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Incontro dei giovani al Circo Massimo a Roma Incontro dei giovani al Circo Massimo a Roma  (Vatican Media)

Esortazione Christus vivit nel segno dell’amicizia sociale

Padre João Chagas, responsabile dell’Ufficio Giovani del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita commenta l’Esortazione ‘Christus vivit’ e parla del Forum Internazionale dei Giovani che si svolgerà a Sassone di Ciampino dal 19 al 22 giugno, un evento che attua il Sinodo sui giovani

Silvonei Protz - Città del Vaticano

Il documento Christus vivit è l’ennesimo gesto di amore del Santo Padre Francesco per i giovani, il gesto di un Papa che si lascia ispirare dalle nuove generazioni, riconoscendo in esse l’azione dello Spirito Santo che fa sognare gli anziani e dà ai giovani una visione. “La Chiesa, attraverso il successore di Pietro, grida che i giovani contano, sono i necessari protagonisti del cambiamento e perciò chiamati alla missione!” afferma padre João Chagas, responsabile dell’Ufficio Giovani del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita in merito al nuovo documento di Papa Francesco, ispirato, tra l’altro, dalle voci dei giovani emerse durante il processo sinodale dell’anno scorso. Ai microfoni di Vatican News padre Chagas spiega qual è il filo conduttore dell’Esortazione post-sinodale

Ascolta l'intervista a padre Chagas

R. – Per me uno dei temi che serve come filo rosso per tutto il documento, è il tema dell’amicizia, un tema così caro ai giovani, un tema su cui Giovanni Paolo II ha lavorato molto bene con i giovani all’inizio del suo pontificato all’inizio del suo pontificato. Conosciamo tutti la lettera Dilecti amici che ha lanciato questo percorso, per cui ogni anno il Santo Padre pubblica un messaggio ai giovani. Però credo che questo dialogo di amicizia sia fondamentale. Il Papa parla molto dell’amicizia con Dio che ci ama infinitamente e che ha dimostrato questo suo amore dando la vita per noi sulla croce: l’annuncio del kerigma della salvezza in Cristo. Questa amicizia con i coetanei che però ha implicazioni anche sociali, per la trasformazione della società. E per questo il Papa parla di un’amicizia sociale in vista del bene comune e che i giovani siano protagonisti anche nel campo della politica in cui c’è tanto bisogno dell’apporto dei giovani.

Il Papa dedica tutto un capitolo alla pastorale dei giovani dicendo che serve una pastorale giovanile “popolare”. Cosa vuole dire il Papa?

R. – Sì, una pastorale “popolare” credo sia una pastorale con meno burocrazia, con più parresia, come spesso dice il Papa. Che cosa è la parresia? Non avere barriere, non mettere tanti paletti perché i giovani facciano parte di un gruppo parrocchiale… A volte vogliamo giovani già perfetti, puri… No! Mi piace molto una frase che ho sentito una volta: “Dio ci ama esattamente come siamo” e ci ama troppo per lasciarci così perché ci vuole vedere crescere nella vita, in tutti i campi… Però eliminare molte burocrazia. Una pastorale della vicinanza, la vicinanza dei pastori con i giovani, dei sacerdoti con i giovani, dei religiosi con i giovani, tra i giovani. E approfittare di più anche…: anche la leadership dei giovani, fidarci di loro, dare loro dei compiti importanti, non soltanto di organizzare le sedie nella chiesa! E soprattutto capire che questo giovane anche se non è pronto ma se sta lì con tutto se stesso, col dono di sé totale può fare una differenza straordinaria in ogni campo in cui lo rendiamo protagonista.

L’esortazione apostolica Christus vivit – sottolinea padre Chagas - sarà anche un punto di riferimento per il prossimo Forum Internazionale dei Giovani che si svolgerà a Sassone di Ciampino dal 19 al 22 giugno e che avrà per titolo “Giovani in azione in una Chiesa sinodale”

Ascolta la risposta di padre Chagas

R. - Il nostro Dicastero Laici, Famiglia e Vita organizzerà il prossimo mese di giugno un forum internazionale dei giovani che riprende già una tradizione iniziata negli anni Ottanta. Avremo due rappresentanti di ogni conferenza episcopale. Avremo anche giovani di meno di 30 anni che hanno partecipato all’ultimo Sinodo, e ci saranno anche alcuni rappresentanti dei movimenti, delle nuove comunità, di alcune congregazioni che lavorano con i giovani a livello internazionale. In questo forum, che si terrà dal 19 al 22 giugno qui vicino a Roma a Sassone (Ciampino), noi vorremmo anche avere già iniziato e avviato il processo per costituire questo organismo di rappresentanza internazionale dei giovani, come chiede il documento finale del Sinodo, e che sarà collegato al nostro Dicastero. Questo sarà uno strumento per noi, per la Chiesa, anche per ascoltare più da vicino la voce dei giovani e perché loro possano anche comunicarci la loro visione.

 

 

 

04 aprile 2019, 11:29