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Bielorussia, Parsi: "Che l'Europa faccia sentire la sua voce"

All'Angelus del 16 agosto, il Papa, guardando ai fatti in corso in Bielorussia, ha fatto appello "al dialogo, al rifiuto della violenza e al rispetto del diritto e della giustizia". Il professor Parsi, esperto di Relazioni internazionali, analizza la situazione nel Paese affermando che, purtroppo, "i margini per un dialogo non sono amplissimi". Precisa che "Lukashenko sa di non far parte del futuro del Paese e gli appoggi esterni di cui gode sono estremamente determinati che lo sosterranno anche se lui deciderà di alzare il livello dello scontro". Ribadendo che sui principi democratici non si può andare a compomessi, Parsi auspica che l'Europa faccia sentire la sua voce ed evidenzia un nodo a monte che investe tutti i sistemi politici: l'incapacità di fornire rappresentanza alle popolazioni. Ciò si verifica "sia in termini di capacità di autodeterminarsi, sia in termini di garanzia di un gioco equo per la tutela delle aspettative economiche per crescenti parti della popolazioni". Spiega Parsi: "Nei sistemi autoritari, di fronte ai problemi, la risposta è la violenza. Nei sistemi democratici, con tutte le lentezze, c'è l'offerta di un'area di decantazione dei problemi, di discussione di possibili alternative. Quindi, bisogna pensare molto oltre, e la cosa è complicata. La spinta della modernità degli ultimi 250 anni si sta esaurendo: è necessario pensare a qualcosa che ne mantenga le conquiste ma le proietti in un futuro che è diverso dal passato da cui proveniamo". 

Con noi: 

Vittorio Emanuele Parsi, direttore Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali - Università del Sacro Cuore (MI)

conduce: 

Antonella Palermo

 

18 agosto 2020