Cerca

Vatican News
Il segretario di Stato vaticano,  cardinale Pietro Parolin Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin 

Card. Parolin: rivitalizzare l’Europa con creatività e senza dimenticare il Vangelo

Il Segretario di Stato vaticano esorta i giovani a sporcarsi le mani per mettere in campo una buona politica. “La Chiesa non può essere marginalizzata da chi propugna una laicità sconfitta dalla storia”, ha detto nel suo intervento a Frascati dove è in corso una scuola di formazione politica per i giovani

Federico Piana- Città del Vaticano

“L’identità cristiana ha avuto un ruolo fondamentale nel processo di unificazione europeo e questi valori, oggi, sono ancora presenti. Ma stiamo assistendo ad una loro diluizione e le cause sono quattro. La prima riguarda la perdita di propulsione del progetto europeo originario; la seconda fa riferimento al crescente primato dell’economia sulla politica; la terza investe il cambiamento semantico della parola ‘diritti’: molti di quelli nuovi non fanno più riferimento a quello naturale generando così delle contraddizioni; la quarta è la rescissione del legame col pensiero greco-romano”.

Il cardinale Parolin ai giovani a Frascati

La Lectio Magistralis del Segretario di Stato, cardiale Pietro Parolin, davanti alla platea entusiasta di un centinaio di giovani che partecipano alla seconda giornata della prima Summer School di formazione politica organizzata a Frascati dalla diocesi di Roma, è stata incentrata tutta sull’Europa. Parolin ha spiegato che, in questo momento storico, occorre continuare a costruire l’Europa puntando sulle relazioni tra le persone mentre ai cristiani spetta il compito di dare per primi il buon esempio raccogliendo la sfida di essere una comunità ispirata da solidi ideali. E per quanto riguarda la Chiesa ha aggiunto: “Non può essere marginalizzata da chi non accetta i nostri valori e propugna una laicità sconfitta dalla storia”. Ai microfoni di Radio Vaticana Italia, il porporato parla dell'iniziativa di Frascati e dell'importanza di preparare i giovani all'impegno in politica:

Ascolta l'intervista al cardinale Parolin

Eminenza, i tanti giovani presenti in questa Summer School dimostrano che c’è voglia di imparare, di crescere. I giovani sono molto interessati a queste tematiche…

Io do un appoggio a questo tipo di iniziative che rispondono ad una esigenza molto sentita anche nel mondo cattolico: una presenza efficace della voce dei cattolici all’interno della politica, per una buona politica. C’è un vuoto che deve essere riempito e l’iniziativa della diocesi di Roma risponde a questa necessità. I cattolici sono stati una parte fondamentale nel costruire l’Italia, soprattutto nel dopoguerra. E, in un mondo complesso come quello attuale, continuano ad esserlo. Oggi abbiamo bisogno di tornare a pensare: dobbiamo finirla con le polemiche, con le grida. Occorre riflessione. E, ovviamente, anche dei valori del Vangelo. Per superare questa irrilevanza, si deve trovare una nuova forma di collaborazione

Quanto i cattolici in Europa devono tornare a contare e quanto i giovani hanno bisogno di buoni esempi e di essere spronati a partecipare alla costruzione europea?

C’è una esigenza fortissima, che nasce dal fatto che l’Europa, in fondo, è nata da un progetto di cristiani. I padri fondatori dell’Europa si sono tutti riferiti al Vangelo assumendolo come punto di partenza, come orientamento, come guida. E se oggi assistiamo ad una crisi dell’Europa è perché è venuta meno questa idealità. Quindi, anche i giovani hanno il compito di recuperarla costruendo una buona politica

Dunque, i giovani non possono stare alla finestra. Devono impegnarsi concretamente per cambiare questa Europa…

Sì. Papa Francesco ha parlato più volte dei giovani da divano. Ecco, devono alzarsi e mettersi a lavorare. La situazione è tale che non permette più a nessuno di rimanere inerti e indifferenti. Si devono sporcare le mani. L’Europa è il futuro, non si può tornare indietro: però bisogna rivitalizzarla. Di fronte alla complessità dei problemi e alle sfide, oggi c’è la tentazione di tornare indietro e di cercare risposte antiche che nel passato sono state fallimentari. La sfida è quella di essere creativi e di saper dare risposte nuove.

26 luglio 2019, 16:58