Athletica Vaticana: la prima società sportiva “del Papa” riconosciuta dal Coni

Il cardinal Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e il presidente del Comitato olimpico italiano Malagò hanno tenuto a battesimo l’associazione sportiva vaticana che dal 1 gennaio può partecipare ufficialmente a tutte le manifestazioni podistiche italiane e internazionali, perché affiliata alla Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

I podisti di Athletica Vaticana, 60 atleti dipendenti della Santa Sede, sacerdoti, religiose e anche due migranti “membri onorari”, sono la prima associazione sportiva con sede nella Città del Vaticano. L’hanno tenuta a battesimo questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che a settembre hanno firmato l’intesa bilaterale che dal 1 gennaio 2019 permette ad Athletica Vaticana l’affiliazione alla Federazione italiana di atletica leggera.

Mons. Melchor: dare testimonianza cristiana nello sport

Come ha ricordato il presidente della società sportiva mons. Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e responsabile del dipartimento “sport e cultura”, non è la prima società sportiva attiva all’interno delle Mura leonine, perché da tempo esistono sia la Rappresentativa calcistica dipendenti vaticani sia il St. Peter Cricket club. Ma Athletica Vaticana è la prima nata e con sede in Vaticano riconosciuta all’estero, che può ora partecipare a tutte le manifestazioni podistiche nazionali e internazionali. Presto la società vaticana si affilierà alla Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali, in vista di un’intesa con il Comitato italiano paralimpico, “per rilanciare insieme un progetto di inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva”.

Due migranti membri onorari della squadra

Perché l’obiettivo di Athletica Vaticana non è soltanto agonistico: l’impegno, ha sottolineato monsignor Sanchez de Toca, “è rilanciare una testimonianza cristiana concreta, con iniziative spirituali e solidali nel mondo dell’atletica e dello sport in generale. Per questo sono stati tesserati come “membri onorari” due giovani migrati musulmani, Jallow Buba, 20enne gambiano, e Anszou Cissè, 19enne senegalese, richiedenti asilo ospiti della cooperativa “Auxilium” di Castelnuovo di Porto. Entro gennaio, poi, saranno accolti in squadra anche alcuni ragazzi con disabilità.

I "runner del Papa", dalla guardia svizzera ai Musei Vaticani

Athletica Vaticana ha iniziato le sue attività da più di un anno, in maniera spontanea, grazie all’incontro di tanti dipendenti vaticani che corrono, soprattutto la mattina prima di andare al lavoro, sul lungotevere, nella zona intorno aa San Pietro. Sono guardie svizzere e gendarmi, vigili del fuoco e operai, giornalisti e professori universitari, giardinieri e farmacisti, e ancora dipendenti dei Musei Vaticani e delle Ville pontificie. Ci sono sacerdoti  e molte sono le donne. A questa “community” di runner la Segreteria di Stato vaticana ha consentito di dare una forma giuridica idonea e del tutto innovativa, ha concluso monsignor Sanchez de Toca, “per una testimonianza cristiana nelle strade, ‘in uscita’, come chiede Papa Francesco, in mezzo a donne e uomini che vivono la passione dello sport”.

Suor Marie Theo: la mia corsa è preghiera

Card. Ravasi: lo sport vero è gioco e gratuità 

“Lo sport autentico fa parte di una delle componenti radicali dell’essere umano, ossia il gioco – ha sottolineato il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, dopo l’introduzione del neo direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana Alessandro Gisotti, alla sua prima conferenza stampa - qualcosa che si fa per libertà, gratuità, non condizionati da vincoli immediati. E’ qualcosa che dà valore alla bellezza”. Ecco perché, ha chiarito il cardinal Ravasi “nella storia la cultura ha sempre avuto uno stretto collegamento con lo sport”. “Ma lo sport – ha aggiunto - ha anche un legame con la religione: anch’essa ha alla base il gratuito”.

No alle degenerazioni della violenza e del razzismo 

“E’ triste vedere come all’interno dello sport si assista a spettacoli squallidi come quelli di questi giorni – ha commentato ancora il porporato - violenza e razzismo negli stadi, corruzione, doping che denotano come il peccato e la degenerazione trovino in un linguaggio che è il vero esperanto dell’umanità la loro rappresentazione più truce che vogliamo combattere”. Di qui il monito: “Attenzione a non concedere scusanti a certe degenerazioni. Occorre reagire con fermezza e correggere le storture”.

La prima gara ufficiale: il 20 gennaio la Corsa di Miguel

Athletica Vaticana si sta allenando per l’esordio ufficiale della squadra, domenica 20 gennaio a Roma, in occasione della 20° edizione della Corsa di Miguel. L’atleta più giovane è una guardia svizzera di 19 anni, il decano del gruppo è invece un 62enne professore della Biblioteca apostolica Vaticana. Campionessa femminile nella categoria amatori è la farmacista Michela Ciprietti secondo la quale “lo sport è il mezzo per annullare tutte le differenze”, e anche per evangelizzare.

Suor Marie Theo: corro e ringrazio Dio per la gioia e il respiro

A Vatican news ha dato la sua testimonianza anche suor Marie Theo Puybareau Manaud, della congregazione romana di San Domenico, membro onorario della squadra. “La corsa per me diventa preghiera – ha spiegato - già il senso stesso di correre per me è anche un inno e un ringraziamento per il dono della vita. E poi molto spesso per me è fonte di meditazione, ad esempio, sulla gioia che provo quando corro o una presa di coscienza sull’importanza del respiro e dunque del soffio… E vedevo quanto soffio e spirito sono importanti nella mia vita di fede e quanto nella corsa respirare sia proprio la base di tutto”. “La gioia più grande non la trovo nell’allenamento ma nelle gare – ha raccontato ancora suor Marie Theo - proprio perché a differenza dell’allenamento la gara ha questa dimensione di corpo nel senso che stiamo insieme, corriamo insieme, magari con persone che non conosco, che non incontrerò mai più, però c’è questa dimensione di comunione, di solidarietà, di attenzione all’altro. Ognuno corre con il suo corpo, certo, però essendo attento all’altro”.

Malagò: presto altre squadre per affiliarsi ad altre federazioni

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente monsignor Sanchez de Toca ha spiegato che le Olimpiadi non rappresentano un obiettivo a tempi ravvicinati, anche se “vedere la bandierina vaticana sfilare durante la cerimonia di apertura sarebbe un sogno”. Ma Athletica Vaticana vorrebbe essere presente ai Giochi dei Piccoli Stati e ai Giochi del Mediterraneo che hanno come filo conduttore un messaggio di pace. Per questo però, ha ricordato a Vatican News il presidente del Coni Giovanni Malagò, “sarà necessario affiliarsi ad altre federazioni. Sono sicuro che questo avverrà, oggi qui abbiamo avviato una “start up” coraggiosa e vincente”.

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La presentazione della squadra in Sala Stampa
10 gennaio 2019, 17:11