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Santi Pontefici Romani

La storia

La festa riunisce in un’unica data il ricordo di tutti quanti, fra i 266 Romani Pontefici, sono venerati come Santi e Beati: 82 santi e 9 beati (ad oggi, 2021). Con questa festa, celebrata in San Pietro, si vuole celebrare la missione di Pietro che continua in tutti i suoi successori, alcuni dei quali hanno testimoniato in maniera eroica il mandato di confermare i fratelli, meritando di essere iscritti nell’albo dei santi e proposti alla venerazione del popolo cristiano.

Vangelo: Luca 22, 28-32
In quel tempo Gesù disse agli apostoli: “Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele. Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.

Simone, ho pregato per te

Può sembrare strano. Di solito quando si vuol presentare i “grandi” personaggi della storia, si cerca di mettere in evidenza le loro grandi gesta, cercando il più possibile di lasciare nell’ombra eventuali punti deboli. Il vangelo scelto per questa festa ci mostra invece un Gesù che desidera mettere in guardia Pietro e assicuragli il suo aiuto: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno”. In queste parole c’è la garanzia data a Simone di una preghiera speciale di Gesù perché la sua fede non venga meno, segno che senza Gesù anche per Pietro può venire meno la fede. Perché il ministero di Pietro non è dato dalle sue qualità o dall’umana pretesa di fedeltà, puntualmente delusa, ma dalla grazia, che trionfa anche nelle fragilità di Pietro. L’esperienza della caduta serve a Pietro a imparare che non può riporre la sua fiducia nelle proprie forze e in qualsiasi fattore umano, ma unicamente in Cristo. E c’è anche un secondo dato che emerge dalle parole di Gesù, l’annuncio della missione a lui affidata: ““E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”.

Il cammino di conversione di Pietro

Ora, se rileggiamo i vangeli, scopriamo il profilo di Pietro e quanto sia stato anche per lui lungo e impegnativo il cammino di conversione. Dopo aver aderito prontamente alla chiamata di Gesù (Mt 4,18-22), Pietro ha trovato tante resistenze. Presso Cesarea di Filippo, Pietro non ha voluto accettare che Gesù intraprendesse la strada verso Gerusalemme, per essere ucciso, dato che lui si attendeva un Messia potente e vincitore (Mc 8,31ss); nel Cenacolo, Pietro non ha voluto accettare che Gesù gli lavasse i piedi (Gv 13,8ss); nell’orto degli ulivi, ha estratto la spada (Gv 18,10); nel cortile, ha rinnegato per tre volte il Maestro (Mc 14,66ss). Insomma, Pietro coltivava grandi desideri e speranza in Gesù, ma nello stesso tempo continuava a portare dentro di sé l’immagine che lui si era costruito del Messia: e abbandonare le proprie attese per accogliere fino in fondo il vero Atteso delle genti, non è un cammino semplice. Chiede tempo. Chiede fiducia. Chiede umiltà. Chiede conversione. E questa esperienza permetterà a Pietro di imparare a “confermare i fratelli” senza giudizio, ma con misericordia, come Gesù ha coltivato per lui.

Il ministero del Papa

Ecco perché il Pietro di ieri e il Pietro di oggi - il Papa - si sostiene con la preghiera di Gesù e chiede di essere sostenuto dalla preghiera del popolo, perché è proprio grazie alla preghiera che i Papi romani hanno potuto e possono assolvere al ministero affidato dal Signore Gesù, Pastore bello del gregge. E la promessa della preghiera da parte di Gesù dice a noi il ruolo particolare che Pietro ha ricevuto nella Chiesa e per la Chiesa.

La nostra preghiera oggi

In questo giorno, nella Basilica di San Pietro, il popolo di Dio innalza al Signore canti di lode per i Papi che ha suscitato nella Chiesa e per la Chiesa, e ancor più per quanti hanno testimoniato in modo esemplare ed eroico il loro ministero, tanto che molti li veneriamo come santi e beati: siano dunque loro per primi ad essere oggi amici e modelli e primi intercessori, in particolare per chi è oggi chiamato ad assolvere al ministero petrino.
Rallegrati e sostenuti da questa schiera di santi Papi romani, veniamo anche noi tutti stimolati a pregare per il nostro Papa, affinché con la preghiera di Gesù e la nostra preghiera, lui possa assolvere al ministero affidatogli da Cristo e continuare a “confermare i fratelli”.
Acquistano così ancora più forza le parole con le quali papa Francesco è solito concludere ogni suo intervento: “E per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.