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I Musei Vaticani celebrano Raffaello in un volume dedicato all’artista urbinate

“Raffaello a Roma. Restauri e ricerche” è il volume presentato oggi ai Musei Vaticani. Un anticipo delle celebrazioni che, nel 2020, renderanno omaggio all’artista a 500 anni dalla sua morte

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Scoprire nel profondo l’arte di Raffaello negli anni compresi tra il suo arrivo a Roma nel 1508 e la morte nel 1520. E’ l’intento del volume, presentato oggi ai Musei Vaticani, dal titolo: “Raffaello a Roma. Restauri e ricerche”, frutto di alcune giornate di studio tenutosi nel 2014. Il libro, pubblicato dalle Edizioni Musei Vaticani e curato dall’ex direttore Antonio Paolucci insieme a Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, è disponibile in italiano e in inglese. Si tratta di un anticipo sulle celebrazione dei 500 anni dalla morte dell'artista nel prossimo 2020. 

Il racconto del percorso artistico di Raffaello

Il testo prende in considerazione l’ultimo decennio della vita di Raffaello, evidenziando le particolarità come le scelte tecniche e le sperimentazioni, la coerenza stilistica e le innovazioni espressive. Si mette in luce in particolare l’evoluzione della sua tecnica nelle Stanze Vaticane con i restauri dei dipinti di Capodimonte e del Prado, nonché lo studio sulla tecnica esecutiva. Nel volume c’è grande spazio per le immagini che svelano dettagli inediti delle opere dell'artista urbinate accanto ai disegni preparatori, alle radiografie e alle riflettografie.

La Stanza della Segnatura

L’esordio di Raffaello in Vaticano è rappresentato dal lavoro nella Stanza della Segnatura, che prendeva il nome dal tribunale della Santa Sede: la “Segnatura Gratiae et Iustitiae”. Originariamente la stanza fu adibita da Giulio II, Papa dal 1503 al 1513, a biblioteca e studio privato. Tre le categorie dello spirito umano rappresentate: il vero con la disputa del Santissimo Sacramento e la Scuola di Atene; il bene espresso nella raffigurazione delle virtù cardinali, teologali e della legge; il bello rappresentato nel Parnaso con Apollo e le Muse. Gli affreschi si legano alle scene sottostanti.

La Stanza di Eliodoro

Subito dopo la Stanza della Segnatura, Raffaello decorò quella di Eliodoro, destinata alle udienze private del Papa. Si documenta la protezione di Dio alla Chiesa minacciata nella fede nella Messa di Bolsena; nella persona del Pontefice nella Liberazione di San Pietro; nella sua sede con l’Incontro tra Leone Magno e Attila e nel suo patrimonio con la Cacciata di Eliodoro. Sulla volta spettano a Raffaello i quattro episodi dell'Antico Testamento.

13 novembre 2018, 17:15