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Panama, card. Tagle ai giovani: servire il prossimo dà gioia

Le catechesi e la Gmg: spazi aperti di riflessione e approfondimento. Le parole rivolte dal cardinale Tagle ai giovani partecipanti, nell'intervista dei nostri inviati a Panama

Sean Lovett - Panama

Dialoghi aperti e diretti: le catechesi a Panama sono così, per i tanti giovani che in questi giorni si radunano in gruppi e prendono parte alle riflessioni sotto la guida dei loro vescovi. Ieri, tra loro, anche il presidente di Caritas Internationalis il cardinale Luis Antonio Tagle. 

Servo, schiavo, schiavitù, nell'era contemporanea

Cuore delle parole del porporato ai giovani è stato "come la nostra cultura contemporanea considera i termini serva, schiavo, schiavitù". Da qui ai contenuti biblici. Il cardinale ha parlato di come "dall’Antico al Nuovo Testamento, ci sia una radicale riappropriazione della terminologia riguardo alla schiavitù e al servizio normalmente associati a un concetto di de-umanizzazione, a qualcosa di degradante. E di come invece, nella tradizione giudeo-cristiana, posta in un nuovo contesto di Alleanza, questo concetto venga a implicare un aspetto quasi gioioso, fino al segno di essere discepolo di Cristo". 

Ascolta l'intervista al card. Tagle

Il Santo Padre ripete continuamente ai giovani di non rimanere seduti in finestra a guardare fuori, di non rimanere seduti sul divano a diventare giovani da divano, ma di alzarsi e di diventare “servitori”. Quanto è difficile per la generazione giovane rispondere a questa sfida?

R. – Credo che i giovani, ovunque, e in particolare tra i cattolici siano attratti più da un’azione diretta di servizio e carità. Purtroppo, il nostro approccio al ministero pastorale dei giovani spesso parte dall’iniziazione dottrinale e poi, ma come una conseguenza di questo primo passo, riusciamo a coinvolgerli nell’azione. Mi rendo conto però che oggi è necessario capovolgere la procedura: è necessario che sperimentino il servizio al prossimo e che il loro cuore si infiammi per il servizio. Questo fa parte della formazione e per molti è il primo approccio con il Vangelo. Poi li solleciti a dare un nome a questa esperienza attraverso la catechesi e il servizio di apostolato biblico. Credo che non sia tanto un problema dei giovani, quanto piuttosto un problema del nostro approccio pastorale: se noi li portiamo a confrontarsi con situazioni in cui serve il loro servizio d’amore, loro saranno felici di farlo!

Un’ultima domanda: parlando con i giovani qui presenti, ho chiesto loro cosa cercano e molti mi hanno risposto, di getto e con un’unica frase: “Voglio cambiare il mondo” …

R. – Certo, è un sogno nobile ma non dimentichiamo che dobbiamo essere parte di quello che deve essere cambiato: il mondo non cambierà se non cambieremo anche noi, in particolare i giovani …

25 gennaio 2019, 12:11