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Dalla mostra Divine Creature la rivisitazione dell'Angiolino musicante di Rosso Fiorentino (1521) Dalla mostra Divine Creature la rivisitazione dell'Angiolino musicante di Rosso Fiorentino (1521) 

"Divine Creature" in Vaticano, la mostra che dà luce ai piccoli

Inaugurata ieri nei Musei Vaticani l’esposizione di dieci grandi fotografie che fanno rivivere capolavori di arte sacra, interpretati da 45 disabili e loro familiari. Monsignor Verdon: vediamo con occhi nuovi la bellezza esteriore, grazie ai valori spirituali di questi attori davvero speciali. Ingresso gratuito fino al 3 marzo

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

E’ stata inaugurata ieri pomeriggio nella Hall dei Musei Vaticani la mostra Divine Creature, che propone dieci lavori fotografici di Leonardo Baldini che ricreano capolavori di arte sacra utilizzando come attori persone con disabilità e i loro familiari. Le fotografie, “frutto dell’amore e della creatività artistica di tanti” scrive il direttore dei Musei Barbara Jatta nell’introduzione al catalogo, sono esposte, fino al 3 marzo, con ingresso gratuito, accanto alla riproduzione dell’opera originale, ad oggetti di scena e a foto del backstage.

La vera bellezza è interiore

Una mostra davvero originale, ideata da Adamo Antonacci  e curata da Micol Forti, che nei Musei si occupa della Collezione di Arte contemporanea,  presentata per la prima volta nel marzo 2017 al Museo dell’Opera di Firenze, grazie alla felice intuizione del direttore monsignor Timothy Verdon.

“Questa straordinaria mostra ci ricorda che la vera bellezza è interiore e non esteriore –dice a Vatican news monsignor Verdon - anzi, ci fa vedere con occhi nuovi la bellezza esteriore, grazie alla semplicità, all’entusiasmo, al valore spirituale delle persone che hanno fatto da interpreti di questi capolavori. E’ una mostra per l’occhio e più ancora per lo spirito”.

I capolavori dell’arte sacra vivono in modo nuovo

“Sono corpi che la società ha difficoltà ad integrarechiarisce  Micol Forti, curatore della mostra e della Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani – e la mostra ci racconta quanto la fragilità e la forza, la solidità e l’incertezza, le certezze e i dubbi siano facce della stessa medaglia,  e noi tutti siamo facce della stessa verità”.

Ancora monsignor Verdon sottolinea che “i capolavori che tutti abbiamo studiato a scuola e sui manuali d’arte vivono in un modo nuovo grazie alla partecipazione degli attori di questa mostra che Adamo Antonacci è riuscito a mettere insieme. Veramente la mostra ci dà un nuovo modo di valutare alcuni dei massimi capolavori della nostra tradizione, apre gli occhi verso una bellezza non solo estetica”.

Pietro l'angiolino musicante e Sara la Madonna annunciata

“E’ stato veramente semplice lavorare con loro – racconta l’ideatore del progetto, Adamo Antonacci, di Stranemani International - non credevamo, perché al di là della disabilità non sono professionisti. In realtà siamo riusciti a fare ogni scatto in un giorno, ogni ragazzo si è comportato benissimo”.

Il piccolo Pietro è l’Angiolino musicante di Rosso Fiorentino; Sara interpreta la Madonna dell’Annunciata di Palermo di Antonello da Messina; Benedetta e Rebecca vestono i panni dei due angeli dell’Adorazione del Bambino di Gherardo delle Notti. E poi vediamo rivivere l’Annunciazione di Caravaggio e il Lamento sul Cristo morto di Mantegna, fino al Bacio di Giuda di Montanari, foto che è esposta accanto al dipinto originale, conservato proprio nei Musei Vaticani.

La disabilità rivelazione della presenza di Dio

“L’idea è nata diversi anni fa – ci spiega Antonacci - leggendo il libro La notte di Elie Wiesel che racconta come in un campo di concentramento i nazisti decidano di uccidere un bambino e costringano tutti i deportati ad assistere alla scena. Questi si domandano “Dov’è Dio” e Wiesel dice: è quel bambino che muore. Allora mi è venuto in mente che Dio si manifesta laddove noi pensiamo ci sia la sua negazione. Per molti secoli si è pensato che la disabilità fosse una negazione della presenza di Dio, quando invece è una sua rivelazione. Per cui abbiamo pensato di far coincidere la figura del Cristo, della Madonna e dei Santi con la disabilità”.

Insomma “è una mostra per il Vaticano di Papa Francesco – conclude monsignor Verdon - perché valorizza i piccoli, valorizza coloro nei quali Gesù ci ha detto che avremmo visto lui. Noi riconosciamo la sua presenza nelle persone sofferenti, nelle persone emarginate. Divine creature è una mostra che valorizza in un’ottica cristiana quelle persone”.

 

23 gennaio 2018, 17:29