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Natale in Iraq Natale in Iraq  (AFP or licensors)

Card. Parolin in Iraq. Mons. Warduni: aspettiamo anche Papa Francesco

Il segretario di Stato vaticano in Iraq, tra il 24 e il 28 dicembre. La gioia per questa visita nell’intervista al vescovo ausiliare di Baghdad, mons. Shlemon Warduni

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“E’ una visita molto gradita, specialmente in questi giorni in cui noi ricordiamo la nascita del Salvatore”. Con queste parole mons. Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad, commenta l’arrivo del cardinale Pietro Parolin in Iraq, tra il 24 e il 28 dicembre. Il segretario di Stato vaticano incontrerà rappresentanti del governo iracheno e rappresentanti delle chiese d’Oriente. Insieme con il cardinale patriarca di Babilonia dei caldei Louis Raphael Sako, concelebrerà la Santa Messa della vigilia di Natale, presso la cattedrale caldea di San Giuseppe nel quartiere di Karrada. Il porporato, tra le altre cose, visiterà anche la chiesa siro cattolica di Nostra Signora della Salvezza, dove nel 2010 decine di fedeli e due sacerdoti vennero barbaramente uccisi da un commando terroristico; oltre a luoghi simbolo di Baghdad e organizzazioni caritatevoli. Il 26 dicembre, il cardinale Pietro Parolin sarà a Erbil, dove incontrerà esponenti del governo della provincia autonoma del Kurdistan iracheno e da dove partirà per visitare la Piana di Ninive e celebrare la Santa Messa nella cittadina di Qaraqosh. (Ascolta l'intervista a mons. Shlemon Warduni sulla visita in Iraq del cardinale Pietro Parolin).

Il Medio Oriente si sta svuotando di cristiani

Ai microfoni di Vatican News, Mons. Shlemon Warduni rimarca che la visita del segretario di Stato rappresenta un segno di incoraggiamento per tutti i cristiani in Iraq, una presenza che purtroppo si sta assottigliando sempre di più. “Quasi un milione di cristiani ha lasciato l’Iraq”, chiarisce, “una nazione che vede la presenza dei cristiani da oltre duemila anni”. Il presule denuncia la volontà di “svuotare il Medio Oriente dei cristiani”, ma, allo stesso tempo, precisa che la piccola comunità ha “fiducia nel Signore Gesù” e da Lui trae “la forza per restare”, in sintonia con la volontà del Padre Celeste.

Preghiamo per la pace e per una visita di Papa Francesco

In un mondo lacerato da guerre, dove è palese “la lontananza da Dio”, “dove aumenta l’immoralità” e si cerca solo “il denaro”, vescovo ausiliare di Baghdad auspica che l’amore del Bambino Gesù possa illuminare il cuore degli uomini. Pensando all’Iraq, riconosce che tanti passi sono stati compiuti e che ora la situazione è migliorata, ma manca ancora la pace piena a cui aspirano tutti gli iracheni. “Pregheremo insieme con il cardinale Parolin”, conclude il presule, “Lui ci porterà la benedizione del Santo Padre” e tutti noi “speriamo e aspettiamo” di poter presto accogliere in Iraq Papa Francesco.

24 dicembre 2018, 14:07