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Il card. George Pell lascia la Corte Suprema di Victoria a Melbourne Il card. George Pell lascia la Corte Suprema di Victoria a Melbourne  (ANSA)

Processo card. Pell: la Corte d’appello si riserva la decisione

Secondo giorno di udienze al processo Pell condannato per abusi sui minori. Oggi la replica dell’accusa dopo che ieri la difesa aveva parlato di 'verdetto irragionevole e vizi di procedura'. E’ possibile che il caso raggiunga l'Alta Corte, il livello più alto di giudizio

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Nel secondo giorno di udienze davanti alla Corte d'Appello di Melbourne del cardinale australiano George Pell, in carcere dopo essere stato condannato a sei anni per reati di abusi sui minori, oggi è stato il turno dell'accusa, che ha replicato agli argomenti della difesa, che ieri aveva elencato i motivi per cui la condanna debba essere revocata. Primo fra questi che il verdetto era "irragionevole" perché la giuria non poteva essere convinta della colpevolezza di Pell oltre ogni ragionevole dubbio in quanto basata sulle dichiarazioni di solo una delle vittime, poiché la seconda vittima è morta di overdose di stupefacenti nel 2014. Il legale dell'accusa, Chris Boyce, ha affermato che l’unico denunciante è stato "un testimone convincente". Ha aggiunto che egli ha trascorso più di otto ore sul banco dei testimoni, sottoposto a un "rovente" controinterrogatorio di oltre otto ore durante il processo davanti alla County Court di Melbourne lo scorso settembre.

I tre giudici della Corte si sono riservati la decisione

Il porporato, che sabato compie 78 anni e ha sempre professato la sua innocenza, lo scorso dicembre era stato giudicato colpevole da una giuria di aver abusato sessualmente di due adolescenti. Il legale di Pell, Bret Walker, ha sostenuto ieri che "gli atti atroci" di cui Pell è accusato sarebbero stati "impossibili", tra l'altro perché i suoi paramenti sacerdotali non potevano essere scostati per commettere il reato di cui è accusato. Il legale ha sostenuto inoltre che il giudice di primo grado ha errato nel non permettere alla difesa di usare una ricostruzione videografica che dimostrerebbe come i movimenti di Pell avrebbero reso impossibile commettere i reati ascritti. Il cardinale ha affrontato anche oggi di persona la corte di tre giudici, presieduta dal giudice capo Anne Ferguson, dopo essere stato trasferito in cellulare dal carcere in cui è rinchiuso in isolamento.

E’ possibile che il caso raggiunga l’Alta Corte

In chiusura di udienza, i tre giudici hanno detto che dovranno esaminare ulteriori evidenze delle varie fasi del processo prima di decidere sull'appello. Se giudicheranno che il verdetto è incerto in base alle evidenze, Pell sarà scagionato. Se stabiliscono che vi sono state irregolarità, sarà necessario un altro processo, prima del quale il card. Pell potrà tornare in libertà su cauzione. Qualunque sarà la decisione, è possibile che il caso raggiunga l'Alta Corte, il livello più alto di giudizio.

 

06 giugno 2019, 11:34