Athletica Vaticana nella città di Lutero: l'ecumenismo va di corsa

Sabato sera, in Germania, a Wittenberg, prima gara fuori dall’Italia per la squadra podistica della Santa Sede. Trenta atleti invitati dalla squadra protestante, per ricambiare l’accoglienza in Vaticano del marzo 2018. Il cardinal Ravasi: “lo sport rafforza così il dialogo e l’amicizia tra i cristiani”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Wittenberg, città tedesca della Sassonia bagnata dal fiume Elba, ospita il monastero agostiniano dove Martin Lutero fu vice-priore e dove si racconta che il 31 ottobre 1517 furono affisse sul portale della chiesa del castello le 95 tesi sulla questione delle indulgenze, da cui prese avvio la riforma protestante. Qui, la sera di sabato 11 maggio, una ventina di runner di Athletica Vaticana, la rappresentativa podistica ufficiale della Santa Sede, parteciperanno alla nona edizione della gara notturna di 10 chilometri “Wittenberger Nachtlauf”, nel cuore illuminato della città vecchia.

Il debutto internazionale della prima squadra nata in Vaticano

Il team biancogiallo arriva il giorno prima a Wittenberg, su invito della squadra di atletica locale che ha voluto così ricambiare l'accoglienza a Roma e in Vaticano, dal 9 al 12 marzo 2018, in occasione della mezza maratona Roma-Ostia. Un debutto internazionale che ha “un grande significato spirituale e simbolico”, si legge sul comunicato stampa della squadra nata ufficialmente nel gennaio di quest’anno. Prima associazione sportiva costituita in Vaticano, è affidata dalla Segreteria di Stato al Pontificio Consiglio della Cultura, con l'obiettivo non solo di correre ma anche di promuovere e rilanciare occasioni di dialogo, amicizia, riconciliazione e solidarietà, attraverso il linguaggio concreto dello sport.

Cardinal Ravasi: condividere la gioia dello sport

“Athletica Vaticana vuole semplicemente condividere con i concittadini di Lutero la passione per la corsa e la gioia dello sport – spiega il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. “Dopo i recenti e sanguinosi attentati contro i cristiani durante la celebrazione della Pasqua – sottolinea il porporato, presentando questa iniziativa non solo sportiva - e le sparatorie contro sinagoghe e moschee nei giorni di culto, diventa più urgente che mai rafforzare il dialogo e l’amicizia tra i credenti, tanto più tra i cristiani in questa ora decisiva per l’Europa e per il mondo”.

Monsignor Sanchez: viaggio nel segno del dialogo ecumenico

“Questa sarà la prima trasferta di gruppo all’estero di Atletica vaticana – chiarisce monsignor Melchor Sanchez de Toca,  sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, responsabile del dipartimento “sport e cultura” e presidente di Athletica Vaticana, che guiderà la delegazione -  Non si tratta di una competizione vera e propria, non è un galà, non è un campionato di Europa: è una corsa notturna nella città di Lutero. Ma trovo molto significativo che la prima uscita come gruppo ufficiale all’estero abbia questa dimensione di dialogo ecumenico”.

Ascolta l'intervista a monsignor Sanchez de Toca

Tutti gli atleti della Vaticana: da Saretta alle guardie svizzere

Teatro della corsa di sabato sarà un circuito affascinante di 2,5km - da ripetere 5 volte - proprio nel cuore della città. Tra i runner vaticani anche due atleti con disabilità: la piccola Sara Vargetto, che con il suo sorriso combatte una grave malattia neurodegenerativa, e Gianluca Palazzi, dipendente vaticano, costretto sulla sedia a rotelle. Con monsignor Melchor Sánchez de Toca, ci saranno altri cinque sacerdoti maratoneti, due guardie svizzere, un professore della Biblioteca Apostolica Vaticana, un giornalista dell'Osservatore Romano, insieme a dipendenti delle Ville Pontificie, della Tipografia Vaticana, dell'Ospedale Bambino Gesù e dei diversi servizi del Governatorato della Città del Vaticano.

L’accoglienza della squadra luterana in Vaticano nel 2018

“Un anno fa abbiamo ricevuto una delegazione di atletica della città di Lutero che è venuta a correre la Roma-Ostia – ricorda ancora monsignor Sanchez de Toca - All’insegna dell’amicizia sportiva sono stati accolti in Vaticano, abbiamo organizzato una cena, abbiamo corso insieme e poi, fatto unico, questo gruppo della città di Lutero, venuto nella Basilica di San Pietro e insieme abbiamo pregato il Padre Nostro e abbiamo fatto un momento di preghiera insieme con la pastora della comunità luterana di Wittenberg. Giustamente hanno voluto ricambiare l’ospitalità, invitandoci a partecipare al loro evento sportivo”.

Visita ad un centro per disabili e preghiera ecumenica

A dare il benvenuto alla rappresentativa sportiva della Santa Sede, venerdì pomeriggio nella Piazza del Mercato, saranno, tra gli altri, il primo ministro della Sassonia-Anhalt, Reiner Hasseloff, e il sindaco di Wittenberg, Jochen Kirchner. Nei tre giorni in Germania, oltre alla gara di sabato, Athletica Vaticana visiterà il centro per disabili “Augustinuswerk”, della diocesi di Magdeburgo, e incontrerà la comunità luterana e cattolica per uno scambio di esperienze e una preghiera ecumenica. Prima del rientro in Vaticano, è previsto anche l'incontro con l'arcivescovo Nikola Eterović, nunzio apostolico a Berlino. La Conferenza episcopale tedesca sarà rappresentata da Elisabeth Keilmann, responsabile dell’Ufficio Pastorale giovanile e dello sport.

Lo sport “collante” straordinario tra le persone e i popoli

“Lo sport ha questa capacità di unire – commenta ancora il presidente di Athletica Vaticana - quando due persone corrono insieme, si scambiano la passione per la corsa, la difficoltà, le vittorie, le frustrazioni, le lesioni che sono molto frequente per chi pratica lo sport. E’ un collante straordinario e come insegna la storia, spesso lo sport riesce a creare ponti di dialogo laddove i governanti non sono capaci di parlarsi”.

L’esempio del dialogo “olimpico” tra le due Coree

Monsignor Sanchez de Toca ricorda l’esempio del nuovo dialogo tra due Coree, avviato nel 2018, “quando lo sport ha permesso una via di uscita dall’escalation che si stava creando e ha permesso di realizzare il sogno di una Corea unita, con il team della penisola coreana che ha sfilato insieme ai giochi olimpici di Pyeongchang”. Ma tante altre volte lo sport ha permesso di riallacciare un contatto che altrimenti sarebbe impossibile e, conclude monsignor Melchor, “questo credo sarebbe valido anche per l’ambito ecumenico. Si potrebbe dire che l’ecumenismo sportivo abbatte barriere, crea amicizia e può spazzare dalla strada i pregiudizi”.

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I podisti vaticani a Wittemberg
09 maggio 2019, 08:30