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Santa Sede: tutelare i bambini concepiti da stupri di guerra

Con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato ieri una risoluzione per contrastare lo stupro come arma in guerra. Al dibattito, prima del voto, è intervenuto anche l’osservatore permanente della Santa Sede, mons. Bernardito Auza

Lisa Zengarini - Città del Vaticano

La questione dei bambini concepiti da stupri di guerra è stato uno dei temi affrontati dall’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede, durante il dibattito che ha preceduto il voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che ha approvato ieri una risoluzione per contrastare lo stupro come arma in guerra. Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, il segretario generale António Guterres e i premi Nobel per la pace Nadia Murad, la giovane yazida sequestrata e tenuta in ostaggio dal sedicente stato islamico, e Denis Mutwege, il medico della Repubblica Democratica del Congo specializzatosi proprio nella cura delle donne vittime di violenze sessuali.

Eliminato il riferimento alla "salute riproduttiva"

La risoluzione 1325, approvata con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina), è stata inizialmente osteggiata dagli Stati Uniti perché conteneva riferimenti all'assistenza alla “salute riproduttiva”, che implicavano il sostegno a pratiche abortive. Nel testo finale, approvato dopo un duro braccio di ferro, tale riferimento è stato eliminato, insieme alla parte relativa all'istituzione di un nuovo meccanismo per monitorare e segnalare tali crimini in guerra, per la contrarietà di Stati Uniti, Cina e Russia.

Mons. Auza: basta impunità per questi crimini

Mons. Auza ha ribadito la ferma condanna per queste “atrocità inaccettabili” commesse da bande armate, terroristi, ma anche da eserciti regolari compresi, in alcuni casi, militari inviati dalle Nazioni Unite “per servire la nobile causa della pace e della sicurezza”. "Il silenzio e l'impunità nei confronti di questi crimini - ha detto - devono finire e lasciare il posto alla responsabilità, alla giustizia e alla riparazione".

Non negare il diritto alla vita ai bimbi frutto di stupri di guerra

Nel suo intervento l’osservatore permanente ha anche richiamato l’attenzione sulla questione dei bambini frutto di violenze sessuali subite nelle aree di conflitto. “I diritti umani di questi bambini – ha sottolineato con forza - devono essere rispettati e garantiti, come per qualsiasi altro bambino. Secondo la Santa Sede, queste giovani vite innocenti devono essere accolte, amate, non stigmatizzate o rifiutate. Tanto meno deve essere loro negato il diritto di nascere".

Aiutare le vittime a trovare la guarigione e la speranza

Mons. Auza ha concluso il proprio intervento con l’auspicio che l'attenzione richiamata dal dibattito aperto all’Onu su questo drammatico tema possa aiutare “i sopravvissuti e le vittime a trovare la guarigione e la speranza” e che esso serva all’”istituzione di più solidi meccanismi per portare davanti alla giustizia chi ha commesso queste violenze”.

24 aprile 2019, 20:14