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Vescovi Bangladesh in Vaticano: vivo il ricordo del viaggio Papa

E' viva nella memoria del Bangladesh la visita di Papa Francesco lo scorso dicembre: un evento che ha coinvolto l'intera comunità multireligiosa del Paese a maggioranza musulmana. In occasione della visita ad limina dei presuli bengalesi che culminerà domani mattina nell'incontro con il Santo Padre, mons. James Romen Boiragi, arcivescovi di Khulna, racconta a Vatican News le sfide della sua terra: tra sviluppo economico e persistente povertà.

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

Un evento di grande gioia, vissuto nell'unità dalle diverse componenti religiose del Paese: la Chiesa del Bangladesh ricorda così il recente viaggio apostolico di Papa Francesco nel Paese, lo scorso mese di dicembre. Lo racconta mons. James Romen Boiragi, vescovo della diocesi di Khulna. I presuli bengalesi,  in questi giorni in Visita ad Limina Apostolorum in Vaticano, oggi sono stati ricevuti nella sede del Dicastero della Comunicazione. 

Grande attesa per l'incontro con il Papa

E' grande l'attesa per l'incontro, questa mattina alle 11.30, con il Santo Padre. A lui presenteranno la situazione della Chiesa cattolica nel Paese a maggioranza musulmana dove l'Islam è religione di Stato: piccolissima minoranza - appena lo 0,2%  -   la comunità cattolica è in crescita; aumentano infatti le vocazioni religiose soprattutto tra le popolazioni tribali appartenenti al ceto sociale più povero. 

Il Bangladesh, tra povertà e crescita economica

Significativa l'opera sociale svolta dalla Chiesa cattolica. Essa è infatti attiva con numerose opere in ambito sanitario, caritativo e culturale, contribuendo così allo sviluppo umano integrale di un Paese all'interno del quale, nonostante la rapida crescita economica, permangono ampie sacche di povertà.

L'urgenza del dialogo interreligioso

A fronte  di una buona convivenza tra musulmani e cristiani, questi ultimi, così come le minoranze indù e buddista,  finiscono spesso vittime di attacchi, saccheggi e espropriazioni di terre, perpetrati dai fondamentalisti. In Bangladesh il cristianesimo è considerato "religione straniera" e gli estremisti islamici da tempo invocano l'introduzione della Shara e una legge che punisca la blasfemia. Da qui l'urgenza del dialogo interreligioso, portato avanti dalla Chiesa cattolica insieme alle altre confessioni cristiane e al Bangladesh Jamiatul Ulama, organismo che riunisce gli ulema (dotti musulmani) e che recentemente ha condannato fermamente la violenza jihadista nel Paese.

23 maggio 2018, 19:27