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Giornata del Migrante e del Rifugiato, p. Baggio: messaggio del Papa per tutti gli esclusi

Presentato nella Sala Stampa della Santa Sede il messaggio di Papa Francesco per la 105.ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2019, incentrata sul tema: “Non si tratta solo di migranti”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Con il messaggio “Non si tratta solo di Migranti”, Papa Francesco intende sottolineare che “i suoi ripetuti appelli a favore dei migranti, dei rifugiati, degli sfollati e delle vittime della tratta devono essere compresi all’interno della sua profonda preoccupazione per tutti gli abitanti delle periferie esistenziali”. “L’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ignudo, il malato e il carcerato che bussa oggi alla nostra porta è Gesù stesso che chiede di essere incontrato e assistito”.  È quanto ha sottolineato padre Fabio Baggio, sotto-segretario della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale intervenendo, tra glia altri, alla presentazione del Messaggio di Papa Francesco per Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in programma il prossimo 29 settembre.

Ascolta l'intervista a padre Baggio

Chiesa in Europa chiamata ad una conversione

Mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (Comece), ha inoltre sottolineato che il messaggio del Papa è spirituale ed è legato alla vita concreta. "Non c'è unessuna conversione di cuore - ha detto - al di fuori della vita quotidiana". “I rifugiati - ha aggiunto - sono dimenticati dall’Europa” e "nessun discernimento è possibile senza guardare i loro volti, ascoltare le loro voci”. “I migranti, ogni persona che vive ai margini dell’Europa, nei campi in Grecia e in Libia, nei vari centri migratori nei Paesi membri dell’Unione europea, tutte le persone marginalizzate in Europa” – ha sottolineato il presidente della Comece - trovino un posto “nel cuore della Chiesa”. Bisogna trovare un accordo con i governi dei vari Paesi, ha dichiarato Mons. Jean-Claude Hollerich - "per aprire corridoi umanitari che accolgano le perone che sono tate dimenticate per troppo tempo". La Chiesa in Europa, ha concluso, è chiamata “ad una conversione, a leggere i segni dei tempi per focalizzare l'attenzione non sulle divisioni nella nostra Chiesa ma sulla vita dello Spirito".

Non si può fermare la storia 

Padre Leonir Chiarello, superiore generale dei Missionari Scalabriniani ha ricordato infine alcuni significativi dati legati alle migrazioni internazionali. Secondo le stime delle Nazioni Unite, i migranti nel mondo sono circa 260 milioni. Ogni 10 anni, ha spiegato padre Chiarello, “questo numero aumenta di circa 50 milioni. Le migrazioni non sono un fenomeno occasionale o passeggero ma strutturale. Sono il risultato degli squilibri nello sviluppo economico e sociale, delle guerre, ma anche l'espressione di profonde trasformazioni negli stati e a livello internazionale”.  “Pensare di fermare le migrazioni con decreti amministrativi, con barriere e muri è illusorio. È come voler fermare la storia”.

27 maggio 2019, 14:45