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Donne indiane nei campi Donne indiane nei campi   (Copyright by MaxPixel)

Mons. Auza all’Onu: le violenze contro le donne sono un’emergenza

Difendere le donne dalla violenza e dalla discriminazione in famiglia e nella società è ancora un’emergenza nel mondo. La denuncia di mons. Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, nel suo intervento all’Assemblea dell’Onu, in corso nel Palazzo di Vetro

Roberta Gisotti – Città del Vaticano

“La Sanda Sede - ha sottolineato l’arcivescovo Auza – condanna tutte le forme di violenza contro le donne, compresi gli stereotipi dannosi” che la giustificano e che “promuovono la discriminazione” contro di loro. Come già denunciato da Papa Francesco, “la violenza contro le donne non può essere considerata ‘normale’, sostenendo una cultura maschilista che non accetta il ruolo di protagonista della donna nelle nostre comunità”. “Non possiamo guardare dall’altra parte”, aveva ammonito “e lasciare che tante donne, specialmente adolescenti, siano ‘calpestate’ nella loro dignità”.

Il flagello della tratta e la schiavitù

Tra i drammi che coinvolgono un grande numero di donne – ha ricordato il rappresentante vaticano - sono “il flagello della tratta degli esseri umani e le forme moderne di schiavitù”, che Papa Francesco ha definito un ‘crimine contro l’umanità”. “Oggi infatti - quando si pensa che la schiavitù sia una tragica memoria storica - ci sono più persone schiave che mai nel passato”. E se, come denunciato dal Papa, “ci sono così tante donne vittime della tratta che finiscono per le strade delle nostre città è perché qui molti uomini – giovani, di mezza età,  anziani – chiedono questi servizi”. Quindi noi abbiamo “un dovere di giustizia– ha sollecitato mons. Auza – di arrestare e perseguire i trafficanti”, ma anche “di eliminare la domanda e prosciugare il mercato.”

Le donne indifese nella vita pubblica e politica

E’ se è incoraggiante – ha osservato ancora il presule – apprendere che “oggi milioni di donne partecipano attivamente alla vita pubblica e politica”, come membri di partiti, funzionarie elette o dipendenti statali e che oltre 10 mila sono parlamentari nazionali, pure c’è molta preoccupazione, come ha evidenziato il segretario generale dell’Onu, per “l’inquietante prevalenza di violenza fisica, verbale e anche in rete contro le donne e le ragazze”, sottolineando “la necessità di misure legali per proteggere la partecipazione delle donne nelle comunità, senza timore di violenze”.

Gli autori delle violenze impuniti in molti Paesi

Soddisfazione ha espresso l’osservatore permanente per la nascita di movimenti contro la schiavitù – anche nel mondo cattolico - guidati da donne impegnate nella difesa dei diritti delle lavoratrici domestiche e agricole e dei migranti. Così anche, il presule ha lodato le campagne di sensibilizzazione in favore delle donne, che coinvolgono uomini e ragazzi e leader delle comunità. Nonostante ciò – ha fortemente deprecato - le violenze contro le donne proseguono, tanto spesso anche nelle mura domestiche, mentre “gli autori restano ancora, in molti Paesi, impuniti”.

09 ottobre 2018, 13:59