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“Giocare per credere”: la 13.ma edizione della Clericus Cup

Partenza sabato 30 marzo per la Clericus Cup, il mondiale pontificio di calcio, ormai alla 12.ma edizione, presentata oggi a Palazzo Pio. Novità di quest’anno: due gironi differenti per i seminaristi e per i sacerdoti. Vietato pareggiare le partite mentre le scorrettezze saranno punite con il solito cartellino azzurro. “Terzo tempo” poi dedicato alla preghiera comune

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“Evangelizzate anche sul campo di calcio”. E’ il mandato chiaro che Papa Francesco, lo scorso 23 maggio all’udienza generale, ha affidato ad una delegazione della Clericus Cup, il mondiale di calcio pontificio, giunto quest’anno alla 13.ma edizione e che ha come slogan: “Giocare per credere”. Stamani la presentazione a Palazzo Pio alla presenza dei capitani delle 16 squadre che vi parteciperanno. Il via è previsto per sabato 30 marzo presso il Centro Sportivo Pio IX, a due passi dal Vaticano, immancabile la sosta pasquale per poi riprendere a maggio con i quarti di finale mentre il primo giugno è in calendario la finale.

I numeri dell’edizione 2019

Sono 403 i tesserati iscritti al torneo, inclusi i dirigenti delle squadre, di 67 nazionalità tra questi anche giovani provenienti dal Sud Sudan, Angola e Armenia. Trentaquattro gli italiani presenti ma Messico e Nigeria sono i Paesi più rappresentati. Tra le formazioni ci sono due novità sorprendenti: il Collegio Brasiliano insieme a quello Portoghese che hanno dato via all’Alleanza Luso Brasiliana e la formazione Collegio Franco Belga. La prima partita vedrà di fronte le squadre che hanno disputato la finale 2018: i campioni del North American Martyrs contro il Collegio Urbano. Nella Clericus Cup si possono effettuare 5 sostituzioni, chiamare il time out di 5 minuti, i giocatori possono essere sanzionati con il cartellino azzurro che viene estratto quando c’è una grave scorrettezza e prevede l’espulsione per 5 minuti. Mai un pareggio perché si va ai calci di rigore infine c’è il “terzo tempo”: una preghiera comune a fine gara.  

Il presidente Bosio racconta le novità

“La novità di quest’anno è che i sacerdoti giocheranno in un girone e i seminaristi in un altro”: così racconta Vittorio Bosio, presidente del Centro Sportivo Italiano che organizza la Clericus Cup che vanta il patrocinio dell’Ufficio Nazionale del tempo libero, turismo e sport della Cei, del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e del Pontificio Consiglio della Cultura. “Una scelta dettata dalla disparità atletica ma è importante – afferma - fare comunità che significa comunque anche non giocare ad armi pari perché lo sport è pure questo”. “Il torneo è giunto alla 13.ma edizione perché – afferma Bosio – c’è la voglia di continuare, i rettori sentono che è una possibilità per i seminaristi e i sacerdoti di vivere un momento di sport comunitario al di fuori del seminario stesso”. Lo slogan di quest’anno: “Giocare per credere” nasce dall’esigenza di “qualificarci per quello che siamo, si può essere cristiani – conclude il presidente Csi - anche in una partita di calcio, è un modo per ribadire le nostre radici cristiane”.  

Ascolta l'intervista a Vittorio Bosio, presidente Csi

“Testimoniare la gioia”

William Nyce è il capitano dei North American Martyrs, la squadra dei seminaristi Usa. E’ stato lui a battere il rigore decisivo della finale dello scorso anno con il Collegio Urbaniano. “Lo sport come il calcio – afferma – è una scuola per le virtù, si può evangelizzare ed educare anche così, come dice Papa Francesco, cercando il bene comune e non il nostro bene personale. E’ un buon modo di testimoniare la gioia di essere cristiani”.

Ascolta l'intervista a William Nyce, North American Martyrs

Con il Venezuela nel cuore

Don Oscar Magallon appartiene al Collegio Sacerdotale Altomonte, è centrocampista da sei anni della squadra. “Un’esperienza arricchente – afferma riferendosi alla Clericus Cup – nella quale mettere in gioco i valori dello sport come la lotta, la condivisione, la gioia”. Guardando alla drammatica situazione del suo Paese, il Venezuela, spiega di vivere il dolore dei suoi connozionali e della sua famiglia. “Sono andato a dicembre – racconta – ho visto le difficoltà che vivono, non c’è energia elettrica e tutto è complicato, si ferma tutto, i bambini non vanno a scuola. Mi ha impressionato vedere che noi che siamo uno dei maggiori produttori di petrolio, dobbiamo metterci in fila per fare la benzina”.

Ascolta l'intervista a don Oscar Magallon, Collegio Altomonte

La sinergia con Radio Vaticana Italiana

Lo scorso anno, per la prima volta nei suoi 80 anni di vita, la Radio Vaticana ha trasmesso in diretta tutta la radiocronaca della finale della Clericus Cup grazie a Carlo Nesti, storica voce di tante domeniche di calcio. La sinergia continuerà all’interno di “Non solo sport” il programma di Radio Vaticana Italia in onda ogni lunedì alle ore 12.15 e alle 17.05.

28 marzo 2019, 13:41