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Anziani: "memoria vivente" all'interno della società Anziani: "memoria vivente" all'interno della società 

Mons. Auza: promuovere la protezione degli anziani e la solidarietà tra le generazioni

E’ in corso a New York la decima sessione del Gruppo di lavoro dell'Onu sull’invecchiamento con l'obiettivo di rafforzare la promozione e la tutela dei diritti umani degli anziani nel mondo. Ieri l’intervento di mons. Bernardito Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede.

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Gli anziani spesso sono visti come un peso da governi e società perché non più produttivi: è la triste costatazione espressa dal nunzio apostolico, mons. Bernardito Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu, nel suo intervento alla decima sessione del Gruppo di lavoro, in corso da ieri e fino a giovedì 18 aprile a New York, sul tema della promozione e la tutela dei diritti umani degli anziani.

Non normalizzare l'esclusione delle persone anziane

Quello degli anziani è un tema che sta particolarmente a cuore al Papa, ha affermato mons. Auza. Francesco infatti "ci ha ripetutamente messo in guardia su come abbiamo ‘normalizzato l'esclusione dei nostri anziani’." E’ necessario, invece, invertire la rotta “promuovendo i loro diritti” e “riconoscendo il loro attuale contributo”. Il nunzio ha ricordato come le persone in avanti con gli anni siano particolarmente colpite “dal peso della povertà, della malattia, della disabilità, dell'isolamento sociale, della violenza, dell'abbandono, dell'abuso e dalla mancanza di accesso a risorse di base come cibo e alloggio adeguati, e ad una assistenza sanitaria di qualità”.

Riconoscere il contributo degli anziani nella società

Le due aree tematiche su cui si concentreranno i lavori di questi giorni sono importanti, ha osservato mons. Auza. La prima verte su: ‘Istruzione, formazione, apprendimento permanente e rafforzamento delle capacità’ e vuol promuove il rispetto per la saggezza dell'età avanzata e il valore della piena partecipazione degli anziani, "memoria vivente della nostra gente". La seconda area ha per oggetto il tema: ‘Protezione sociale e sicurezza sociale’, per mons. Auza “troppo spesso negate” a causa di una visione efficientistica della società che li pone in fondo alla “scala delle priorità politiche”, perché non più considerati membri "produttivi" e "utili". Occorre, dunque, garantire loro “il soddisfacimento dei bisogni primari”. La mancanza di protezione, ha continuato l'Osservatore Permanente, si fa poi evidente in maniera tragica “in quei luoghi dove l'eutanasia e il suicidio assistito causano la morte di anziani malati e vulnerabili” e ha ribadito la ferma condanna della Santa Sede per queste pratiche e la richiesta di proteggere gli anziani da tali comportamenti.

Solidarietà tra generazioni e rispetto dei diritti in tutte le fasi della vita

Infine mons. Auza ha avanzato la proposta che, “piuttosto che elaborare una nuova convenzione” specifica per la persona anziana, la Comunità internazionale si sforzi “di garantire che i diritti già esistenti nel diritto internazionale siano pienamente promossi e garantiti in tutte le fasi della vita”. Questo per evitare “un’ulteriore frammentazione del regime dei diritti umani attraverso la creazione di molteplici e specializzate serie di diritti nuovi e concorrenti”. Fondamentale è infatti favorire la solidarietà tra le generazioni che devono camminare insieme. Alla conclusione del suo intervento, mons. Auza ha citato una significativa frase di Papa Francesco nella festa della Presentazione di Gesù al tempio il 2 febbraio 2018: "Se i giovani sono chiamati ad aprire nuove porte, gli anziani hanno le chiavi".

16 aprile 2019, 12:05