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Processo Ior. Assenti alla seconda udienza Caloia e Liuzzo

Il Tribunale chiede alle parti di vagliare meglio le richieste: perizie e consulenze in assoluta genericità. Nominati tre periti, non sono stati ammessi quelli di parte

Massimiliano Menichetti - Città del Vaticano 

 

Una lunga ordinanza letta dal presidente del Tribunale, Paolo Papanti-Pelletier, ha aperto la seconda udienza del processo per peculato e autoriciclaggio a carico dell’ex presidente dello Ior, Angelo Caloia e dell’avv. Gabriele Liuzzo, entrambi assenti.

Gli imputati sono accusati di sottrazione, distrazione e appropriazione indebita in relazione a dismissioni immobiliari tra il 2001 e il 2008. Tale attività illecita avrebbe provocato un danno all'Istituto per le Opere di Religione di circa 57 milioni di euro.

Manifesta sovrabbondanza

Dall’ordinanza letta oggi in aula è emerso che tutte le parti hanno chiesto perizie e consulenze con assoluta genericità e “manifesta sovrabbondanza”. In pratica per i giudici ci sono troppi testimoni richiesti, troppi documenti non puntuali da vagliare o addirittura da rintracciare o ricostruire. Il presidente Papanti-Pelletier nel rispetto del diritto alla difesa e per limitare il potere selettivo del Tribunale, ha invitato tutti a farsi carico "della allegazione delle prove", a verificare attentamente quanto richiesto, anche in merito ai testimoni.

Tre periti del Tribunale

E’ stato deciso che i periti del Tribunale saranno tre: per la traduzione di documenti nella lingua italiana, dott.ssa Dorotea Nicosia; per la stima degli immobili, l'architetto Alessandra Albani e per la ricostruzione delle operazioni finanziarie, dott. Luigi Gaspari. Le parti potranno comunque nominare dei consulenti. Gran parte dell’udienza, durata circa due ore e dieci minuti, è stata dedicata alla discussione per la determinazione dei quesiti operativi da porre ai periti.

Elementi imprescindibili

La difesa di Liuzzo ha sostenuto che si dovrà tener conto di “elementi imprescindibili” per la valutazione relativa al ricavato delle vendite degli immobili. Ha indicato cinque punti: che gli immobili erano occupati; che avevano un contratto di locazione di lungo periodo; che la loro redditività era insufficiente a coprire le spese; che le vendite avvenivano in blocco e che gli impianti elettrici non erano a norma.

Non tutti gli immobili erano venduti a corpo

Alcuni immobili “erano venduti a corpo, altri no” ha sottolineato il Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, ribadendo che le perizie realizzate negli anni della dismissione “indicavano un tasso di deterioramento del 20-25%”. Il magistrato ha auspicato uno sforzo collegiale per concentrarsi sulle tematiche affrontate dal procedimento ed ha indicato quale perito contabile il dott. Norberto Arquilla.

Peculato non mala gestio

Gli avvocati di Ior e Sgir srl - società partecipata al 100% dall’Istituto per le opere di Religione – parti civili nel processo, hanno evidenziato che “alcuni immobili erano stati ristrutturati anche con gravose spese” e che altri erano “stati venduti non locati”, ma soprattutto che il processo in corso “non è per mala gestio, ma per le somme relative alla vendita che sono state distratte a favore degli imputati”. Tutte le parti comunque hanno convenuto che si dovrà valutare “immobile per immobile”.

Il processo in Svizzera

L’avvocato della società Sgir, Lipari, ha poi chiesto che sia acquisita agli atti la documentazione “dell’intero procedimento penale proveniente dall’autorità giudiziaria elvetica, dalla quale risulta che almeno un immobile è stato acquisito dall’avvocato Luizzo e dai suoi familiari”, tramite società aventi sede in “paradisi fiscali”, con risorse finanziarie provenienti dalla vendita di un immobile della Sgir.

Acquisti e dismissioni

In pratica secondo quanto si sta delineando fino ad ora, gli immobili in dismissione sarebbero stati venduti ad un prezzo inferiore al valore reale, alcune somme distratte ed usate per acquistare, anche attraverso società off shore, altri immobili in dismissione. 

Le indicazioni per i Periti

Dopo due ore di contraddittorio ed una nuova Camera di Consiglio il Tribunale con ordinanza ha formulato le indicazioni di lavoro per i periti, ovvero che sia determinato il valore immobili di causa “tenuto conto dello stato di fatto e di diritto in cui essi si trovavano”. Sia per la determinazione economica, sia per la ricostruzione economico-finanziaria i periti sono sollecitati a valutare anche i parametri eventualmente offerti dai consulenti tecnici di parte, oltre a “quanto ricavabile dagli atti acquisiti”. L’udienza, terminata intorno alle ore 15.15 è stata rinviata a data da destinarsi.

 

Ultimo aggiornamento ore 18.00

 

05 luglio 2018, 16:29