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Vatican News

Udienza generale 26 maggio 2021

Alessandro Di Bussolo - Città del Vaticano

Questa mattina, all’udienza generale dedicata alla preghiera, il Papa ha parlato della “contestazione radicale” di chi prega senza vedersi all'apparenza esaudito e ricordato che anche nel Vangelo molte delle invocazioni trovano risposta più avanti nel tempo: "Il Male è signore del penultimo giorno" perché l'ultimo "appartiene a Dio". 

“Tutti noi abbiamo esperienza di questo: abbiamo pregato, pregato, per la malattia di questo amico, di questo papà, di questa mamma e poi se n’è andato. Ma Dio non ci ha esauditi!”

Perché la preghiera non è una bacchetta magica, ha spiegato Francesco, ma è un dialogo con il Signore". Non cadiamo nel rischio di pretendere che sia Dio a servire noi, non preghiamo per indirizzare gli avvenimenti secondo il nostro disegno.

Quante volte abbiamo chiesto una grazia, un miracolo, diciamolo così, e non è accaduto nulla. Poi, con il tempo, le cose si sono sistemate ma secondo il modo di Dio, il modo divino, non secondo quello che noi volevamo in quel momento. Il tempo di Dio non è il nostro tempo”. “Impariamo questa pazienza umile di aspettare la grazia del Signore, aspettare l’ultimo giorno. Tante volte, il penultimo è molto brutto, perché le sofferenze umane sono brutte. Ma il Signore c’è. E l’ultimo (giorno) Lui risolve tutto”

26 maggio 2021