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La Santa Sede alle Olimpiadi in Corea del Sud: testimonianza del capo delegazione

Mons. Melchor Sánchez de Toca, capo delegazione della Santa Sede in Corea del Sud, sulla 132.ma sessione del Comitato Olimpico internazionale: "Qui si prendono decisioni che poi hanno impatto sullo sport in tutto il mondo".

Alessandro Di Bussolo e Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Un'occasione importante per rilanciare il dialogo nella penisola coreana. E’ con questo auspicio che si apriranno domani a Pyeongchang, in Corea del Sud, i Giochi olimpici invernali. Alla cerimonia inaugurale sarà presente anche una delegazione vaticana - guidata da  Mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura - che ha preso parte alla 132.ma sessione del Comitato olimpiaco internazionale (Cio). E’ la prima volta che una delegazione della Santa Sede è stata invitata a partecipare ad una assemblea del Cio.

Dal Cio decisioni importanti

Presenti ai Giochi olimpici anche atleti nordcoreani

“Qui – ha detto mons. Sánchez de Toca – si prendono decisioni che poi hanno impatto sullo sport in tutto il mondo”. “L'apertura dei Giochi invernali a Pyeongchang – ha aggiunto - acquista un valore simbolico unico grazie alla presenza di atleti nordcoreani”. Sono 22 gli atleti provenienti dalla Corea del Nord per partecipare alle Olimpiadi invernali che si concluderanno il prossimo 25 febbraio. Ieri Papa Francesco, all’udienza generale,  ha rivolto un appello agli atleti e agli organizzatori dei XXIII Giochi Olimpici Invernali:

L'appello di Papa Francesco per le Olimpiadi

“La tradizionale tregua olimpica quest’anno acquista speciale importanza: delegazioni delle due Coree sfileranno insieme sotto un’unica bandiera e competeranno come un’unica squadra. Questo fatto fa sperare in un mondo in cui i conflitti si risolvono pacificamente con il dialogo e nel rispetto reciproco, come anche lo sport insegna a fare”

 

08 febbraio 2018, 10:47