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Papa Francesco al Consiglio d'Europa a Strasburgo Papa Francesco al Consiglio d'Europa a Strasburgo   (Vatican Media)

“Ripensare il futuro dalle relazioni”, discorsi del Papa sull’Europa

La Libreria Editrice Vaticana edita un volume che raccoglie le riflessioni di Francesco sul ruolo e "l'anima" dell’Europa. L’11 maggio il testo sarà presentato al Salone del Libro di Torino. La prefazione a cura del cardinale Parolin: “Richiamati i fondamenti dell’Europa”

Marco Guerra – Città del Vaticano

“Ripensare il futuro dalle relazioni. Discorsi sull’Europa”, è il titolo del volume della Libreria Editrice Vaticana, che raccoglie le principali riflessioni che  Papa Francesco ha dedicato all’Europa in un orizzonte di recupero della sua  identità e per affrontare le nuove sfide e “discernere le strade della speranza”.

Il testo sarà presentato al Salone internazionale del Libro di Torino, venerdì 11 maggio alle ore 16.30; appuntamento che prevede il saluto del Segretario della Segretaria per la Comunicazione della Santa Sede, mons. Lucio Adrian Ruiz, e gli interventi di Dario Antiseri, docente della facoltà di Filosofia della Pontificia Università Antonianum di Roma, e del giornalista di Vatican Insider, Luca Rolandi. Modererà il dibattito fra Giulio Cesareo, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana.

Discorsi del Papa ai vari organismi europei

Il libro presenta i discorsi che il Papa ha rivolto ai rappresentati della politica, dell’episcopato e della società civile europea, ad iniziare dalla visita al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa a Strasburgo il 25 novembre 2014. Seguono quelli pronunciati in occasione del conferimento del Premio Carlo Magno (Vaticano, 6 maggio 2016); del 60.mo anniversario della firma dei Trattati di Roma (Vaticano, 24 marzo 2017) e della visita in Vaticano dei partecipanti alla conferenza “(Re)thinking Europe” (28 ottobre 2017).

La presentazione del cardinale Parolin

Il significato delle parole del Santo Padre viene colto e riassunto nella prefazione del volume curata dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, il quale in apertura ricorda che sebbene Francesco sia il primo Papa nato fuori dall’Europa dall’VIII secolo ai giorni nostri, “ha sempre mostrato fin da subito un’attenzione particolare per il Vecchio Continente”. Un continente – evidenzia il cardinale Parolin – “che nel corso degli ultimi anni è apparso più volte in affanno, costretto ad affrontare nuove crisi e sfide, lacerato da inedite divisioni laddove si sperava che non ce ne fossero più. Papa Francesco insegna – prosegue il porporato - che i momenti di crisi non sono ostacoli insormontabili. Al contrario, sono un tempo di opportunità”.

Cardinale Parolin: il Papa pone al centro la persona umana

Il Segretario di Stato Vaticano torna quindi sulla visita di Francesco a Lampedusa “simbolo delle fatiche dell’Europa” e di “speranza” per molte persone oppresse che guardano al Vecchio Continente. Il cardinale fa notare infatti che in questo scenario di crisi della solidarietà “il Papa non intenda mai offrire scenari astratti, egli mostra di aver sempre davanti a sé volti e situazioni concrete, le problematiche reali delle persone che incontra quotidianamente nelle sue numerose udienze”. Le sue riflessioni “collocano sempre al centro la persona umana, con i suoi bisogni, i suoi legami, la sua dignità”. “Nello stesso tempo – precisa il porporato - non si può essere indotti a pensare che il Papa intenda proporre soluzioni pratiche ai problemi che vanno via via ponendosi. Piuttosto, il contributo che egli desidera offrire è quello di aiutare a individuare l’orizzonte ideale entro il quale trovare linfa e vigore per affrontare le sfide del momento”.

Europa esortata a ritrovare spirito umanistico

Nella sua introduzione, il Segretario di Stato Vaticano indica poi il cuore del messaggio rivolto ai popoli europei: “Per Papa Francesco l’Europa è chiamata a ritrovare se stessa, la sua anima,  quello spirito umanistico che pure ama e difende”. Per fare questo il Papa esorta a superare “una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una monade” e propone “una visione relazionale della persona, inserita in una comunità”. Essa è “l’antidoto a quella tendenza diffusa oggi in Occidente a concepirsi e a vivere in solitudine”, ricorda ancora il porporato attingendo alle parole del Santo Padre. Una tale visione apre la strada a “quella globalizzazione dell’indifferenza che nasce dall’egoismo”. Papa Francesco fa invece appello ad una “libertà responsabile”, radicata nella verità e capace di dare vita ad una “solidarietà di fatto”.

Ritrovare le radici

Il cardinale Parolin si sofferma anche sull’invito del Papa a coltivare la memoria del passato “come la linfa vitale che irrora il presente” e la memoria “dell’origine” per “affrontare le sfide dell’oggi e del domani”, poiché il rischio del nostro tempo, sottolinea il Segretario di Stato, è quello “di perdere il senso delle proprie radici”. Serve dunque quella che il Papa chiama “trasfusione della memoria” per dare vita ad “un nuovo umanesimo”.

Cristiani chiamati ad “essere anima dell’Europa”

Il cardinale Parolin conclude la presentazione spiegando che il volume incoraggia a recuperare quel “patrimonio ideale e spirituale” che contraddistingue l’Europa e che fa di essa “un modo di concepire l’uomo a partire dalla sua dignità trascendente”. In quest’ottica è necessario il contributo dei cristiani, chiamati ad “essere anima dell’Europa”.

02 maggio 2018, 12:58