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Prosegue VHACKS: giovani e tecnologia a servizio del bene comune

Più che mai motivati, continuano "a correre" con le loro idee e la loro creatività. Sono i giovani che partecipano al progetto a cui lo stesso Papa Francesco ha dato l’imprimatur affinché prendesse il nome “Vatican Hacks”.

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Arrivano da tutto il mondo, sono preparatissimi e motivati. Da due giorni - e fino a domenica 11 marzo - affronteranno la loro maratona per proporre soluzioni ai grandi problemi che affliggono il mondo. Sanno che Papa Francesco è informato di tutto e si sentono onorati di poter dare il loro personale contributo a questo progetto bellissimo e ambizioso.

Abbiamo parlato con loro, li abbiamo ascoltati e guardati negli occhi: sono felici e anche un po' emozionati perchè "essere stati scelti dalla propria università; lavorare e impegnarsi in progetti per aiutare il prossimo - ci confida un ragazzo che arriva da New Delhi, India - ti fa comprendere meglio le necessità del mondo in cui vivi".  Abbiamo scelto di farvi vedere i loro volti e i loro occhi sorridenti, un modo per ringraziarli e per ricordarci che loro sono davvero la nostra speranza

 

09 marzo 2018, 19:10