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Sinodo. Mons. Proykov: i giovani bulgari stanno pregando per l'assise

I giovani in Bulgaria stanno seguendo con grande attenzione ed entusiasmo i lavori della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. La testimonianza del presidente della Conferenza episcopale bulgara

Barbara Castelli – Città del Vaticano

L’esperienza del Sinodo esprime in modo emblematico “l’universalità della Chiesa” e i giovani in Bulgaria sono entusiasti per questa assise a loro dedicata, per la quale hanno partecipato alla riunione preparatoria e ora stanno pregando, tutti i giorni. Così mons. Christo Proykov, vescovo titolare di Briula, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria e presidente della Conferenza episcopale di Bulgaria, alla sua quarta esperienza sinodale. “Ci sono gruppi di giovani – precisa – che accompagnano i lavori in Vaticano con la preghiera del Rosario”, in modo continuo.

In Bulgaria una Chiesa piccola ma vivace

Il presule chiarisce che in Bulgaria la Chiesa dedica grande attenzione ai ragazzi: “ogni anno abbiamo un incontro nazionale con i giovani”, il numero dei partecipanti cresce costantemente e i temi affrontati, le domande e le risposte sono molto significative. “Il Sinodo che stiamo vivendo – aggiunge – è un’esperienza molto forte e buona non solo per me, ma anche per la comunità dei giovani in Bulgaria, una piccola Chiesa, ma vivace”.

La sete di infinito dei giovani

Le difficoltà dei giovani in Bulgaria sono più o meno le stesse che incontrano i giovani in tante parti del mondo, “gli stessi problemi”: prosegue mons. Christo Proykov, sottolineando che “la sfida del digitale è molto significativa”, anche perché è un mondo al quale i ragazzi dedicano “grande attenzione”. “La gioventù in Bulgaria ragiona”, dichiara ai microfoni di Vatican News, anche se “non cresce molto nella fede perché i loro genitori sono stati educati durante il regime comunista, quando la fede era proibita, quando il catechismo non esisteva”. Tra i nostri giovani, conclude, oggi si percepisce “una sete e una fame” di fede, c’è desiderio di ricevere “un’educazione più completa”.

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09 ottobre 2018, 15:28