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Santa Maria Goretti, vergine e martire

Santa Maria Goretti, Riccardo Sanna Santa Maria Goretti, Riccardo Sanna 

“Un angelo di figliola”: Chi la conosceva a Ferriere di Conca, frazione in provincia di Latina, era solito parlare così di Marietta, secondogenita di Luigi Goretti e Assunta Carlini, contadini emigrati nell’agro pontino da Corinaldo, in provincia di Ancona, con i loro sei figli. Era nata in quel paesino marchigiano il 16 ottobre 1890.

Testimone della fede anche nelle difficoltà

Affabilità, generosità e purezza di cuore caratterizzavano l’indole della piccola Maria, sempre dedita alle faccende domestiche e alla cura dei fratelli più piccoli, mentre i genitori si adoperavano senza riposo nel massacrante lavoro dei campi. La fede, l’assiduità nella preghiera, specialmente quella del Rosario, non venne mai meno nella bambina neanche quando, all’età di 10 anni, subì la grave perdita dell’amato papà, stroncato dalla malaria. La sofferenza non fiaccò la volontà di Marietta, anzi; da quel momento sentì di dover confortare la mamma rimasta sola a badare all’intera famiglia.

Il desiderio della Santa Comunione

Le precarie condizioni economiche spinsero i Goretti ad associarsi nel lavoro alla famiglia Serenelli che abitava nella stessa cascina, impiegata anch’essa nei campi di proprietà del conte Mazzoleni. Mentre i Serenelli, padre e figlio, si dedicavano alla coltivazione e Assunta accudiva i bambini, Maria si occupava della vendita delle uova nella lontana Nettuno, della preparazione dei pasti per i contadini o del rammendo del vestiario. L’intensa attività quotidiana non spense nella bimba il desiderio di pregare: sebbene illetterata, nel 1902, appena undicenne, un anno prima del previsto, chiese ed ottenne di ricevere il sacramento della Comunione. Era disposta a rinunciare a ore di sonno pur di poter partecipare alla messa domenicale a Campomorto, distante diversi chilometri da casa sua.

 La croce e il silenzio

A turbare la pace spirituale che sempre aveva albergato nel suo cuore fu il momento in cui, appena sviluppata, divenne oggetto delle morbose attenzioni del diciottenne Alessandro Serenelli da lei fino a quel momento considerato un fratello. Il giovane provò ripetutamente ad insidiare Maria, e, respinto ogni volta con l’invito a non offendere Dio, arrivò a minacciarla di morte se avesse parlato di quelle avances con la famigliaIl silenzio fu una croce pesante da portare, ma la bambina, non voleva aggravare i rapporti già tesi tra le due famiglie e trovò conforto nell’affidamento alla Vergine.

Il martirio e la canonizzazione

Il 5 luglio 1902 mentre i Serenelli e i Goretti erano nei campi e Maria si trovava sola in casa, Alessandro la aggredì e tentò di violentarla. “No, Dio non vuole, andrai all’inferno!”, lo ammonì la bambina desiderosa di custodire la sua castità. Il giovane allora, accecato dalla rabbia, la colpì ripetutamente con un punteruolo, ferendola mortalmente. Il giorno successivo, prima di spirare, la piccola perdonò il carnefice confidando alla madre l’intimo desiderio che anche lui potesse raggiungerla in Paradiso. Condannato al carcere il ragazzo si convertì nel 1910 e, scontata la pena, nel 1928 chiese perdono ad Assunta Goretti, accostandosi con lei alla Comunione. Per voler di Pio XII Marietta fu proclamata santa il 24 giugno 1940. Nel 1950 alla canonizzazione, partecipata da una folla immensa, era presente anche la mamma ammalata. Il santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno che custodisce le spoglie mortali della martire è oggi meta costante di pellegrinaggi.