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Papa Francesco scortato dai gendarmi Papa Francesco scortato dai gendarmi 

'Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana', in onda su Rai 1

Il docu-film sul Corpo di polizia dello Stato del Vaticano nasce dall'impegno della Segreteria per la Comunicazione con l'obiettivo di condividere momenti chiave della storia della Chiesa

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

La quotidianità come punto di vista per raccontare il corpo della Gendarmeria Vaticana: gli uomini chiamati a proteggere il Papa. Una narrazione che si sofferma certamente sulla missione del corpo di polizia dello Stato più piccolo del mondo, ma che mette in risalto anche questioni più semplici come il coinvolgimento delle famiglie dei gendarmi in relazione a turni svolti di notte, durante le festività e i viaggi apostolici.  Questa, dunque, la prospettiva scelta per il docu-film 'Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana' che andrà in onda questa sera su Rai1 alle 24:20. Alla base del progetto, "il grande lavoro di squadra" come racconta nell'intervista Nicola Salvi - di Officina della Comunicazione - che ha seguito la produzione esecutiva del progetto insieme a Elisabetta Sola.  

D: Come è nata l'idea di una narrazione, diciamo, "non istituzionale"?

R: Da una condivisione del regista, degli autori, della produzione, di voler raccontare la Gendarmeria non in modo solamente istituzionale, ma cercando di entrare anche nella vita e nella quotidianità di alcuni rappresentanti del Corpo che sono esemplificativi di alcuni momenti della carriera di questi uomini. Per il regista sembrava una modalità molto utile e interessante anche verso il pubblico. Infatti, seguiamo Michelangelo, che è una recluta; seguiamo un dirigente, Luca Cintia, che segue e organizza la sicurezza del Santo Padre anche nei viaggi; così come Marco e Massimo che si occupano oltre che della sicurezza, anche della formazione; e chiaramente c'è il comandante che ci permette di inquadrare il Corpo e di avere la visione completa di quello che è il futuro del Corpo. 

D: Immagino che il fattore tempo sia determinante quando si vuole raccontare qualcuno nel quotidiano...

R. Certo, i protagonisti e i coprotagonisti sono stati seguiti per un anno intero. Come si vede nel docu-film sono tanti i momenti che vengono raccontati e che raccontano quello che la Gendarmeria fa nel corso dell’anno, dalle celebrazioni più importanti ai viaggi del Santo Padre, sia all’estero che in Italia.

D: Non c'è la voce narrante, mai. Perchè?

R: E’ una scelta molto precisa, voluta dal regista e dagli autori, di cercare di costruire un racconto che potesse essere raccontato solo dalle voci dei protagonisti, senza la mediazione di nessun altro.

D: 'Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana' è stato realizzato nell'ambito di un lavoro di squadra altamente professionale e di importanti collaborazioni...

R: La base di questo documentario è il grande lavoro di squadra che tra tutti i reparti di produzione sia del Centro televisivo vaticano, oggi Vatican Media, e di Officina della Comunicazione sono stati messi in atto, chiaramente, con la piena e totale disponibilità e collaborazione della Gendarmeria. E’ una produzione della Segreteria per la Comunicazione attraverso Vatican Media e attraverso Officina della Comunicazione. La Rai ha sposato poi questo progetto decidendo poi di prenderne i diritti per la messa in onda televisiva. Rientra sicuramente in un momento di positiva collaborazione con la Rai che parte dalla collaborazione ad altri progetti come 'Stanotte a San Pietro' - con Alberto Angela -  e arriva a questo progetto con la messa in onda di oggi. 

 

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista a Nicola Salvi

 

29 dicembre 2017, 12:19