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Debutta alla Biennale di Venezia il Padiglione della Santa Sede

Presso l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, l'inaugurazione del Padiglione della Santa Sede alla Biennale che aprirà al pubblico domani, fino al 25 novembre 2018. Ad incantare i visitatori del Padiglione del Vaticano 10 cappelle realizzate da architetti di fama internazionale.

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Esordio della Santa Sede alla Biennale Architettura di Venezia. Il Vaticano debutta, alla vigilia della 16esima mostra internazionale, con un Padiglione immerso nel bosco dell’Isola di San Giorgio Maggiore, all’interno della Fondazione Cini, dove sono state dislocate 10 cappelle, progettate da altrettanti architetti, di provenienza e fede diverse, che si sono ispirati nelle loro opere alla “Cappella del Bosco” di Gunnar Asplud, costruita nel 1920 nel cimitero di Stoccolma.

Un pellegrinaggio religioso e laico

Al visitatore si offre così, su una superficie di oltre un ettaro, un pellegrinaggio non solo religioso ma anche laico e naturalistico per riscoprire la bellezza, il silenzio interiore, la fraternità umana dello stare insieme in preghiera in uno dei luoghi simbolo dell’architettura sacra, come è la cappella, ma consente anche il recupero del rapporto tra arte e fede e di quella osmosi perfetta tra uomo e ambiente, secondo i richiami dettati dal Papa nell’enciclica Laudato si’.

Le 10 cappelle

Per le Vatican Chapels, frutto di una lunghissima gestazione, spiega Micol Forti, direttore della sezione di Arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani e curatrice del progetto, sono stati impiegati materiali diversi, tutti riciclabili e smontabili come ceramica, calcestruzzo leggero e armato, acciaio, legno. Ai 10 architetti (Andrew Berman, Francesco Cellini, Javier Corvalàn Espínola, Ricardo Flores & Eva Prats, Norman Foster, Terunobu Fujimori, Sean Godsell, Carla Juaçaba, Smiljan Radic Clarke, Eduardo Souto de Moura), sono state date inoltre delle regole di dimensione, disposizione, riproduzione di oggetti, ma soprattutto è stata consegnata la sfida di inserire questi piccoli spazi sacri all’interno del bosco, emblema di una natura benevola che riconcilia lo spirito.

Intervista a Micol Forti

Arte e fede

“Le dieci cappelle – afferma Francesco Dal Co, curatore del progetto - non sono chiese consacrate, piuttosto punti di orientamento nel labirinto della vita. In molte, anche se non era stato richiesto, ricorre il simbolo della croce, in tutte ci sono invece l’altare e il leggio”. La decisione del Vaticano di entrare nell’orizzonte dell’architettura, chiarisce il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e Commissario del Padiglione, “è il risultato di un lungo itinerario. Alla fine dell’800 si è consumato il divorzio tra arte e fede che per secoli avevano camminato insieme. Una frattura che anche in tempi recenti ha prodotto edifici sacri modesti, privi di spiritualità e di bellezza”. Lo scopo è dunque, riallacciare un filo, favorire un nuovo incontro e dialogo.

Dilatare lo sguardo

“E’ la prima volta della Santa Sede nella Biennale Architettura, ma ce ne saranno altre”, sottolinea da parte sua il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta. La partecipazione di un soggetto protagonista della storia che ha plasmato le nostre città contribuisce alla dilatazione del nostro sguardo, nella ricerca di soluzioni ai problemi”.

Discorso di apertura del patriarca di Venezia, Francesco Morata

Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, presentando all’inaugurazione il padiglione vaticano, ha detto: “Che la Santa Sede allestisca ora un padiglione dice il grande impegno del Pontificio consiglio della Cultura e del suo presidente, il card. Gianfranco Ravasi, nel realizzare quanto, dagli anni del Concilio, Paolo VI aveva auspicato”. Il progetto si rifà all’idea della “Cappella nel bosco” realizzata a Stoccolma da Gunnar Asplund, “una comunità in dialogo spirituale che prega in un contesto integrato con la natura”. “Il progetto – ha affermato mons. Moraglia – ci ricorda come l’edificio-chiesa non sia solo uno spazio funzionale ma un luogo simbolico dell’incontro con Dio, uno spazio sacro che entra in rapporto e plasma l’assemblea che celebra la liturgia; il percorso espositivo dice, in linguaggio architettonico d’eccellenza, il mistero cristiano in termini consoni alla modernità”.

La Biennale Architettura

Dopo l’inaugurazione del Padiglione della Santa Sede, sabato 26 maggio apre invece al pubblico la 16esima mostra internazionale di Architettura, organizzata dalla Biennale di Venezia, con il titolo “Freespace”.  Fino al 25 novembre 2018 i Giardini, l’Arsenale e il centro storico della città lagunare, ospiteranno le opere straordinarie di 71 architetti che hanno voluto coniugare invenzione, creatività e bellezza con l’intento di dare agli spazi nuovi significati e nuove utilità. “Da ogni progetto - raccontano le curatrici della Biennale, Yvonne Farrell e Shelley McNamara – emerge il dono che l’invenzione architettonica è per l’umanità intera”. Il visitatore avrà modo di ammirare edifici storici rigenerati, edifici dimenticati, rivisitati e riportati in vita, tipologie trasformative dell’abitare ma anche necessità infrastrutturali tradotte in strutture pubbliche e civiche destinate a fare scuola.

25 maggio 2018, 10:00