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San Macuto o Maclovio

San Maclovio San Macuto, Alphonse Hénaff  (Édouard Hue, CC-BY-SA 3.0)

Vescovo in Bretagna

Fu vescovo, ma non conservò l’incarico: alcune dispute lo portarono ad abbandonare il suo gregge e a rimettere ad altro la sua carica episcopale. Si incamminò verso l’Aquitania e a Saintonge terminò il suo pellegrinaggio terrestre. Macuto aveva studiato in Galles nella scuola monastica di Llancarfan, che era stata fondata da san Cadoc, e lì rimase come monaco. Secondo la tradizione, una volta divenuto vescovo Macuto lasciò Glamorgan insieme ad alcuni compagni, prese il mare e fece una sosta sull’isola dell’eremita Aaron. Su consiglio dell’eremita, i monaci gallesi andarono verso Aleth, una città delle antiche terre dei Coriosoliti.

Fuggì le persecuzioni

Mentre le persecuzioni si accanivano su gli abitanti di Aleth, Macuto si rimise in cammino trovando rifugio a Saintonge. Tornò dall’esilio su richiesta degli abitanti di Aleth, devastata dalla peste e dalla carestia. Superato il flagello della peste, Macuto tornò a Saintonge dove morì il 16 novembre 649. I cristiani di Aleth riuscirono a recuperare alcune sue reliquie. Durante le incursioni dei normanni sulle coste della Bretagna, le reliquie di Macuto furono custodite sulla Île-de-France, più precisamente a Saint-Jacques du Haut-Pas, a Parigi.

Le chiese che portano il suo nome

La chiesa di San Macuto a Bully, nella diocesi di Arras, deve il suo nome a Macuto o Maclovio. Il suo busto con i paramenti del vescovo, un falso reliquiario in quercia del XVIII secolo, si trova nel coro. Nella regione parigina, la cattedrale di Pontoise è dedicata a lui.