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Lourdes messa card. Parolin Lourdes messa card. Parolin  

Da Lourdes il card. Parolin: la verità è essere fedeli a Dio e al prossimo

Si è conclusa a Lourdes la 22esima edizione delle Giornate di San Francesco di Sales. Oggi la Messa presieduta dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, che ha insistito sulla verità come fedeltà a Dio e al prossimo. Poi la consegna del premio Jaques Hamel: il vincitore è Samuel Lieven

Cecilia Seppia - Città del Vaticano

Ultime battute a Lourdes per la 22esima edizione delle Giornate di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, dedicate alla ricerca della verità nell’informazione e nella comunicazione sui media generalisti, ma anche sui social network. Prima dei workshop che hanno visto impegnati oltre 300 operatori, giornalisti, teologi, filosofi e sociologi, la Messa nella basilica dell’Immacolata Concezione celebrata dal Segretario di Stato, il  cardinale Pietro Parolin. Il suo primo pensiero è andato ai martiri, a coloro che svolgendo il proprio lavoro di cronisti, in zone di guerra o conflitto, vengono uccisi, rapiti e diventano oggetto di ingiustizia.

Essere fedeli a Dio e al prossimo

 “Il vostro  lavoro è complesso – ha ribadito il porporato - ma il vostro ruolo è estremamente fondamentale per una società libera e pluralista… In un certo senso voi, scrivete la prima bozza della storia, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi”. Da qui il monito alla responsabilità e il richiamo ai giornalisti che si professano cattolici a  non separare mai il culto dall’amore per il prossimo, soprattutto per i poveri, i sofferenti, i malati ma ad imitare Cristo che è fonte di verità. Essa, lungi dall’essere un concetto intellettuale – ha proseguito il card. Parolin -  è piuttosto un comportamento fedele. “Se non siamo fedeli a Dio, siamo bugiardi, siamo una specie di ‘fake news’” ha rimarcato, specificando che ciò che ci si aspetta dal giornalista cattolico oltre alla competenza è la capacità di “monitorare questo mondo, osservare le notizie, interpretarle e identificare iniziative costruttive” che possano contribuire allo sviluppo integrale dell’essere umano.

Coniugare obbedienza a Dio e verità

E ancora: “Dio non impedisce l’autonomia dell’uomo; anzi l’umano si realizza pienamente solo in questa relazione con il divino. Così siamo invitati a coniugare l’obbedienza alla volontà di Dio con la passione per la verità e la libertà di ricerca, per discernere la volontà di Dio e la libertà di opinione, unendo passione per Dio e passione per l’uomo, la verità e il rispetto della dignità della gente. È anche la missione profetica di tutti i battezzati di annunciare la verità, di mostrare le varie realtà attraverso la luce del Vangelo”. 

La relazione cuore della comunicazione

La verità ha concluso il card. Parolin non si raggiunge mai proclamando slogan o applicando principi immutabili, ma camminando umilmente con Cristo, in comunione con i nostri fratelli. Richiamando le parole del Papa, ha quindi affermato: “amare la verità significa non solo affermare, ma vivere la verità, testimoniarla con le vostre opere. Vivere e lavorare, quindi, coerentemente con le parole utilizzate per un articolo di giornale o un servizio televisivo. La domanda qui non è essere o non essere credenti. La domanda qui è di essere o non essere onesti con se stessi e con gli altri. La relazione è il cuore di ogni comunicazione”

Il Premio Jaques Hamel

Subito dopo la celebrazione eucaristica si è svolta la cerimonia per il conferimento dell’atteso Premio dedicato al padre Jacques Hamel, assassinato il 26 luglio 2016 nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray a Rouen, in Francia, in un attentato di matrice fondamentalista, mentre celebrava Messa, per il quale si è aperta la causa di beatificazione. Il vincitore di quest'anno, scelto tra 26 candidati è Samuel Lieven, autore dell'articolo “Thomas e Benoit, i convertiti del 13 novembre” per commemorare gli attentati di Parigi compiuti due anni prima. Il giornalista propone il ritratto di due fratelli, Thomas e Benoit, uno cattolico, l’altro convertito all’Islam, cercando di tracciare una via verso la riconciliazione in una frattura creatasi tra le mura domestiche.

Dialogo non è sinonimo di compromesso

Alla cerimonia della premiazione era presente anche la sorella di padre Jacques Hamel, Roseline Hamel, che ha partecipato al lavoro della giuria. Nel suo toccante discorso ha voluto sottolineare come il martirio di padre Jacques abbia contribuito a liberare e diffondere il messaggio su cui egli aveva poggiato tutta la sua vita e la sua chiamata, cioè diventare creatori di pace e del vivere insieme. La menzione speciale del premio “Jacques Hamel” è andata a due giovani giornalisti, autori del reportage-inchiesta sulla diocesi di Saint-Denis, attraversata dal terrorismo. “Il dialogo non è mai sinonimo del compromesso”, ha insistito il cardinale Parolin nel corso della premiazione. Infine nella nostra intervista ha voluto rimarcare l'esigenza di non strumentalizzare mai il nome di Dio o la religione. "L’uso distorto della religione, la sua manipolazione, il fatto che venga usata per scopi puramente profani e per scopi violenti, questo è da evitare. Quindi, io credo che oggi sia compito dei media anche quello di smascherare anche questa falsità: questa è una falsità perché, come ha detto tante volte il Papa, non ci si può appellare a Dio per usare la violenza per andare contro l’uomo".

Ascolta e scarica l'intervista al card. Parolin

 

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Giornata conclusiva XXII edizione Giornate di San Francesco di Sales
26 gennaio 2018, 13:32