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L'arcivescovo mons. Ivan Jurkovic L'arcivescovo mons. Ivan Jurkovic 

Santa Sede: aiutare i Paesi poveri a uscire dalla “trappola del debito”

Intervento di mons. Ivan Jurkovič al Gruppo Intergovernativo di Esperti sul Finanziamento per lo Sviluppo dell’Unctad di Ginevra. “Il profitto – ha detto – non è legittimo se non guarda alla promozione integrale dell’uomo”

Il rappresentante della Santa Sede ha esordito dicendo che una delle maggiori difficoltà per i Paesi in via di sviluppo è la “trappola del debito” che nell’ultimo decennio è cresciuto dell’8,5%, raggiungendo i 7,64 trilioni di dollari nel 2017. Sempre lo scorso anno gli stessi Paesi poveri hanno impiegato quasi il 14% degli introiti delle esportazioni. La maggior parte di questi Paesi che il Fondo Monetario considera “ad alto rischio”, si trovano nella zona subsahariana. Si tratta – ha detto - di un onere insostenibile che mette a rischio l’intera economia africana

Incremento del debito estero a causa della crisi finanziaria mondiale

L'incremento del debito dei Paesi in via di sviluppo, è il risultato del nucleo "malato" dell’attuale crisi economica globale. La Santa Sede – ha proseguito mons. Jurkovic - ha già sottolineato che il sistema attuale non è conforme alla "sua vera natura” che consiste nel favorire l'utilizzo delle risorse risparmiate e, dove possibile, promuovere l'economia reale, il benessere, lo sviluppo dell'uomo e di tutti gli esseri umani. La crisi finanziaria globale del 2008 ha mostrato molto chiaramente che l’attuale sistema economico-finanziario mondiale, promuove la diffusione di "innovazioni finanziarie" oscure, parallele ad un’economia reale, di cui è difficile calcolarne il rischio.

Il profitto non è legittimo, quando non guarda alla promozione umana integrale

La Santa Sede – osserva mons. Jurkovic - riafferma la convinzione che il dibattito sulle questioni economico-finanziarie non può prescindere da principi etici come la libertà, la giustizia e la solidarietà che mirano a promuovere lo sviluppo umano integrale mettendo l’uomo al centro del sistema economico mondiale. Questo significa che dobbiamo riconoscere la validità delle strategie economiche che mirano soprattutto a promuovere l'uguaglianza e che, al di là dell'espansione indiscriminata dei profitti, guida la strada verso il benessere integrale dell'intera persona e di ogni persona. Il profitto non è infatti legittimo, quando non guarda alla promozione umana integrale, la diffusione universale delle merci e l'opzione preferenziale per i poveri.

I mercati devono servire gli interessi dei popoli e il bene comune dell'umanità

Il ruolo dell'Unctad nell'aiutare i Paesi in via di sviluppo nel sostenere il debito, è stata di grande importanza – ha riconosciuto il rappresentante vaticano - e rimarrà indispensabile per il futuro. La Delegazione della Santa Sede fa appello all'Unctad, e alla comunità internazionale, affinchè prenda sul serio l’impegno a far progredire un contesto economico internazionale favorevole allo sviluppo, all'interno del quale i Paesi poveri possano utilizzare il debito estero in modo produttivo per proteggere il benessere dei loro cittadini. Mons. Jurkovic a conclusione del suo intervento ha citato Papa Francesco quando alla ‘Conferenza sull’impatto degli investimenti per i poveri’ nel giugno del 2014 ha detto: “È importante che l'etica svolga ancora una volta il ruolo che le compete nel mondo della finanza e che i mercati servano gli interessi dei popoli e il bene comune dell'umanità".
 

08 novembre 2018, 13:28