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Corsa di Miguel: prima uscita ufficiale per l’Athletica Vaticana

Dopo l’affiliazione dell’Athletica Vaticana alla Fidal, Federazione italiana di atletica leggera, ieri a Roma la compagine della Santa Sede ha partecipato alla Corsa di Miguel, giunta alla ventesima edizione. La testimonianza della Guardia Svizzera Thierry Roch

Mario Galgano – Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Esordio bagnato ed esordio fortunato per l’Athletica Vaticana che ieri a Roma ha partecipato a “La Corsa di Miguel”, una gara podistica che da vent’anni ricorda il poeta-maratoneta argentino Miguel Benancio Sanchez, uno degli oltre 30mila desaparecidos scomparso nel 1978 nel Paese sudamericano. Si trattava della prima uscita dopo la sigla dell’accordo con il Comitato Olimpico Italiano che ha così accolto la compagine vaticana nella Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera.

Esordio fortunato

Davvero buono il piazzamento della Guardia Svizzera, Thierry Roch, che è giunto 88.mo al traguardo su oltre 5mila partecipanti. Partita dal piazzale della Farnesina per arrivare all’interno dello Stadio Olimpico, l’edizione di quest’anno della Corsa prevedeva tre prove: la 10 chilometri competitiva e non, e la Strantirazzismo di 3 chilometri aperta a tutti. La prova competitiva ha visto al traguardo 5451 runners – un vero record – e altri 4mila runner: circa 2mila della 10 chilometri non competitiva e gli oltre 2mila della Strantirazzismo. 

Thierry, la velocissima Guardia Svizzera

Ha 23 anni, viene dal Cantone di Friburgo, da quasi due anni è nella Guardia Svizzera Pontificia. Thierry Roch correva già prima di arrivare a servire il Papa “ma – racconta – sono stato fortunato ad entrare a far parte dell’Athletica Vaticana, a fare questa esperienza insieme agli altri dipendenti della Santa Sede”. Thierry ammette che per correre e servire allo stesso tempo il Papa ci vuole una grande motivazione. “Non è semplice indossare le scarpe da ginnastica dopo il turno di lavoro. C’è stanchezza ma è importante avere tanta disciplina, fare qualche sacrificio perché così arrivano le soddisfazioni”.

Lo sport, veicolo del messaggio cristiano

“Correre con l’Athletica Vaticana – spiega la Guardia Svizzera – vuol dire anche portare avanti il messaggio cristiano. Lo sport è veicolo di valori come l’accoglienza e la solidarietà. Nella nostra squadra, ad esempio, abbiamo accolto due migranti: è un gesto di carità importante, un segno concreto della dedizione al Vangelo”.

Ascolta l'intervista alla Guardia Svizzera Thierry Roch
21 gennaio 2019, 14:11