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Ruffini: la Chiesa vuole sognare con i giovani

Primo briefing in Sala Stampa Vaticana sui lavori sinodali. L’incontro si è svolto alla presenza di Chiara Giaccardi, docente di Sociologia e processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica di Milano; mons. Carlos José Tissera, padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale di Argentina, e il giovane vietnamita, uditore, Joseph Cao Huu Minh Tri

Barbara Castelli – Città del Vaticano

I 25 interventi che si sono finora susseguiti nell’aula del Sinodo in Vaticano hanno messo a fuoco il “costante desiderio di sognare con i giovani, per far camminare la Chiesa insieme con loro”. Così Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione e presidente della Commissione sinodale per l’informazione, durante il primo briefing in Sala Stampa vaticana dedicato alla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Presenti all’incontro anche Chiara Giaccardi, collaboratrice del segretario speciale e docente di Sociologia e processi culturali e comunicativi presso l’Università Cattolica di Milano; mons. Carlos José Tissera, padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale di Argentina e vescovo di Quilmes; e il giovane vietnamita, uditore, Joseph Cao Huu Minh Tri.

Discernimento e credibilità della Chiesa

Paolo Ruffini ha riferito ai giornalisti i tanti temi toccati: quello dello scarto, dell’affettività e della sessualità, così come quello delle migrazioni e della vocazione, “nel senso più grande: la vocazione alla dimensione più bella e spirituale della vita, il rapporto con Dio”. Non da ultimo, il tema della “credibilità della Chiesa”. Nel corso di alcune testimonianze, ha precisato il prefetto del Dicastero per la Comunicazione vaticana, è stata ribadita una richiesta di perdono, non solo per la vicenda “degli abusi”, ma anche per tutte le volte che la Chiesa “non è stata all’altezza dei suoi compiti”. Soddisfazione è stata poi espressa, coralmente dai presenti, per la richiesta di Papa Francesco di intervallare gli interventi con tre minuti di silenzio: una scelta “utile” per discernere, ha detto mons. Carlos José Tissera, e “camminare davvero insieme”. “Il Sinodo non è un parlamento – ha aggiunto Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica” e segretario della Commissione sinodale per l’informazione – ma un luogo di discernimento; un luogo spirituale, non un dibattito di idee”.

Coerenza e concretezza

Il vescovo di Quilmes ha poi precisato che questo Sinodo “è un momento privilegiato per la Chiesa” per mettersi in “ascolto” dei giovani, che rappresentano “una benedizione”, un ascolto capace anche di percepire i loro silenzi. Questa “opportunità”, ha proseguito il presule, deve soprattutto permettere alla Chiesa di offrire quella coerenza che i giovani cercano, di aiutare e favorire “l’incontro tra Gesù e i giovani”. I vescovi, i sacerdoti rappresentano, infatti, degli “intermediari” di questa amicizia e devono ricordare ai ragazzi che la loro vita è preziosa e che non sono soli. Chiara Giaccardi, nel suo intervento in Sala Stampa vaticana, ha evidenziato la concretezza delle testimonianze pronunciate nell’aula del Sinodo, e la tangibile volontà di mettersi in ascolto. Il giovane uditore vietnamita, dal canto suo, ha espresso la gioia di partecipare a questa assise e ha auspicato che la Chiesa aiuti sempre più i giovani a trovare “le vere passioni” della vita, oltre le tante difficoltà.

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Le foto del briefing in Sala Stampa Vaticana
04 ottobre 2018, 16:38