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La Porta Bella sulle Mura di Gerusalemme La Porta Bella sulle Mura di Gerusalemme 

Mons. Auza: grave preoccupazione della Santa Sede per la questione Palestinese

L’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu ribadisce il sostegno alla soluzione dei “due Stati” uno ebraico e l'altro arabo e ai profughi palestinesi. Riaffermato lo storico "status quo” di Gerusalemme in accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite

Michele Raviart – Città del Vaticano

La Santa Sede sostiene in maniera incrollabile la soluzione di due Stati, uno ebraico e l’altro arabo per la soluzione della questione Palestinese. Lo ha affermato mons. Bernardito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, durante una sessione di dibattito sul tema al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Auza, richiamando la risoluzione 181 del 1947, ha ribadito come quella dei due Stati sia “l’unica via sostenibile per adempiere alle aspirazioni di una coesistenza pacifica tra Israeliani e Palestinesi e l’unico piano di pace fattibile che permetterebbe a entrambe le nazioni di vivere a fianco all’interno di confini sicuri e internazionalmente riconosciuti”.

Il dialogo deve sostituire la retorica

“La realtà dei fatti”, continua mons. Auza, “è una fonte di persistente e grave preoccupazione”. La Santa Sede chiede infatti tanto ai leader israeliani che a quelli palestinesi, “di mostrare saggezza, responsabilità e la volontà politica necessaria per raggiungere uno storico accordo di pace che incontri le legittime aspirazioni di entrambi i popoli”. Un dialogo basato sulla buona volontà deve sostituire una retorica infiammatoria, la violenza e il conflitto: civili innocenti non devono mai essere l’obiettivo del terrorismo o di schiaccianti operazioni militari.

Basta interferenze esterne

“La discordia Israelo-palestinese e le divisioni tra i Palestinesi sono inoltre esacerbate da forze esterne e dagli interessi geopolitici di altri Paesi”, spiega ancora mons. Auza, e pertanto la Santa Sede esorta gli Stati vicini a facilitare il processo di pace.

Conferma status quo per Gerusalemme

Per quanto riguarda Gerusalemme, la Santa Sede “desidera riaffermare lo storico status quo” della città, in accordo con le risoluzioni delle Nazioni Unite, e “rifiuta ogni misura unilaterale che si pone l’obiettivo di cambiarlo”. La Città Santa dovrebbe essere un luogo di convergenza e di pace e ai fedeli delle tre religioni monoteistiche dovrebbe essere garantito l’accesso libero e senza ostacoli ai luoghi Santi. Pertanto, “la proposta iniziale di uno status internazionale garantito dalle Nazioni Unite rimane ancora di grande importanza per adempiere alla singolare vocazione della città”.

Più assistenza per i profughi

Grande preoccupazione è manifestata per la terribile situazione che stanno affrontando i profughi palestinesi e l’agenzia Onu dell’ Unrwa, che fornisce un sostegno essenziale per circa 5,6 milioni di rifugiati, provvedendo ad abitazioni, istruzione, assistenza sanitaria e servizi sociali. “In una situazione che non mostra segni di una soluzione a breve”, conclude mons. Auza, un Unrwa pienamente funzionante rimane il mezzo migliore per prevenire il peggioramento della situazione nella regione in un modo che porterebbe grandi costi e probabili spese maggiori alla comunità internazionale”

19 ottobre 2018, 13:20