Gerusalemme. Venerdì, festa di san Francesco il cardinal Sandri ha celebrato la Messa solenne nella Chiesa del Santissimo Salvatore. Nell'omelia il pensiero alla figura di san Francesco e al ruolo dei frati della Custodia: "Solo rimanendo in ascolto della voce del Signore, in modo docile ma anche capace di gridare a Lui come a La Verna 'Chi sei tu Signore, chi sono io?'- ha detto il cardinale - saremo capaci di percepire anche il sussurro dei nostri fratelli in umanità, persino quelli apparentemente più lontani, le cui parole però sanno bussare alla porta del nostro cuore".

Photogallery

Momenti della visita del cardinal Leonardo Sandri in Terra Santa
04 ottobre 2019, 17:01