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Clericus Cup 2018 Clericus Cup 2018  (CLPH)

Clericus Cup: ai quarti di finale si è pregato per la Siria

In semifinale la Gregoriana, Sedes Sapientiae, i campioni in carica del Collegio Urbano ed i religiosi del Collegio americano che al termine della partita hanno pregato per la pace in Siria

A cura del Csi

Sabato scorso si sono svolte le partite dei quarti di final+2el torneo. I North American Martyrs, sacerdoti e seminaristi dell'omonimo collegio sul Gianicolo, hanno battuto per 1-0 il San Guanella, con gol di don Kyle Poje e sono arrivati in semifinale. Oltre a loro, si sono qualificati per le semifinali del torneo pontificio i campioni in carica del Collegio Urbano, ovvero i 'Leoni d'Africa', che hanno battuto ai rigori 8-7, dopo il 3-3 maturato sul campo, la Mater Ecclesiae con il lutto al braccio in memoria di Anthony Freeman, il seminarista dei Legionari di Cristo morto a Pasqua per arresto cardiaco nella notte. 'Remuntada' della Gregoriana, 2-1 agli Oblati di Maria Immacolata, mentre non basta l'incoraggiamento video, giunto dal Brasile del sindaco di Chapeco', Luciano Jose' Buligon, agli 'Amici della Chape': i religiosi in maglia verde, tutti supporter della Chapecoense, hanno perso per 3-1 contro la squadra della Sedes Sapientiae.

LE PARTITE DEI QUARTI 

Collegio Urbano – Mater Ecclesiae 8 – 7 d.c.r. (3-3)

Marcatori: 1' Tibanyendera (rig.), 15' e 30' Lienyuy (ME), 22' Adam Alhjis, 39' Saater (ME), 51' Takyi.

Rigori: Gerome (ME, gol); Ameh (CU, gol); Abrego Mendez (ME, gol); Kayiwa (CU, gol); Lienyuy (ME, parato); Badji (CU, gol); Ikechukwu (ME, gol); Dinis (CU, gol); Saater (ME, gol); Tibanyendera (CU, gol).

Collegio Urbano (3-4-1-2): Ndlovu Justine, Adugba (Dinis), Tibanyendera. Youkoune Koshy; Nya (Ameh), Ndlovu Sifiso, Pacheco, Ssekate; Adam Alhajis; Kayiwa, Takyi (Badji).

Allenatore: Mukendi Tshiabola.

A disp.: Kougang, Dos Reis Da Silva, Arakkal, Yasin, Yai, Mbah.


Mater Ecclesiae (4-4-2): Ahanda Biloa, Jestus (Ikechukwu), Gerome, Agba, Genes Mmbaga; Sesayyan, Lienyuy, De Leon Crespin, Abrego Mendez; Saater, Ekene Aniekwe.

Allenatore: Luciani.


A disp.: Chigozie, Augustine, Zibi, Pena Caceres, Rodriguez.Che fosse il big match di giornata lo si sapeva, ma che potesse uscire una partita pirotecnica, e ricca di gol come quelle viste in questa settimana di calcio europeo è stato bello scoprirlo.

Minuto di silenzio prima del fischio di inizio, per ricordare Anthony Freeman, il seminarista dei legionari di Cristo morto nel giorno di Pasqua e andato via nel sonno per un arresto cardiaco. Inoltre, lutto al braccio per il Mater Ecclesiae ed a fine partita le parole di capitan Gerome: “Abbiamo giocato nel suo ricordo. Nella domenica delle Palme aveva servito Papa Francesco, poi purtroppo nella notte del 2 aprile è successo quello che è successo. La nostra vita sulla Terra è niente, come dice il salmo”.

Via al match ,da subito in salita per il Mater Ecclesiae: rigore assegnato al Collegio Urbano dopo soli 45 secondi di gioco e Tibanyendera fredda il camerunense Ahanda Biloa dagli undici metri. Attonito mister Luciani, ma la sua squadra è dura a morire; chi segue da tempo la Clericus Cup, sa bene la forza d'animo della Celeste. Al 15esimo, infatti, Lineyuy riporta il punteggio sulla parità, complice il portiere Justine Ndlovu non impeccabile sulla punizione calciata dal camerunense. Il Mater Ecclesiae, però, è anche un po' masochista: buco enorme tra centrocampo e difesa, si infila in velocità il trequartista Adam Alhajis che brucia gli avversari e insacca il nuovo vantaggio per i Leoni d'Africa. Nel recupero della prima frazione ancora una punizione velenosa di Lineyuy beffa il portiere Justine Ndlovu, originario dello Zimbabwe.

Nella ripresa la Madonna Celeste è subito aggressiva, ma sfortunata con il palo colpito da Sesayyan! Annullato un gol all’Urbano per fuorigioco su calcio da fermo. Il gol è nell'aria, è il più abile è sempre Peter Saater Akire bravo a trovare un pallonetto vincente che lancia sul 3a2 la squadra Celeste e sé stesso in testa alla classifica dei bomber, sesto gol con quello di oggi. Arrembaggio ora del Collegio Urbano, ma gli avversari sembrano poter resistere all'assedio. Tuttavia, la squadra allenata da mister Luciani pecca di distrazione e la difesa combina la frittata consegnando al ghanese Takyi la palla da spingere in rete per il 3a3.

Si va alla lotteria dei rigori, entrambe le compagini con qualcosa da recriminarsi e recriminare.

Per la Celeste non sbagliano Gerome, Abrego Mendez, che bacia la palla prima di calciare, Ikechukwu, subentrato nel recupero proprio per assumersi la responsabilità del tiro dagli 11 metri, e Saater, ma è proprio Lineyuy, protagonista nel primo tempo con due gol, a farsi ipnotizzare da Justine Ndlovu! Nel Collegio Urbano cinque realizzazioni su cinque rigori calciati: da Ameh e Kayiwa, passando per Badji e Dinis, fino al rigore finale di Tibanyendera che manda in estasi i Leoni d'Africa! Adesso decisamente pronti a difendere lo scudetto Csi, ad oggi in evidenza sulle loro maglie, in semifinale contro la Pontificia Università Gregoriana. Amaro mister Luciani per l'eliminazione del Mater Ecclesiae: “Ce la siamo fatta sfuggire...E' un peccato”.


San Guanella e Amici - North American Martyrs 0-1

Marcatori: 8' st Poje

San Guanella e amici (4-3-3): Bella; Kankole, Onwukwe, Chukwuemeka, Fedyshyn; Rosa (Makhoka), Kiyombo Wa Nyenbo, Fukimuasi; Nnkemjinaka, Tadese (Ierkpen), Edeh.

Allenatore: Egbujor.

A disp.: Agu, Vanathurayar

North American Martyrs (4-4-2): Cieslak; O'Connor, Pankratz, Auer, Wratkowski; Nyce, Frei, Klein (Godefroid), Hoye; Goldhammer (Poje), Floersch.

Allenatore: Olson.

A disp.: Gallagher, Hannegan, Pince, Cwik, Rankin, Busse.
Viene da Seattle il mattatore del match. Nemmeno tempo di entrare in campo, che Kyle Poje buca la rete del San Guanella e amici per il gol che regala ai North American Martyrs la semifinale della Clericus Cup. Una vittoria di misura che mette fine alla bella favola di una delle rivelazioni del torneo. Stavolta il tridente micidiale dei lilla, composto dall'etiope Ephrem Tadese e dai nigeriani Linus Nnkemjinaka e James Edeh, tre gol a testa finora, non punge e si spegne nel collettivo, storicamente compatto, nordamericano. La forza dei Nam è proprio il gruppo, che oggi ha prevalso sull'imprevedibilitá degli attaccanti africani. Nam avanti con meriti, ma applausi anche al San Guanella.

Poche emozioni nella prima parte di gara, quando le squadre restano a lungo in fase di studio. La prima ghiotta occasione da rete arriva solo al 17' sui piedi di Nnkemjinaka che, servito da Edeh in area, si fa ipnotizzare da Stephen Cieslak. Poco dopo ci pensa Edeh con un destro che lambisce il palo. Ci prova dalla distanza anche il congolese Michel Kankole ma Cieslak blocca senza problemi. Il San Guanella prende in mano le redini del gioco, ma senza infierire. "Let's go Martyrs" cantano i tifosi statunitensi sugli spalti, spingendo i Nam, finalmente nell'area di rigore avversaria, senza creare tuttavia problemi al portiere congolese Patrick Bella. Si va al riposo sullo 0-0.

Nella ripresa più in palla da subito i Martyrs, con capitan William Nyce che spreca un assist in area di Matthew Goldhammer, facendosi fermare dalla difesa, e con Kyle O' Connor che tira centrale. Poi Paul Floersch la mette in area e Goldhammer, in scivolata, per poco non insacca. Quindi la mossa a sorpresa di mister Drew Olson che cambia la partita. Fuori Goldhammer, dentro Poje. Nemmeno tempo di entrare che questo seminarista al primo anno nel collegio nordamericano, arrivato da Seattle, risolve un'azione confusa e porta in vantaggio i Nam. "Sapevo che avrebbe segnato, per questo l'ho messo in campo", gongola subito il profeta Olson. A metà ripresa provano a reagire gli amici di San Guanella ma il tiro di Nnkemjinaka si spegne tra le braccia di Cieslak. Inutile il timido assalto finale lilla.

Delusione, ma anche soddisfazione per il bel campionato disputato, tra i guanelliani. Mister Egbujor si complimenta con i suoi e nemmeno la sconfitta gli toglie dalla faccia il sorriso. Domenico Rosa, Missionario del Sacro Cuore di Quadri, vicino Lanciano, era l'unico italiano in mezzo a tanti africani: "Ero anche l'unico europeo insieme a un ragazzo ucraino. Il bello della Clericus è proprio questo, lo spirito di integrazione che si respira. Complimenti ai miei compagni e onore ai vincitori, sono contento di aver partecipato alla mia prima Clericus Cup".

La prende con filosofia Bonaventure Onwukwe, capitano nigeriano: "Peccato, ma dobbiamo imparare anche a perdere con il sorriso, perché noi siamo innanzitutto evangelizzatori". Prima della partita nel grido propiziatorio aveva retrocesso a semplice “don” Guanella, il buon Luigi canonizzato anni fa da Benedetto XVI. I suoi 'buoni figli' in maglia violilla ci riproveranno il prossimo anno. Festa, invece, tra gli statunitensi. Il mattatore Poje: "Sono molto contento della vittoria e di aver segnato. É stata una partita molto combattuta. Dedichiamo la vittoria ai cristiani oppressi in tutto il mondo, giochiamo con loro sempre nel cuore".

Felice mister Drew Olson: "Una vittoria che corona una settimana di celebrazioni per la festa del Rettore. La nostra forza è il gruppo. Non giochiamo mai da soli ma sempre l'uno per l'altro. Vincere la Clericus? Certo che ci crediamo".

 

Sedes Sapientiae - Amici della Chape 3-1

Marcatori: 2' st Jara (SED), 26' st Nyamwihula (SED), 29' st Carneiro (CHA), 33' st aut. Zuzarte (SED)

Sedes Sapientiae(4-4-2): Kabomo; Mshana, Filipovic, Pereira Funari, Geranaj; Funari Fouto, Jara, Parra Marin, Hernandez Trevino; Guo, Nyamwihula.

Allenatore: Huerta.

A disp: Capeta, Carmona Espinosa, Cabase, Lopez Isidro


Amici della Chape (4-4-2): Gomes Silva (Scapini); De Oliveira, Riyzimana (Zuzarte), Palatino, Carnecky; Carneiro, Catanese, Habimana, Da Silva (De Araujo); Hornik, Giannone.

Allenatore: Paoloni.

A disp: Papalettera, Gomes Zanon, Choe.

Soffre, spreca e rischia di complicare tutto, ma alla fine il Sedes Sapientiae riesce a conquistare la semifinale. Si infrange, invece, il sogno della Chape: alla squadra del brasiliano padre Adenis De Oliveira non basta il cuore. I crociati biancorossi di padre José Huerta vincono 3-1, in virtù di un secondo tempo giocato meglio.

Partenza sprint del Sedes, sostenuta sugli spalti dai suoi calorosi tifosi. Come sempre, non smettono mai di cantare. Non mancano nemmeno i fan della Chape, che rendono l'atmosfera calda. Complice il sole estivo che trionfa sui campi con vista Cupolone. Finalmente, dopo una prima fase di Clericus dominata da freddo e pioggia.

Primo tempo equilibrato. Al 9' l'argentino del Sedes, Fabricio Jara supera il portiere brasiliano Gomes Silva con un pallonetto, la palla finisce sull'esterno della rete con illusione del gol. La Chape si affaccia in area avversaria con un destro ribattuto dalla difesa di padre Adenis, leader e capitano della squadra clericale che vuole omaggiare la brasiliana Chapecoense, distrutta nel tragico incidente aereo di due anni fa. Proprio Il sindaco di Chapecò ha si è fatto vivo alla vigilia dei quarti per incoraggiare i sacerdoti in “verde”. Al 20' ancora pericolosa la Chape, con la botta di Domenico Giannone, bloccata dal tanzaniano Gerald Kabomo. Negli ultimi minuti del primo tempo Gomes Silva liscia su rinvio e per poco il tanzaniano Deogratias Nyamwihula non ne approfitta con un pallonetto. Il portiere vola fino alla porta, blocca e si fa perdonare il pasticcio che poteva costare caro. Poco dopo Jara sparacchia alto a pochi metri dallo stesso Gomes Silva. Rovesciamento di fronte e Chape vicina al vantaggio con Michel Habimana, del Burundi, che sfiora la traversa con un pallonetto da fuori area. Si va al riposo a reti inviolate.

A rompere gli equilibri ci pensa, al secondo minuto della ripresa, Jara, che risolve una mischia in area derivata da una indecisione della difesa della Chape. Sedes in vantaggio. Un minuto dopo Nyamwihula si divora il gol del raddoppio sparando alto, solissimo, a tu per tu con Gomes Silva, per la disperazione di mister Huerta. Insiste il Sedes, ma la botta da fuori del venezuelano Parra Marin, il capitano, è centrale. Al 17' colpo di testa di Nyamwihula, il portoghese David Palatino salva sulla linea e tiene in vita la Chape. Un minuto dopo il croato Matej Filipovic, invece, stampa sul palo il rigore che avrebbe chiuso la partita (fallo su Nyamwihula). Poco dopo sbaglia in area anche Jara, e il Sedes è costretto a sudarsi le semifinali fino all'ultimo minuto.

Mister Fabio Paoloni chiama il time out e invita i suoi a non mollare. Il ghanese Bebe Guo si aggiunge alla lista dei giocatori del Sedes spreconi: tira debole addosso a Gomes Silva.

Poi succede di tutto. A cinque minuti dalla fine Nyamwihula raddoppia, con una botta che sbatte sulla traversa prima di finire di poco al di là della linea bianca. Gol dubbio, tra le proteste della Chape. Finita? Non ancora. La Chape la riapre, a sorpresa, con il portoghese José Carneiro, proprio mentre Huerta cominciava finalmente a rilassarsi.

Paoloni urla ai suoi di crederci, con quel poco di voce che gli rimane. Ma il miracolo non arriva: all'ultimo respiro il Sedes va ancora a segno grazie allo sfortunato autogol del portoghese Joao Zuzarte. Le squadre si abbracciano per il terzo tempo di preghiera, dopo un finale scoppiettante.

La Chape esce a testa alta. "I ragazzi ce l'hanno messa tutta, nonostante un po' di tensione per la posta in palio e qualche errore in difesa - dice mister Paoloni - Certo, se il guardalinee si mette a convalidare anche i gol dubbi... I ragazzi mi hanno garantito che la palla non era entrata, ma non voglio recriminare". Spazio, per Paoloni, per rimpianto e gioia. Rimpianto per l'assenza di due calciatori importanti, Mutombo e Milolo Mukinai. Gioia perché, come ci racconta, "sono mancati perché oggi diventano diaconi".

Festeggiano invece i giocatori del Sedes. Jara, argentino come Papa Francesco, ha aperto le danze: "È bravo il Papa e gli voglio bene, nonostante lui tifi San Lorenzo mentre io sono del Boca. La prima parte della gara è stata difficile, poi nella ripresa siamo andati meglio. Credo nella vittoria e per questo prego Cura Brochero, un santo argentino. Spero ci guidi lui verso la coppa". Soddisfatto mister Huerta: "Abbiamo giocato bene nonostante un po' di sofferenza e di stanchezza". La colpa? “La Pasqua ha fatto strage, hanno mangiato tanto e non correvano piu", scherza, mentre va a stringere la mano al collega Paoloni.

 

Pontificia Università Gregoria – OMI 2 – 1

Marcatori: 6' Floyd (Omi), 45' Alorbu, 53' Duarte.

GREGORIANA (4-4-2): Richter, Kotonovics, Sucio, Battauz (Faltak); O'Donnell (Oliinyk); Ghiurca (Dushnyy), Alorbu, Reyes, Patsula; Paver, Duarte.

Allenatore: Caioli.

A disp.: Alagbaoso, Matic, Sado.

OMI (4-2-3-1): Soane, Sakala, Leon (Totomalaza), Njong, Mokete; Yacinthe, Thembo; Floyd, Odhimambo, Diodati; Malczewski.

Allenatore: Bang.

A disp.: Pierre, Masilo, Fernando.

Il sogno del Mondiale Ecclesiastico svanisce per i Missionari di Maria Immacolata. Tanta l'amarezza per una partita uscita dal controllo degli Oblati dopo 40 minuti di partita ben gestiti. Eppure la squadra biancoazzurra era carica ad inizio match, così il capitano Yacinthe: “Vogliamo vincere, siamo carichi e pronti a mettere in campo tutta la nostra passione”.

Diverse le assenze da una parte e dall'altra: Missionari orfani del difensore polacco Zys, mentre tra gli amaranto spiccano i forfait degli ucraini Kachmarskyi e Michnuk in patria per la Pasqua.

Il vantaggio di Alexander Gatana Floyd al 6' minuto mette le ali ai biancoblu, vicini al raddoppio poco dopo con Malczewski; l'attaccante polacco, però, non riesce ad emulare il suo idolo giallorosso Dzeko, mancando l'appuntamento con il gol.

La Gregoriana chiude una prima frazione di gioco in svantaggio e mal giocata, nella quale si è affidata ai calci da fermo di O'Donnell e Paver per creare pericoli, ma che non hanno impensierito il 'gigante' estremo difensore Soane dell'Isola di Tonga. Dalla panchina amaranto si predica calma per risolvere la confusione vista sul terreno di gioco.

Mister Caioli a inizio ripresa opera due sostituzioni, serve cambiare ritmo al match: dentro Dushnyy e Faltak, richiamati in panchina Ghiurca e Battauz. C'è da fare di necessità, virtù per la squadra di Piazza della Pilotta.

Tocca allora al camerunense Alorbu tirare fuori 'il coniglio dal cilindro', gol da cineteca: tiro di sinistro con la palla che si infila all'incrocio dei pali. La Gregoriana è ancora in partita! Il 10 degli amaranto è il protagonista della rimonta, infatti si guadagna una preziosa punizione a due in area che il portoghese Duarte realizza, con la freddezza tipica del connazionale CR7.

Le energie sul finale vengono a mancare, Malczewski sgomita contro i difensori amaranto, ma soffre la fisicità avversaria. Il triplice fischio dell'arbitro spedisce la Gregoriana in Paradiso! Risolta la pratica OMI e strappato il biglietto per l'accesso alla semifinale della Clericus Cup.

“Obiettivo raggiunto! Una vittoria da dedicare ad un amico al quale hanno diagnosticato un cancro e sarà operato nei prossimi giorni. La dedica, ovviamente, va anche ai miei compagni di squadra, l'allenatore Mario e Fabio”, così Fredric Alorbu ha commentato sui social la vittoria della Università Gregoriana sui Missionari di Maria Immacolata.

Amaro Malczewski, attaccante OMI con 4 gol nella classifica marcatori del torneo: "Dispiace essere stati eliminati. Era la mia ultima occasione per arrivare in fondo al Mondiale Ecclesiastico, il prossimo anno torno in Polonia".

Terzo tempo, infine, di amicizia e preghiera in nome della Siria; le parole di Aram Sado, seminarista armeno cattolico della Gregoriana: "Chiamo tutti a pregare per i defunti, per i feriti e per le famiglie che soffrono in Siria; a pregare perché i responsabili, politici e militari, scelgano l’altra via: quella del negoziato, la sola che può portare alla pace".

 

18 aprile 2018, 08:21