Versione Beta

Cerca

Vatican News
Lavoratori stranieri in Qatar Lavoratori stranieri in Qatar  (AFP or licensors)

Primo Maggio dedicato alla sicurezza sul lavoro

La Federazione sindacale mondiale pone il tema della sicurezza al centro della celebrazioni del 1 maggio del 2018. In Europa cresce il divario delle condizioni lavorative e dei salari tra i Paesi del Nord e del Sud.

Marco Guerra – Città del Vaticano

La sicurezza sul lavoro è il tema scelto dalla Federazione sindacale mondiale per l’edizione 2018 del 1 maggio, Festa dei lavoratori. Secondo gli ultimi dati diffusi nei giorni scorsi dall'Eurostat, relativi al 2015, è la Francia il Paese dove sono morte più persone durante l'orario di lavoro, tra i paesi dell'Unione europea. Seguono l'Italia e la Grecia. Gli incidenti totali, secondo le tabelle dell'Istituto di statistica, sono stati 2,4 milioni, di cui 3.497 mortali. Secondo i calcoli dell'Eurostat il tasso di incidenza standardizzato a livello europeo è di 2,4 morti ogni 100.000 lavoratori.

Romania il Paese Ue con il tasso più alto di morti sul lavoro

Se si considera il tasso di incidenza relativo alla popolazione emerge che la Germania è uno dei paesi con il livello più basso (1,3 morti per 100.000 lavoratori), preceduta dai Paesi Bassi (0,8 per  100.000 lavoratori), dalla Svezia (1,2 morti per 100.000 lavoratori), dalla Danimarca (1,4 morti per 100.000 lavoratori), Cipro (1,5 morti per 100.000 lavoratori) e Regno Unito (1,6 morti per 100.000 lavoratori). Mentre il più alto tasso è stato registrato in Romania (7,5 morti per 100.000 lavoratori), prima del Portogallo (4,6 morti per 100.000 lavoratori), del Lussemburgo (4,4 morti per 100.000 lavoratori), della Bulgaria e della Lituania (4,3 morti per 100.000 lavoratori ciascuno).

Occupazione: cresce divario tra Paesi europei

In Europa preoccupa anche il divario del tasso di occupazione tra i Paesi del Nord e quelli del Sud. Stando ai dati pubblicati da Eurostat, dopo diversi anni di calo, si conferma la lenta risalita del tasso di occupazione europeo, tuttavia si osserva che i Paesi che godono delle migliori condizioni lavorative sono concentrati prevalentemente nel Nord del continente. Le nazioni con la più alta percentuale di persone impiegate nel mercato del lavoro sono Islanda (87,6%), Svezia (81,8%), Germania (79,2%) e Repubblica Ceca (78,5%). Prendendo come metro di riferimento il 72,2% europeo, si nota come quasi tutta l’area mediterranea sia posizionata al di sotto di questo valore con la sola eccezione della Slovenia (73,4%). Troviamo infatti con un valore inferiore la Francia (70,6%), la Spagna (65,5%), l’Italia (62,3%) e la Grecia (57,8%).

Giovani laureati occupati, Italia e Grecia in fondo alla classifica

Non va meglio per quanto riguarda i giovani laureati. L’Italia resta il penultima in Ue nella classifica sulla percentuale dei giovani che risultano occupati entro tre anni dal titolo, con appena 57,7% di neolaureati che lavorano dopo aver conseguito la laurea, dato migliore solo a quello della Grecia. In Germania entro tre anni dalla laurea lavora il 92,7% delle persone (86,9% nel Regno Unito).

Visentini (Ces): sicurezza peggiore nei Paesi extra Ue

Parlando a VaticanNews, il presidente della Confederazione europea dei sindacati (Ces) Luca Visentini ha definito “drammatica” la situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro, una condizione che è “ancora peggiore nei Paesi extraeuropei” dove non esistono nemmeno quadri giuridici adeguati. Questi motivi hanno spinto i sindacati di tutto il mondo a dedicare il primo maggio del 2018 al tema della sicurezza. A livello europeo questa istanza, ricorda Visentini, viene portata avanti insieme ad una campagna per la rivalutazione dei salari. La crisi, sostiene il segretario della Ces, ha infatti ridotto la capacità di acquisto dei lavoratori determinando una forbice sia nei singoli Paesi che tra i Paesi dell’Unione Europea.

Ascolta e scarica l'intervista al segretario della Ces, Luca Visentini

 

30 aprile 2018, 15:26