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Mons. Palombella, il maestro della Sistina conclude l’incarico

Dopo circa 9 anni, il salesiano mons. Massimo Palombella termina il servizio di direttore del Coro della Cappella Sistina e torna a disposizione del suo Istituto. La guida "ad interim" della Cappella affidata da mons. Marini al maestro dei "Pueri Cantores", mons. Marcos Pavan

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Il direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, il salesiano mons. Massimo Palombella, “ha concluso il suo servizio” dopo che Papa Francesco “ha accolto la richiesta del Maestro di terminare il suo incarico”. Ad annunciare la fine di un ufficio iniziato nell’ottobre 2010 è stata la Sala Stampa vaticana, che in una nota diffusa oggi chiarisce come la decisione sia stata presa “dopo aver raccolto il concorde parere della Congregazione dei Salesiani di don Bosco e dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice” e precisando che mons. Palombella “è ora a disposizione della Congregazione Salesiana per il nuovo ministero che gli verrà affidato". Poco dopo, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti, il Direttore “ad interim” della Sala Stampa, Alessandro Gisotti, ha aggiunto che "la guida ad interim" della Cappella Musicale "è stata affidata dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Mons. Guido Marini, a Mons. Marcos Pavan, attualmente Maestro dei Pueri Cantores della medesima Cappella Sistina".

Sotto la guida di mons. Marini

L'inserimento della Cappella Musicale all’interno dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche papali, guidato da mons. Guido Marini, risale al 17 gennaio di quest’anno, per effetto del Motu proprio firmato dal Papa. Nel medesimo documento, Francesco nominava mons. Guido Pozzo – fino a quel momento segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei - sovrintendente all’economia della Cappella Musicale Pontificia.

Musica a servizio dei Papi

Spiegando le ragioni della sua scelta, il Papa scriveva nel Motu Proprio che “fin dalla sua antica fondazione” la Cappella Musicale Pontificia ha brillato nella storia “come alto luogo di espressione artistica e liturgica a servizio delle solenni celebrazioni dei Pontefici”. L’inserimento del Coro nell’Ufficio delle celebrazioni papali vuole ora favorire – concludeva Francesco – la “custodia” e la “promozione della prestigiosa eredità artistico-musicale prodotta nei secoli dalla Cappella stessa”.

10 luglio 2019, 12:05