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Il card. Pietro Parolin Il card. Pietro Parolin  (Vatican Media)

Cardinale Parolin: l'Eucaristia è risorsa per un mondo migliore

“Fratello, per celebrare degnamente i santi misteri… va’ prima a riconciliarti, poi torna"( Mt 5,23-24): su questo tema si è svolto, dal 14 al 19 giugno, il secondo Congresso Eucaristico della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, (Reggio Calabria). Ieri sera, il cardinale Pietro Parolin ha presieduto la Concelebrazione eucaristica conclusiva

Adriana Masotti - Città del Vaticano

La concelebrazione eucaristica si è tenuta ieri sera nella chiesa parrocchiale "San Gaetano Catanoso" di Gioia Tauro a conclusione dei tre giorni di Congresso eucaristico della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che l'ha presieduta, porta a tutti la vicinanza spirituale e il saluto affettuoso di Papa Francesco e afferma che certamente il Congresso eucaristico che si è concluso ha rappresentato un momento importante per il cammino della Chiesa locale, “una bella occasione per ritrovare il centro di tutto e condividere il pane celeste con i tanti che hanno fame di speranza e di gioia”.

L'importanza vitale dell'Eucaristia per i cristiani

Il segretario di Stato cita quindi alcune espressioni sull’importanza dell’Eucaristia: "'Senza Eucaristia non potrei vivere, non potrei amare e non potrei servire i poveri', diceva Madre Teresa e Padre Pio: 'E’ più facile che il mondo viva senza il sole piuttosto che viva senza la Messa'". Così come i 49 martiri di Abitène, nell'attuale Tunisia, che nel 304 sotto l'imperatore Diocleziano, andarono incontro alla morte dichiarando: 'Senza la domenica non possiamo vivere'. “Si deve riconoscere come merito alla fedeltà della Chiesa – dice Parolin - il fatto che, dopo duemila anni, quel comando del Signore (‘Fate questo in memoria di me’) mantiene ancora tutta la sua attualità e la sua forza”.

Nell'Eucaristia, Cristo dona la sua vita 

Gesù in questo Sacramento dona a noi la sua stessa vita. “Come non accogliere un tale dono?” Si domanda il cardinale. Da esso “parte una corrente di amore, di generosità, di perdono, di servizio reciproco che tende a dilatarsi senza limiti fino a raggiungere tutti gli uomini, per coinvolgerli in un circolo virtuoso”. L’Eucaristia dunque “fa la Chiesa”, che infatti è il corpo di Cristo, e insieme è anche “una risorsa immensa offerta all’esistenza del mondo”.
Essa è realtà “visibile e concreta, che si inserisce attivamente nella storia del mondo” portandovi la presenza di Cristo, al di là dei limiti delle persone che la compongono.

“Il mondo stesso diventa migliore se ci sono alcuni che conoscono e vivono l’Eucaristia”

E' l'amore di tanti che sostiene il mondo

Attraverso l’Eucaristia nel mondo viene immessa “una forza di amore, di perdono e di riconciliazione” ed è questa forza che tiene in piedi il mondo, afferma il porporato, contrariamente ai tanti convinti che “il mondo sia sostenuto dall’intreccio dei tanti e diversi egoismi”. Invece, sostiene il cardinale Parolin: “Il mondo sta in piedi perché ci sono persone che amano davvero, che portano non solo il peso della propria vita, ma anche il peso della vita degli altri, che rinunciano ai propri successi e onori per lasciare spazio all’affermazione degli altri e al loro bene”. E’ importante, per il segretario di Stato, avere coscienza che l’Eucaristia è una sorgente immensa di amore concreto. Basta ripensare a quante opere, quanta attenzione “ai poveri, ai malati, agli anziani, ai bambini” siano scaturite dall’esperienza dell’Eucaristia.

Il Signore moltiplica le nostre poche risorse

Per quanto riguarda noi uomini possiamo solo contare su “cinque pani e due pesci”, afferma il cardinale, ma il Signore moltiplica, attraverso l’Eucaristia, le nostre poche risorse perché “possano soddisfare la nostra fame e quella di una folla immensa con noi”. Riferendosi alla realtà sociale della Calabria in cui vive la diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, il cardinale Parolin prosegue dicendo che il circolo d’amore messo in moto dall’Eucaristia rende ben consapevoli dei problemi esistenti, delle difficoltà economiche e sociali, “che a volte si manifestano nel modo più grave e talvolta più drammatico, anche attraverso il fenomeno delle attività criminose e mafiose e le preoccupanti forme di omertà e di corruzione che esso genera. Tutto questo è esattamente la negazione del messaggio del mistero dell’Eucaristia, perché è egoismo, violenza, sopraffazione, individualismo diabolico”. Un male che calpesta e umilia l’uomo.

Compito della Chiesa è infondere fiducia e speranza

Il porporato rivolge quindi una sollecitazione alla comunità civile ed ecclesiale locale: “Ci sono contraddizioni laceranti per la società che da tempo aspettano le giuste soluzioni; non c’è dubbio che negli ultimi anni molto si è fatto, ma ancora moltissimo rimane da fare sia attraverso l’intervento dello Stato, sia con la coraggiosa imprenditorialità dell’iniziativa privata, sia con la continua formazione delle coscienze, e da questo punto di vista come comunità cristiana abbiamo una grave responsabilità di educazione, di testimonianza e di annuncio coraggioso del mistero dell’Eucarestia, mistero di amore e di comunione”. A fronte di tante attese deluse, il porporato conclude: “Infondere fiducia e speranza nelle nuove generazioni è un compito che come Chiesa non possiamo eludere; sarà la nostra missione in questa amata terra”, per “l’edificazione di una società migliore, più giusta, più ordinata, più umana”.

20 giugno 2019, 14:25