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Vatican News
Carcere cileno visitato da Papa Francesco nel suo viaggio nel Paese Carcere cileno visitato da Papa Francesco nel suo viaggio nel Paese  (AFP or licensors)

Il cappellano di Rebibbia: “Grazie al Papa per il suo pensiero ai detenuti”

Papa Francesco dopo la preghiera dell’Angelus si è rivolto ai carcerati perché vivano la Quaresima come occasione di riconciliazione. Per don Sandro Spriano, cappellano di Rebibbia, le parole del Pontefice sono un grande aiuto per non arrendersi.

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Nella Quaresima, cammino di conversione e di lotta contro il male, il pensiero del Papa va a chi vive ore difficili in carcere ma può grazie alla fede credere sempre più in un percorso di riconciliazione e rinnovamento. “Le parole di Francesco all’Angelus – afferma don Sandro Spriano, cappellano del carcere romano di Rebibbia – sono parole di speranza. Lui ci incoraggia sempre ma spesso noi, presi da mille cose della vita, non ci crediamo poi tanto”.

Grazie infinite Papa Francesco

“La prima cosa che voglio dire però è grazie al Papa che ci ha regalato questo pensiero – aggiunge don Spriano – non credo che sia mai successo prima per il cammino di Quaresima. Proprio oggi noi abbiamo iniziato questo percorso che ci porterà alla Pasqua di Risurrezione e lo abbiamo fatto prendendo come testo guida il discorso di Francesco alle detenute di Santiago del Cile”. 

Perdono e reinserimento

“Sono due i passaggi per questo nostro cammino quaresimale – sottolinea il cappellano di Rebibbia – insistere sul perdono nei confronti di noi stessi e il perdono che si chiede alla società. Ma per noi è poi importante parlare pure di reinserimento dei detenuti, anche se in Italia questa parola suona oggi come nuova, nonostante sia citata nei regolamenti e nella Costituzione”.

Il Papa mostra la misericordia di Dio

“Nei detenuti è ancora vivo il ricordo del Giovedì Santo di due anni fa – racconta don Spriano – Papa Francesco ha mostrato a tutti che cosa è la misericordia e lo ha fatto abbracciando 400 carcerati. Non sono servite le parole per dire a loro e a noi che anche Dio fa così. Ci abbraccia e ci perdona. Ha lasciato senza fiato gli stessi ragazzi che ogni volta a qualcuno che li avvicina chiedono qualcosa, quella volta non hanno chiesto nulla, hanno solo accolto e capito”.

Ascolta l'intervista a don Sandro Spriano
18 febbraio 2018, 14:50