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Scienziati dell'Aiea in un impianto nucleare Scienziati dell'Aiea in un impianto nucleare  (AFP or licensors)

Santa Sede: i rischi sull’uso dell’energia nucleare

Intervento di mons. Bernardito Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede alla 73.ma sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche. Il presule ha ricordato i disastri nucleari agli impianti di Chernobyl e di Fukushima

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

Mons. Auza ha espresso il suo apprezzamento per il costante e valido lavoro del Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche (Unscear) derivanti dagli incidenti nucleari di Chernobyl in Ucraina e Fukushima in Giappone. Questi incidenti ricordano che l'uso dell'energia nucleare non è privo di rischi, a volte molto gravi. “È quindi della massima importanza – ha osservato - che la comunità internazionale adotti una grande precauzione nell'uso dell'energia nucleare per scopi pacifici. Inoltre, le analisi che l'Unscear effettua, possono essere applicate agli impatti radiattivi che seguiranno all'uso di armi nucleari, in particolare contro le città”. L’Osservatore della Santa Sede all’Onu ha ricordato i morti e le ferite subite a causa dell'esposizione a radiazioni ionizzanti dopo l'uso di armi nucleari a Hiroshima e Nagasaki, augurandosi che queste siano le uniche vittime delle radiazioni a causa di questo tipo di uso dell'energia nucleare.

Attesa per il rapporto sulle conseguenze dell’incidente nucleare di Fukushima

“La Santa Sede – ha affermato mons. Auza - attende con impazienza di conoscere le conclusioni del Comitato Onu sul disastro di Fukushima dopo la relazione presentata nel 2015. Queste informazioni saranno di grande utilità per saperne di più sugli effetti a lungo termine dell'esposizione alle radiazioni”. Inoltre ha espresso apprezzamento per la stretta collaborazione dell'Unscear con altri enti del sistema delle Nazioni Unite, tra cui l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Organizzazione internazionale del lavoro, nel fornire alla comunità internazionale nuovi dati per una comprensione più approfondita sugli effetti delle radiazioni atomiche e sul loro impatto sulla vita delle persone colpite e sull'ambiente.

Valutare i rischi dell’uso pacifico dell’energia nucleare

“Quando la comunità internazionale si è resa conto per la prima volta delle conseguenze della scissione dell'atomo, in particolare di quegli elementi che attraverso la fissione rilasciano enormi quantità di energia, e delle conseguenze della fusione degli atomi e del rilascio di quantità ancora maggiori di energia – ha concluso mons. Auza - non vi è stato un profondo apprezzamento del ruolo sostanziale che il rilascio di radiazioni ionizzanti avrebbe avuto nel perseguire usi pacifici dell'energia nucleare”.
 

07 novembre 2018, 10:59