Cerca

Vatican News
Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson 

Card. Turkson: limitare diffusione della resistenza agli antibiotici

Impegnarsi per contrastare l'insorgenza della resistenza agli antibiotici. E' quanto chiede, in un Messaggio, il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in occasione della Settimana Mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici

“In qualità di Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, mi unisco alla comunità internazionale nell’esortazione ad agire con urgenza al fine di limitare l'insorgenza e la diffusione della resistenza agli antibiotici”. Così in un Messaggio il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cardinale Peter Turkson, in occasione della Settimana Mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici, che si conclude domani. Al centro, il tema “Limitare l’insorgenza e la diffusione della resistenza agli antibiotici  - Un’esortazione ad agire”.

“La Settimana mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici, che si svolge nel mese di novembre di ogni anno, è l’occasione per ribadire l’urgenza e l'importanza mondiale di questo crescente problema di salute pubblica”, scrive il porporato. Scopo dell’iniziativa è quello di “aumentare la consapevolezza globale relativamente alla resistenza agli antibiotici [Antimicrobial Resistance (AMR)] e incoraggiare le migliori pratiche tra il pubblico in generale, gli operatori sanitari e i responsabili politici per evitare un’ulteriore insorgenza e diffusione della resistenza agli antibiotici”.

Attenzione all'impiego di antibiotici

Fin dalla loro scoperta, gli antibiotici hanno salvato milioni di vite e alleviato numerose sofferenze ma “l’uso inappropriato e l’abuso di antibiotici negli uomini e negli animali hanno favorito l'insorgenza e la diffusione dell’AMR, che si verifica quando microbi, come i batteri, diventano resistenti ai farmaci usati per curarli”. “Purtroppo, il problema si sta aggravando e diffondendo, quale conseguenza, tra l’altro, di programmi inadeguati di prevenzione e controllo delle infezioni, di medicinali di scarsa qualità, di un’insufficiente regolamentazione per quel che concerne l'impiego di antibiotici nella popolazione, nei cibi per gli animali e in agricoltura, nonché per le difficoltà di accesso ai servizi sanitari, ivi compresi i test diagnostici e laboratoristici, e per la contaminazione dell'acqua, del suolo e delle coltivazioni”, evidenzia ancora il cardinale Peter Turkson.

Il problema della resistenza agli antibiotici

“La resistenza agli antibiotici rappresenta oggi una grande sfida per la salute pubblica mondiale poiché minaccia la prevenzione e il trattamento efficaci di un numero crescente di infezioni causate da batteri, parassiti, virus e funghi. Se non affrontata, la continua insorgenza e diffusione di malattie resistenti ai farmaci mette a rischio la medicina moderna, e rappresenta una sfida per la salute e lo sviluppo delle nazioni”, sottolinea il Messaggio nel quale si evidenziano anche le maggiori difficoltà per le persone più esposte a infezioni mortali, “specialmente le partorienti, i neonati, i pazienti con determinate malattie croniche e quanti si sottopongono a chemioterapia o a interventi chirurgici” e per le “centinaia di milioni di persone che non hanno accesso all’assistenza sanitaria e sono più suscettibili a malattie collegate alla resistenza antimicrobica”.

Promuovere iniziative

Il porporato rileva, infine, che bisogna agire per intraprendere le indispensabili modifiche di comportamento, "per aumentare il livello di consapevolezza e l’efficacia degli interventi preventivi, per intensificare il controllo delle infezioni e per impiegare correttamente gli antibiotici”. Al riguardo, mette in luce che “le decine di migliaia di centri sanitari e istituzioni di formazione medica e assistenza sanitaria gestiti dalla Chiesa, come pure quelli che fanno riferimento ad altre organizzazioni religiose, sono nella posizione ideale per favorire un sostegno costante, e per intraprendere azioni individuali e di gruppo finalizzate a promuovere attività sociali e mediche utili per contrastare l’insorgenza e la diffusione dell'AMR".

17 novembre 2018, 14:16